L’Engadina, inatteso luogo d’arte

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Un edificio storico bianco con frontoni a gradini si erge dietro un muro di pietra, con foglie autunnali di colore rosso e arancione in primo piano sotto un cielo nuvoloso.

Questa valle elvetica è apprezzata non solo da chi ama la montagna, ma anche da chi predilige la vita mondana. Ultimamente anche l’offerta culturale si è fatta più interessante, con l’apertura di molte gallerie d’arte, musei, e un festival di cinema

Indice

Chi varca per la prima volta il passo del Maloja, rimane letteralmente incantato davanti alla bellezza del paesaggio alpino che si schiude davanti al suo sguardo: una successione ininterrotta di laghi, punteggiati da piccoli villaggi, ed una corona di montagne che toccano, nel punto più alto (Pizzo Bernina) un’altitudine di 4000 metri. Da almeno un secolo l’Engadina Alta è un delle mete di villeggiatura preferite da chi ama trascorrere le vacanze in mezzo alla natura.  Patria degli sport invernali, introdotti dagli inglesi all’inizio del secolo, questa valle è apprezzata non solo da chi ama la montagna, ma anche da chi predilige la vita mondana. Ultimamente anche l’offerta culturale si è fatta più interessante, con l’apertura di molte gallerie d’arte, musei, e un festival di cinema.

Un grande edificio bianco con persiane in legno e un disegno circolare in engadina arte sul muro si trova in un cortile soleggiato e acciottolato, con una piccola baracca in legno e due auto parcheggiate nelle vicinanze. Il cielo azzurro e altri edifici bianchi sono visibili.

Arte che non ti aspetti, in Engadina

C’è però un altro aspetto che troppo spesso è stato trascurato: l’Engadina è ricca di testimonianze significative di arte ed architettura, non sempre conosciute adeguatamente anche da chi la frequenta in modo continuativo. Il motivo è semplice: fino ad oggi non esisteva alcuna guida in lingua italiana. Chiunque volesse approfondire la conoscenza della storia e dell’arte della regione, doveva cimentarsi con testi scritti in tedesco, non per tutti di agevole consultazione.  

Per ovviare a questa lacuna, ho deciso di scrivere io stesso un volume sintetico ma – spero – esaustivo, destinato a elencare in modo sistematico tutti i luoghi e i monumenti degni di nota, dalle chiese costruite prima della Riforma che conservano ancora i cicli affrescati, fino agli esempi più significativi di edilizia civile, dall’architettura alberghiera di fine Ottocento e del primo Novecento fino a quella contemporanea.

Ne è uscito un quadro per molti versi inedito, che sono convinto sorprenderà anche coloro che frequentano questa valle da anni e si vantano di conoscerla a menadito.  Il volume (Edizioni Marinotti) di formato tascabile e di facile consultazione, è arricchito di piantine ed è riccamente illustrato dalle splendide fotografie di Laura Ceretti, ormai celebre per i libri illustrati e le opere d’arte ispirate a questi luoghi.

Molte sono le testimonianze degne di nota: non tutti sanno, ad esempio, che vi sono alcuni affreschi di notevole qualità (Pontresina e Bever) che risalgono al XIII e al XIV secolo, sopravvissuti miracolosamente alla furia iconoclasta che si è abbattuta nella valle durante la Riforma che si diffonde in Engadina intorno alla metà del XVI secolo.

Le case di Cinuos-chel

Nel corso degli ultimi decenni la speculazione edilizia ha trasformato radicalmente molti villaggi, primo fra tutti St. Moritz.  Eppure, esistono ancora molti esempi ben conservati di abitazioni antiche, a volte arricchite da graffiti, come ad esempio le case di Cinuos-chel, quasi del tutto sconosciute da molti italiani.  

L’evoluzione della casa è spiegata in modo magistrale all’interno del Museo Engadinese di St. Moritz, un luogo a torto poco frequentato. Pochi hanno avuto la curiosità di visitare con calma anche il Paracelsus, un piccolo padiglione in stile neoclassico che nasconde una sorpresa inaspettata: qui si trovano infatti le vasche di captazione in larice, databili al 1400 avanti Cristo, delle prime sorgenti termali di St. Moritz, già note nel XVI secolo. Insomma, molti gli spunti di interesse e molte le curiosità da soddisfare, nella speranza che questo contributo possa sollecitare ulteriori approfondimenti.

Copertina del libro "Alla scoperta dell'Engadina" di Matteo Lampertico. Il fronte mostra un edificio bianco con vista sulle montagne e sul lago, che celebra l'arte engadinese. Il dorso e il retro blu presentano le biografie degli autori e una foto del paesaggio.

Domande frequenti su L’Engadina, inatteso luogo d’arte

Qual è la caratteristica principale che attrae i visitatori in Engadina?

La bellezza del paesaggio alpino, caratterizzato da laghi, villaggi e montagne imponenti, è l'attrattiva principale dell'Engadina. Il Pizzo Bernina, con i suoi 4000 metri, rappresenta il punto più alto di questa regione montana.

Da quanto tempo l'Engadina Alta è una destinazione turistica popolare?

L'Engadina Alta è una meta di villeggiatura preferita da chi ama la natura da almeno un secolo, consolidando la sua reputazione come luogo ideale per trascorrere le vacanze.

Qual è l'elemento artistico inatteso che si trova in Engadina?

L'articolo suggerisce che l'Engadina è un luogo d'arte inatteso, ma non specifica ulteriormente quali forme d'arte si possono trovare. L'arte è quindi un elemento sorprendente in questo contesto alpino.

Quali sono le località menzionate specificamente nell'articolo?

L'articolo menziona il passo del Maloja e il villaggio di Cinuos-chel come località significative in Engadina. Il passo del Maloja offre una vista panoramica sul paesaggio alpino.

Qual è l'impatto del paesaggio sull'esperienza dei visitatori?

Il paesaggio alpino dell'Engadina, con i suoi laghi e le sue montagne, incanta i visitatori che varcano il passo del Maloja. La bellezza naturale contribuisce significativamente all'esperienza turistica.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Matteo Lampertico

Laureato in storia dell’arte, Matteo Lampertico ha lavorato per oltre dieci anni nella case d’asta, prima a Finarte e poi a Christie’s, come esperto di arte moderna e contemporanea. Nel 2007 ha aperto una galleria a Milano e nel 2015 uno spazio a Londra in Old Bond Street., con le quali ha partecipato ad alcune delle più importanti fiere del settore, sia in Italia che all’estero. Ha collaborato a lungo con il Giornale dell’arte , per il quale ha tenuto una rubrica specializzata sul mercato.

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