Enti del terzo settore e rendicontazione sociale

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Il bilancio sociale: uno strumento in grado di dare conto del passato, coinvolgere tutti gli stakeholder e indicare la mission

Per un filantropo o un investitore sociale la decisione di supportare e investire in una organizzazione non profit o in un’impresa sociale si basa anche sul processo di acquisizione di una serie di informazioni rilevanti quali: mission, visione, obiettivi strategici, risultati conseguiti, organizzazione della struttura elementi che aiutano a identificare il Dna distintivo e la ragion d’essere di quella realtà.
Questi elementi trovano spazio all’interno del bilancio sociale e permettono agli enti del terzo settore di rendicontare non solo i risultati economici, patrimoniali e finanziari, ma anche le attività e gli obiettivi raggiunti in campo sociale e ambientale.  Quindi il bilancio sociale non è più solo uno strumento per dare conto del passato, ma diviene un mezzo per raccontare la missione, i progetti e il futuro di un’organizzazione. Inoltre permette non solo di comunicare verso l’esterno ma di coinvolgere verso l’interno grazie a un documento unico e condiviso.

Con la riforma del terzo settore si è voluto chiedere agli enti del terzo settore di redigere un bilancio d’esercizio; in particolare sono tenuti ex lege a elaborare e pubblicare un bilancio sociale gli enti che superano un milione di euro di entrate, le imprese sociali e le cooperative sociali in considerazione della loro rilevanza per una determinata comunità o territorio.

Il bilancio sociale in quanto strumento di trasparenza e accountability  è rivolto sia ai donatori che agli amministratori. I primi possono infatti reperire le informazioni rilevanti per valutare se un ente risulta in linea con le proprie aspettative, mentre i secondi possono verificare le attività e eventualmente possono riprogrammarle.

Con la pubblicazione in gazzetta ufficiale il 9 agosto 2019 delle linee guida per la rendicontazione del bilancio sociale vengono delineati i principi a cui un ente del terzo settore deve attenersi in termini di completezza, rilevanza, trasparenza, comparabilità, veridicità e attendibilità.

Nella redazione del bilancio sociale risulta necessario indicare la metodologia utilizzata per la rendicontazione. In Italia tra le diverse metodologie si sta diffondendo sempre più, anche presso gli enti del terzo settore, la versione Gri standards, ovvero l’ultimo aggiornamento delle linee guida di rendicontazione di sostenibilità, lanciato dall’organizzazione Global reporting initiative nell’ottobre 2016 e utilizzata ormai da diverso tempo dal mondo delle imprese.  Il bilancio sociale, redatto secondo la metodologia Gri, in quanto documento pubblico e rivolto a una pluralità di destinatari diversi, descrive l’organizzazione e la sua governance, le modalità di coinvolgimento dei portatori di interesse e i temi ritenuti più rilevanti individuati tramite un’analisi di materialità e rispettando i 10 principi di qualità e contenuto. Obiettivo è quello di illustrare gli impatti ambientali, sociali e economici sia da un punto di vista quantitativo sia qualitativo, mostrando i trend rispetto agli anni passati e illustrando le attività previste per il miglioramento.

di Lucia Martina

Consulente social responsibility and sustainability Ey. Si occupa di consulenza sulle strategie di
Csr, community investment e valutazione impatto sociale. Segue le aziende in ogni fase della
implementazione e supporta nel set up di fondazioni di impresa in allineamento al business e di
corporate-advised fund. Svolge attività di formazione su corporate philanthropy, fondazioni e
impact investing.

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