L’ora di Hong Kong (non) è stata una chimera

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L’elegantissima due giorni dell’asta Hong Kong: XVIII, Phillips in Association with Bacs & Russo ha guadagnato un nuovo record mondiale per un particolarissimo tipo di orologio, pezzo unico al mondo, dal sapore mitologico

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Archiviato il bottino di Ginevra, Phillips va alla conquista di Hong Kong. L’asta di orologi – la Hong Kong: XVIII – tenutasi nel distretto culturale di West Kowloon nell’ex colonia britannica come ogni fine maggio, ha realizzato l’equivalente di 21,3 milioni di dollari Usa. Nella due giorni dl 24 e 25 maggio 2024, l’asta ha visto la partecipazione di collezionisti e appassionati provenienti da 55 paesi del mondo.

Magnetico e chimerico, l’orologio numero uno da Phillips Hong Kong

Il lotto più costo dell’incanto è stato la meravigliosa pendola magnetica di Cartier, una celebrazione ai massimi livelli della cultura dell’estremo oriente. I collezionisti se la sono contesa con 75 offerte per 25 minuti, e alla fine il vincitore se l’è portata a casa per 1,92 dollari Usa, oltre sette volte la valutazione di prevendita. Si tratta del record mondiale d’asta per un orologio ad acqua magnetico, un pezzo unico che definire “tesoro da museo” non è eccessivo. Maurice Couët, il più talentuoso orologiaio di Cartier, realizzò solo quattro orologi magnetici. E quello andato in scena a Hong Kong è l’unico di cui si abbia ancora notizia, l’unico ad avere la chimera, creatura mitologica dotata di ali.

La rivincita degli orologi da tavolino e…

Ma la partita di Cartier aveva un altro giocatore in campo, un’altra opera di altissimo artigianato. Si tratta di un orologio da tavolo con pannello di giada, decorato con un bassorilievo raffigurante un paesaggio finemente scolpito. La decorazione si ispira all’opera di Qianlong, artista della corte imperiale all’epoca della dinastia Qing, e a una poesia dello stesso imperatore. Il prezzo di aggiudicazione? 374.180 dollari Usa. Niente male per un orologio da tavolo.

… da taschino

In catalogo c’erano ben cinque orologi da tasca, tutti provenienti da una prestigiosa collezione di famiglia. Hanno raggiunto la cifra complessiva di oltre 1,72 milioni di dollari Usa. Il lotto che si è rivalutato maggiormente è stato un Patek Philippe ref. 767 in oro giallo, unico esemplare conosciuto della serie. Dotato di un meccanismo cronografico a doppia spaccatura, è stato venduto a più di tre volte la sua stima minima precedente alla vendita, raggiungendo 1,3 milioni di dollari Usa. Con questa cifra, ha agguantato il secondo posto nelle quotazioni della serata. Patek Philippe introdusse l’orologio da taschino a tre complicazioni alla fine del XIX secolo. Nel 1951 nacque la referenza 767. Il quadrante, in smalto inciso nello stile del 1518, presenta il numero di movimento corrispondente inciso sul lato inferiore. La cassa fu realizzata dal leggendario “creatore di casse” Emile Vichet.

Anche chicche dell’alta orologeria britannica nei risultati dell’asta di orologi di lusso Hong Kong: XVIII di Phillips

Un altro pezzo notevole della collezione è stato l’orologio del britannico Charles Frodsham, top lot del gruppetto. Questo orologio grand sonnerie a ripetizione minuti (in particolare scandisce le ore e i quarti) con tourbillon, calendario perpetuo e fasi lunari è uno dei due soli esemplari conosciuti con tali complicazioni combinate. Considerabile un segnatempo di qualità museale, rappresenta il meglio dell’orologeria britannica: Frodsham apparteneva a una dinastia di orologiai e si affermò come figura di spicco del settore nel XIX secolo. Con i suoi 1,4 milioni di dollari Usa, si è apprezzato di quasi il triplo della stima precedente alla vendita.

Una curiosità: nel 1902 fu sottoposto a una prova del tempo al rigorosissimo Osservatorio di Kew, ottenendo il massimo, A, con 78,4 punti, e classificandosi all’8° posto su 13 orologi nella categoria “Orologi complicati”.

Thomas Perazzi, vice presidente e responsabile orologi, Asia di Phillips, presentando la collezione nel pre-asta, l’aveva definita «l’apice dell’artigianato e dell’innovazione in orologeria». Ha poi aggiunto che si tratta di «orologi da tasca che mostrano l’abilità e l’ingegno di maestri orologiai che hanno spinto la complessità di quest’arte ai limiti», complimentandosi con la «raffinata famiglia» che li ha assemblati «con occhio attento, scegliendo sempre il meglio».

La spada del Sultano (Patek) e il Paul Newman (Rolex)

Un altro pezzo forte di questa vendita è stato il Patek Philippe Nautilus ref. 3700/1 in oro bianco, realizzato per il Sultano dell’Oman, salito a 1,17 milioni di dollari statunitensi, più del doppio della sua stima minima precedente alla vendita. Ha conquistato il podio, occupando il terzo posto.

I modelli Rolex d’epoca continuano ad attirare l’attenzione dei collezionisti più esperti. Sotto il martelletto di Thomas Perazzi, si è distinta la ref. 6263 Cosmograph Daytona “Paul Newman Panda MK 2” del 1972, passato di mano per 488.061 dollari.

Lo stesso Perazzi, congiuntamente a Gertrude Wong, responsabile vendite, Hong Kong, Phillips, ha dichiarato:

«Da orologi di qualità museale, orologi da tasca di importanza storica, esemplari d’epoca e orologi da polso contemporanei, siamo orgogliosi di concludere la vendita più varia di Phillips in Asia, che riflette le tendenze attuali del mercato. Questi segnatempo rappresentano la maestria dell’orologeria e dei rispettivi creatori, con un fascino senza tempo che si estende a tutte le generazioni e a tutte le categorie di collezionisti. Ringraziamo di cuore i collezionisti che ci hanno affidato le loro collezioni di orologeria e la comunità dei collezionisti di orologi e non solo che hanno partecipato alla due giorni di vendita. Siamo impazienti di di mantenere lo slancio nell’Asta di orologi di New York: X dell’8-9 giugno, in cui saranno offerti altri due orologi Cartier e importanti orologi da tasca inglesi».

Interessante segnalare che nell’asta Hong Kong: XVIII, Phillips in Association with Bacs & Russo il 64% dei lotti offerti nella due giorni d’asta è stato acquistato online.

La top ten dei risultati dell’asta di orologi Phillips a Hong Kong

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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