ETF nelle reti: +42% annuo, ma il fenomeno è confinato al private

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Il mercato italiano degli Etf cresce, con un contributo importante delle reti: ma il confronto sui dati suggerisce che la “rivoluzione” non ha ancora toccato il mass market

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La presenza degli Etf nei portafogli degli italiani sta aumentando rapidamente e le masse in crescita presso le reti di consulenza sembrano rappresentare una delle componenti più dinamiche di questa espansione. Il mercato ETFplus di Borsa Italiana ha toccato i 193,26 miliardi di euro di masse a fine marzo, in crescita di circa il 26% rispetto a un anno prima e più che raddoppiato rispetto al precedente picco del 2020. Ma quanto pesano davvero, dentro questa traiettoria, le masse amministrate o gestite dalle reti di consulenza?
Per quanto non si tratti di grandezze direttamente sovrapponibili, un ordine di grandezza si può ricavare dagli ultimi dati di Assoreti: a fine marzo il patrimonio dei clienti investito in Etf presso le reti era pari a 25,7 miliardi di euro. Non è una quota gigantesca se rapportata all’intero mercato ETFplus, che comprende anche investitori istituzionali e professionali che fanno largo uso di Etf: siamo attorno al 13% del mercato. L’aspetto più interessante, però, è la direzione. Le masse in Etf nel perimetro Assoreti sono aumentate del 42% in dodici mesi (da 18.100,6 a 25.694,4 milioni), un ritmo nettamente superiore al tasso di crescita annuo registrato da ETFplus.

Gli Etf diventano strumenti di lavoro per i consulenti

Solo nei primi tre mesi dell’anno le reti hanno generato 1,955 miliardi di raccolta netta in Etf/Etc/Etn e 12,183 miliardi di intermediazione lorda: entrambi i dati risultano in crescita rispetto al primo trimestre del 2025, rispettivamente del 12,7% e del 52,3%. Lo spazio per una crescita ulteriore resta enorme se si considera che, nonostante questi tassi di espansione, la quota degli Etf si ferma al 2,6% del patrimonio delle reti, contro il 2% di marzo 2025. I fondi comuni, per confronto, valgono oltre il 27% del patrimonio. Le reti, dunque, non spiegano da sole il boom italiano degli Etf, ma si candidano a essere uno degli acceleratori più dinamici della loro diffusione. A favorire questo processo è anche l’evoluzione dei modelli di remunerazione a parcella, che consente ai consulenti di essere pagati per il servizio di consulenza e non necessariamente attraverso le retrocessioni sui prodotti, assenti nel caso degli Etf.

Una normalizzazione dall’alto, più che una rivoluzione mass market

Osservando in controluce i dati del private banking monitorato da AIPB a fine 2025, emerge però un elemento ulteriore. Le masse in Etp del perimetro private, pari a 24,09 miliardi di euro, risultano quasi perfettamente allineate ai 24,29 miliardi di patrimonio Etf rilevati da Assoreti a fine 2025. Non sono numeri da sommare: molto più probabilmente indicano una sostanziale sovrapposizione, anche perché le principali banche-reti e i grandi operatori del risparmio compaiono in entrambe le associazioni.

Ne emerge una lettura strategicamente coerente: gli Etf stanno crescendo nei portafogli degli italiani, ma soprattutto in quelli degli investitori che accedono a servizi di consulenza evoluta e private banking.
È qui che la remunerazione a parcella trova più facilmente giustificazione, perché poggia su masse più elevate, maggiore sofisticazione finanziaria e una domanda più esplicita di efficienza nei costi. Più che una rivoluzione mass market dal basso, il caso italiano sembra per ora raccontare una normalizzazione dall’alto: strumenti nati per rendere più economico e trasparente l’accesso ai mercati entrano prima nei portafogli della clientela più patrimonializzata. Infatti, se gli Etf fossero già penetrati in modo significativo nel mass market servito dalle reti, il patrimonio Etf censito da Assoreti dovrebbe risultare nettamente superiore alle masse Etp monitorate da AIPB nel private banking. A fine 2025, invece, i due numeri sono quasi identici: 24,29 miliardi nel perimetro Assoreti contro 24,09 miliardi nel perimetro private AIPB. La coincidenza non prova una perfetta sovrapposizione contabile, ma è un indizio piuttosto forte: la diffusione consulenziale degli Etf sembra oggi concentrata soprattutto nella clientela private e alto-affluent.
Questo non significa che il piccolo risparmiatore italiano non compri Etf: lo fa attraverso broker online e piattaforme self-directed. Per questo segmento, la consulenza sembra non aver ancora integrato gli Etf nell’offerta.

Domande frequenti su ETF nelle reti: +42% annuo, ma il fenomeno è confinato al private

Qual è il tasso di crescita annuo degli ETF nelle reti di consulenza menzionato nell'articolo?

L'articolo indica un tasso di crescita annuo del +42% per gli ETF nelle reti. Questo fenomeno è specificamente confinato al settore del private banking, evidenziando una forte adozione in tale segmento.

Qual è stato il valore complessivo delle masse gestite nel mercato ETFplus di Borsa Italiana a fine marzo e la sua crescita rispetto all'anno precedente?

A fine marzo, il mercato ETFplus di Borsa Italiana ha toccato i 193,26 miliardi di euro di masse. Questo rappresenta una crescita di circa il 26% rispetto all'anno precedente.

Come si è evoluto il mercato ETFplus di Borsa Italiana rispetto ai picchi precedenti?

Le masse del mercato ETFplus sono più che raddoppiate rispetto al precedente picco registrato nel 2020. Ciò indica una significativa e rapida espansione negli ultimi anni.

Qual è il ruolo delle reti di consulenza nell'espansione degli ETF in Italia?

Le masse in crescita presso le reti di consulenza rappresentano una delle componenti più dinamiche dell'espansione degli ETF nei portafogli degli italiani. Gli ETF stanno diventando strumenti di lavoro essenziali per i consulenti.

L'adozione degli ETF in Italia è un fenomeno di massa o più specifico, secondo l'articolo?

L'articolo suggerisce che l'adozione degli ETF è più una 'normalizzazione dall’alto' che una 'rivoluzione mass market'. Il fenomeno è principalmente confinato al settore del private, come indicato dal +42% annuo in quel segmento.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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