Bot, ecco l’emissione di fine giugno 2024

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Il Mef ha presentato i due Bot che tornano in asta il 26 giugno: avranno una durata residua sotto i 6 mesi, con un controvalore in asta fino a 4,5 miliardi

Indice

Il ministero dell’Economia ha presentato le caratteristiche della prossima emission di Bot, due titoli che torneranno in asta per un controvalore massimo di 4,5 miliardi di euro, la cui vita residua è inferiore ai sei mesi.

Per prenotare l’acquisto c’è tempo fino al 25 giugno: la richiesta può essere trasmessa con il proprio home banking abilitato alle funzionalità di trading, oppure presso gli sportelli bancari e postali. Per avere un parametro il rendimento annuo di un titolo italiano a sei mesi è del 3,56% lordo. Al netto delle imposte, significa che nei sei mesi circa si porterebbe a casa un rendimento netto dell’1,56%. Questa indicazione di massima, comunque, potrebbe deviare dal rendimento che risulterà dall’asta, prevista il 26 giugno.

Tipo di BOTDurata (gg)Codice ISINTrancheData emissioneData scadenzaImporto offerto (mln. €)
BOT 12 Mesi (riapertura)168IT000557548214/12/2313/12/242000
BOT 6 Mesi (riapertura)154IT000559653831/05/2429/11/242500

La funzione dei Bot in portafoglio

I Buoni Ordinari del Tesoro (Bot) sono strumenti di investimento a breve termine con un rischio inferiore rispetto ai Buoni del Tesoro Poliennali (Btp) a lunga scadenza. La loro funzione nel portafoglio di un investitore è specifica: poiché il capitale investito viene restituito entro 12 mesi, i Bot offrono una valida alternativa alla liquidità mantenuta nei conti bancari. La breve durata dei Bot aiuta a mantenere stabile il loro valore di mercato, riducendo l’incertezza legata a una possibile vendita anticipata. A differenza dei Btp, i Bot non pagano interessi periodici; il loro rendimento deriva dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il valore di rimborso, che è pari al valore nominale di 100. Questa caratteristica li classifica come titoli “a sconto”, poiché vengono acquistati a un prezzo inferiore rispetto al loro valore nominale.

Dal punto di vista fiscale, i rendimenti dei Bot, così come quelli dei Btp, sono soggetti a un’aliquota del 12,5%, inferiore rispetto al 26% applicato ai conti deposito e ad altri investimenti non assimilati ai titoli di Stato come i buoni fruttiferi. Questo regime fiscale agevolato rende i Bot particolarmente attraenti quando si confrontano i rendimenti lordi di altre forme di investimento, come i conti deposito.

La garanzia di rimborso fornita dallo Stato Italiano rende i Bot una scelta popolare tra gli investitori che cercano di proteggere il loro capitale rischiando poco. La liquidità dei Bot è un altro vantaggio: possono essere facilmente acquistati e venduti sul mercato secondario, offrendo flessibilità agli investitori che potrebbero aver bisogno di tornare in possesso del proprio capitale prima della scadenza. In questo caso, per quanto con buone chance di aver avuto oscillazioni ridotte, non è prevista la garanzia di rientrare in possesso di tutta la somma investita.

E’ consigliabile diversificare adeguatamente gli investimenti, includendo anche altri titoli emessi dallo Stato italiano, specialmente se il portafoglio è già fortemente orientato verso i Btp.

Per approfondire il confronto su Bot e Btp, puoi leggere questa guida.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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