L’arte appartiene a un tempo lungo. Attraversa epoche, generazioni e linguaggi, continuando ad attrarre collezionisti e appassionati che, soprattutto negli ultimi anni, vi riconoscono non solo un investimento, ma anche un rifugio, un piacere e una forma di appartenenza. È dentro questa idea dell’arte come esperienza, relazione e memoria che si colloca anche l’evoluzione di Finarte.
Poco più di dieci anni fa, la (ri)nascita del Gruppo ha avuto un obiettivo ben preciso: creare una casa d’aste di collezionisti per i collezionisti. Ma nel tempo questo percorso si è arricchito di nuove strade, curve e direzioni, che si sono tradotte concretamente in nuove partnership e sinergie, per rafforzare la sua expertise e accorciare sempre più le distanze tra chi l’arte la vende, chi l’acquista, chi ama osservarla e chi ne trae puro piacere.
Espandere la propria presenza, dentro e fuori dall’Italia, e offrire servizi sempre più innovativi e digitali sono i principi che hanno guidato la metamorfosi e la crescita della casa d’aste che oggi conta 21 dipartimenti e circa 70 aste annuali. In questa traiettoria si inserisce anche il percorso di rebranding del Gruppo, non solo come aggiornamento dell’identità visiva, ma come segnale di una trasformazione più ampia.
Finarte oggi resta una casa d’aste, ma si muove sempre più come un ecosistema del collezionismo, capace di unire aste, consulenza, contenuti, esperienze e nuovi canali digitali. Lo dimostrano le partnership territoriali, da Napoli a Palermo, i format di incontro e consulenza come Art Talks e Valuation Days, e progetti come Finarte THE GALLERY e The Boutique, pensati per ampliare il rapporto con l’arte oltre il solo momento della vendita.
Milano e Roma sono state le prime città ad accogliere due delle sue sedi, ma lo sguardo rivolto oltre ha visto negli ultimi anni il consolidamento di nuove partnership con alcune città del Sud Italia. Collaborazioni nate con l’obiettivo di valorizzare il dialogo tra arte, collezionismo, ospitalità, lusso e territorio.
A febbraio 2025, dopo un lavoro fatto “a quattro mani” insieme al Caracciolo Hospitality Group, prende il via la partnership con il De Bonart Naples Curio Collection by Hilton.

L’hotel cinque stelle del capoluogo campano si è imposto sin da subito come un nuovo polo dedicato all’arte e un luogo di aggregazione di esperti, collezionisti, ma anche semplici appassionati. Uno spazio in cui promuovere la bellezza, arricchendo il panorama culturale della città. Esperienze immersive, con esposizioni esclusive negli spazi dell’hotel, Art Talks, ovvero incontri con esperti e collezionisti in cui confrontarsi sul mercato dell’arte e sulla gestione delle collezioni, insieme a momenti riservati di consulenza specialistica, i “Valuation Days”, hanno arricchito la partnership, aprendola non solo alla clientela dell’hotel, ma anche a collezionisti, appassionati e cittadini napoletani.
Una sinergia tra arte e lusso che, sempre all’interno dell’hotel partenopeo, si incrocia anche con l’ospitalità e l’alta ristorazione. Finarte THE GALLERY è un modo diverso di concepire l’arte che, in questo caso specifico, si fonde con nuovi spazi espositivi, meno tradizionali del solito. Giunto al suo secondo appuntamento, il progetto proseguirà nel corso dell’anno con altri tre appuntamenti dedicati alla fotografia contemporanea.
All’interno del DESCHEVALIERS Restaurant, ristorante gourmet del De Bonart Naples guidato da Nino Di Costanzo – 2 stelle Michelin al Daní Maison di Ischia – Finarte ha portato la fotografia contemporanea in dialogo con l’alta ristorazione, trasformando l’esperienza culinaria in un’occasione di incontro con l’arte. Il progetto nasce dall’intuizione secondo cui anche l’arte, come la cucina, è esperienza, racconto e memoria. Per questo il ristorante diventa uno spazio in cui l’opera non viene soltanto osservata, ma si integra con l’ospitalità e diventa oggetto di conversazione e scoperta.
Il programma espositivo, che proseguirà fino a gennaio 2027 e metterà al centro diversi linguaggi della fotografia contemporanea, è curato dagli esperti di Finarte Davide Carlo Battaglia e Marica Rossetti, insieme a Roberto Mutti, curatore scientifico e critico d’arte, che arricchirà ciascuna esposizione con testi critici e approfondimenti sulle opere degli artisti in mostra. Oltre a Isabella Accenti, artista e fotografa che ha inaugurato l’iniziativa, il calendario prevede, tra gli altri, l’esposizione delle fotografie di Pierpaolo De Bona (18 giugno – 21 settembre 2026), Heinz Schattner (24 settembre – 23 novembre) e di Francesca Moscheni (26 novembre 2026 – 25 gennaio 2027).

