Il paradosso generazionale: priorità alla stabilità finanziaria, non alla salute
L’incertezza economica domina la gerarchia dei bisogni dei giovani italiani, spingendo la ricerca della stabilità finanziaria a prevalere su benessere fisico e salute mentale. È quanto emerge dall’Osservatorio Sanità UniSalute-Nomisma 2025, condotto su un campione di 1.000 under 40 tra Gen Z e Millennials. Una generazione cresciuta tra digitalizzazione, social media e transizione tecnologica, ma caratterizzata da un evidente gap tra percezione di invincibilità e reale copertura dei rischi sanitari.
Il 61% mette la sicurezza economica al primo posto
La stabilità economica è indicata come priorità dal 61% degli under 40, superando il benessere fisico (57%)e quello psicologico (53%). Il benessere diventa così subordinato alla sicurezza materiale. Coerentemente, il 55% dei giovani si rivolge al medico solo in presenza di sintomi evidenti, confermando un approccio ancora emergenziale alla salute.
Prevenzione: consapevolezza alta, azione bassa
Nonostante il 90% riconosca l’importanza della prevenzione sanitaria, solo 2 giovani su 5 effettuano controlli regolari. Il 38% non ha mai fatto una visita dermatologica, il 34% non ha mai eseguito un ECG, e il 29% delle donne under 40 non effettua una visita ginecologica da almeno tre anni.
Sul fronte degli stili di vita, emergono luci e ombre: il 74% consuma quotidianamente frutta e verdura, il 44%evita bevande zuccherate e oltre il 20% limita la carne. Tuttavia, solo il 33% pratica sport con regolarità e il 19% è completamente sedentario, evidenziando un rischio legato alla scarsa attività fisica.
Ansia diffusa e stress strutturale
Sul piano della salute psicologica, un giovane su tre convive con l’ansia, lo stato d’animo più ricorrente, mentre una quota analoga dichiara uno stile di vita stressante. Emozioni positive come speranza (29%) e felicità (26%) risultano minoritarie. Lo stress è più elevato tra le donne (39%) e nelle regioni del Nord Italia (36%), segnalando un potenziale squilibrio territoriale e di genere.
Psicologo mensile per il 31%: il disagio è strutturale
Solo il 49% valuta come “buono” o “ottimo” il proprio stato di salute mentale, mentre il 20% lo giudica “scarso” o “pessimo”. Nell’ultimo anno il 31% si è rivolto almeno una volta al mese a uno psicologo, e il 77% ritiene che ansie e preoccupazioni incidano negativamente sulla salute complessiva. Un dato che conferma la crescente centralità del benessere psicologico come fattore di rischio sistemico.
Futuro e paure: domina il caro vita
Il 55% degli intervistati pensa quasi quotidianamente al proprio futuro. Nei prossimi cinque anni la principale preoccupazione è il costo della vita (53%), seguita da mercato del lavoro (40%) e conflitti globali (36%).
Su un orizzonte di vent’anni cresce il peso del cambiamento climatico (37%), ma il caro vita (44%) resta la minaccia dominante, evidenziando come la pressione economica sia percepita come rischio strutturale di lungo periodo.
Sfiducia nel pubblico e ruolo della sanità integrativa
Il 24% dei giovani esprime preoccupazione per lo stato della sanità pubblica, una sfiducia che, insieme alle ristrettezze economiche, può ostacolare la prevenzione.
Secondo Giovanna Gigliotti, amministratrice delegata di UniSalute, la sanità integrativa non si limita alla copertura economica delle prestazioni, ma rappresenta un motore di educazione alla salute e di promozione della prevenzione lungo il ciclo di vita. La collaborazione tra sistema pubblico e privato può costruire percorsi sanitari integrati e accessibili, trasformando la consapevolezza teorica del 90% dei giovani in azioni concrete di tutela e protezione.