In un mercato azionario sempre più polarizzato verso pochi grandi nomi, il 2025 ha offerto una lezione sorprendente. Contro ogni previsione, sono state le banche europee a conquistare il centro della scena, con un rendimento che ha superato di gran lunga quello dei Magnificent Seven e dello stesso S&P 500. In dodici mesi, il comparto ha segnato una crescita a doppia cifra, trainato da dinamiche macroeconomiche e dalla rinnovata fiducia degli investitori. Una sorpresa che ricorda ancora una volta l’importanza della diversificazione nei portafogli globali. Ne parliamo con Samir Parekh, equity portfolio manager e global research coordinator di Capital Group.
2025 anno delle banche europee: i numeri dietro l’ascesa
L’inatteso cambio di passo compiuto dalle performance delle banche europee è raccontato dai numeri. “Negli ultimi dodici mesi – ricorda Parekh – l’indice MSCI Europe Bank ha messo a segno un rendimento del 63,6%, il migliore risultato dal 1997, mentre il gruppo dei colossi tecnologici statunitensi si è fermato a un più modesto +9,9%. Un divario così netto ribadisce la forza del comparto bancario, che nello stesso arco temporale ha sovraperformato anche lo S&P 500. È un buon promemoria dei benefici di un portafoglio ampiamente diversificato e di come anche i settori più trascurati possano ritornare a brillare quando le aree più amate del mercato rallentano”.
Contesto e opportunità
Se i numeri raccontano l’impatto più recente, le radici dell’ascesa delle banche europee vanno ricercate nelle scelte strategiche compiute già nel 2022. Secondo l’esperto della casa di gestione statunitense, vi erano già allora tre segnali che anticipavano un cambio di scenario legato all’aumento dei tassi di interesse in Europa: la persistenza dell’inflazione dopo la pandemia, il processo di reshoring manifatturiero in molti paesi e le conseguenze economiche dell’invasione russa dell’Ucraina. “A quel tempo molte banche europee erano fuori dai radar degli investitori e scambiavano a valori compresi tra il 30% e il 60% al di sotto del book value, con uno sconto enorme rispetto ai grandi istituti statunitensi”.
In questo contesto, l’aumento dei tassi ha avuto un impatto diretto sulla crescita del net interest income, una delle principali fonti di ricavo per gli istituti di credito e indicatore cruciale della loro solidità finanziaria.
Le cinque ragioni del sorpasso
Quanto alle leve specifiche che hanno permesso alle banche europee di sorpassare i Magnificent Seven. Secondo Parekh, sono cinque i fattori che hanno reso il comparto particolarmente attraente nel 2025.
La prima ragione è il ritorno a un normale ambiente dei tassi di interesse.
“Dopo otto anni di valori negativi imposti dalla Banca Centrale Europea, dal 2022 i tassi sono risaliti fino al 4%, prima di scendere all’attuale 2%. Una yield curve più ripida e aspettative di tassi stabili hanno alimentato la crescita dei margini. Crediamo che l’inflazione resterà persistente, e tipicamente le banche centrali mantengono i tassi elevati per contrastarla”.
La seconda ragione riguarda la riduzione dei vincoli regolatori. Dopo aver accumulato ingenti riserve di capitale in seguito alla crisi del debito sovrano, gli istituti hanno potuto aumentare i dividendi. “UniCredit, ad esempio, ha portato la propria cedola annua da 12 centesimi nel 2020 a 2,40 dollari nel 2024, mentre BBVA ha incrementato del 24,4% il proprio dividendo portandolo a 0,74 dollari”.
La terza ragione è la ripresa della crescita dei prestiti. “Fenomeno quasi assente dal 2010, sta ricominciando a manifestarsi e potrà accelerare con il dispiegarsi dello stimolo tedesco previsto nei prossimi mesi. Non ci aspettiamo che le perdite sui prestiti possano diventare un ostacolo rilevante£.
La quarta ragione è la quasi totale assenza di rischi da dazi. “A differenza del comparto automobilistico, le banche sono concentrate principalmente sul mercato domestico e non risentono del commercio transfrontaliero di beni fisici”.
Infine, la quinta ragione riguarda le valutazioni. “Nonostante il rally, i titoli del settore scambiano a multipli ancora contenuti. Al 9 settembre 2025, Deutsche Bank quotava a 0,9 volte il book value, Banco Santander a 1,2 volte, mentre le americane J.P. Morgan e Bank of America erano rispettivamente a 2,4 e 1,4 volte. Dati che mostrano come le banche europee continuino a presentare un rapporto rischio-rendimento interessante in una prospettiva di medio termine”.
In conclusione
Dall’analisi delle condizione che hanno consentito il sorpasso dei colossi finanaziari europei rispetto alle Mag7 emerge una lezione nota: il valore di una diversificazione globale. “La corsa delle banche europee nel 2025 – conclude Parekh – dimostra come anche i settori considerati più deboli possano diventare protagonisti inaspettati quando le condizioni di mercato cambiano. Il sorprendente andamento del comparto è un richiamo a mantenere una prospettiva di lungo termine e a considerare portafogli globalmente diversificati”.