Portare l’arte fuori dai suoi luoghi più consueti e costruire presidi in cui collezionismo, ospitalità e territorio possano dialogare è la filosofia alla base delle partnership stipulate da Finarte. Dopo la Campania è stato il turno della Sicilia.
Affacciata sul Golfo di Palermo, Villa Igiea, parte di Rocco Forte Hotels e storica residenza di lusso, è da tempo un luogo in cui ospitalità, memoria e arte contemporanea dialogano. La partnership con Finarte aggiunge un nuovo tassello a questo percorso e nasce dall’attenzione condivisa per cultura, eccellenza e territorio. Ma soprattutto prende vita in un luogo con un passato da epicentro culturale e mondano della vita palermitana. A seguire lo sviluppo dei rapporti con collezionisti e appassionati è Maria Letizia Cassata, rappresentante di Finarte per Palermo e la Sicilia, chiamata ad accompagnare la regione in un percorso di valorizzazione dei patrimoni artistici e dei beni di lusso.

La collaborazione prevede un calendario di appuntamenti molto ricco tra Valuation Days e Art Talks dedicati al mercato dell’arte e alla gestione delle collezioni. La “Zattera” dopo Géricault di Renato Guttuso ha inaugurato questa liaison tra Finarte e Rocco Forte Hotels, con un’esposizione temporanea fortemente simbolica, visto il legame dell’artista con la propria terra d’origine.

La scelta di questa regione non è stata casuale: riflette la mission di Finarte di individuare le potenzialità di luoghi e territori italiani capaci di mettere in luce il prestigio dell’arte. Nel caso di Villa Igiea, la scelta è stata dettata anche dalla vivacità artistica e culturale del capoluogo siciliano, confermata dall’interesse di player italiani e internazionali, tra cui Hauser & Wirth, che ha acquisito Palazzo Forcella De Seta con l’obiettivo di trasformarlo in una nuova destinazione culturale.
Più che una semplice presenza locale, la partnership con Villa Igiea diventa così un presidio relazionale, pensato per avvicinare collezionisti e appassionati alla consulenza specialistica di Finarte.
Accanto alla voglia di valorizzare l’arte, in tutte le sue forme, Finarte ha scelto di accelerare anche sulla digitalizzazione dei servizi offerti.
Insieme a Finarte THE GALLERY, che offre un nuovo modo di concepire le esposizioni anche attraverso una dimensione digitale, lo scorso anno ha lanciato The Boutique. Si tratta di una piattaforma di e-commerce luxury che non sostituisce il rito dell’asta, ma lo affianca con un canale più immediato, pensato per chi desidera accedere a una selezione di beni luxury senza attendere il calendario delle vendite. Orologi, gioielli, fotografie d’autore, homeware e abbigliamento compongono un catalogo digitale in cui la dimensione dell’acquisto online incontra la stessa logica di selezione che guida l’attività della casa d’aste: autenticità, qualità, rarità e competenza specialistica. Oltre l’asta, quindi, si costruiscono esperienze, luoghi, servizi e strumenti digitali che accompagnano il collezionista prima e dopo la vendita. Tra mercato e cultura, tra consulenza e bellezza, Finarte sta consolidando la propria identità, non soltanto come una casa d’aste, ma come un punto di accesso al mondo del collezionismo.

