Trust testamentario: guida alla pianificazione patrimoniale

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Foto in bianco e nero d Andrea Rossi, di Talea, sul tema trust testamentario.

Con le recenti novità normative e fiscali, il trust testamentario emerge come uno strumento moderno, flessibile e sicuro per pianificare la successione e proteggere il patrimonio, senza rinunciare al controllo in vita

Indice

Il trust testamentario si sta consolidando anche in Italia come uno degli strumenti più efficaci per la protezione e la trasmissione del patrimonio.

Le novità normative e fiscali sul trust testamentario

Questo sviluppo è stato favorito in tempi recenti da due interventi decisivi: la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 34/E del 20 ottobre 2022, che ha fornito importanti chiarimenti in merito al regime fiscale applicabile all’istituto del trust, e il D.Lgs. 139 del 18/09/2024 che, apportando modifiche alla normativa in materia di imposte sulle successioni e donazioni, ha anche introdotto una serie di norme specifiche sul trust, ponendo fine a molte incertezze che per anni ne avevano spesso scoraggiato l’utilizzo.

Come funziona il trust: ruoli, regole e finalità

Lo strumento del trust consente di segregare beni e diritti anche per finalità successorie, affidandone la gestione a un trustee che ne diviene titolare legale, ma non beneficiario. Il trustee ha l’obbligo di amministrare il patrimonio nell’interesse dei beneficiari, secondo le disposizioni contenute nell’atto istitutivo e nel rispetto delle finalità indicate dal disponente.

I vantaggi del trust testamentario nella pianificazione successoria

Uno dei principali punti di forza del trust risiede nella sua capacità di conciliare flessibilità e
tutela. Può essere utilizzato per affrontare una vasta gamma di esigenze: dalla pianificazione successoria di patrimoni complessi alla protezione di soggetti deboli, dalla tutela di beni familiari alla gestione di asset aziendali destinati alle generazioni future.

Differenze tra trust testamentario e trust inter vivos

A differenza del trust inter vivos, che ha già effetto durante la vita del disponente, il trust testamentario è un istituto che consente di disporre, attraverso il testamento, che parte del proprio patrimonio sia assegnata per legato a un trust, definendo sin dall’origine le finalità e le regole di questo strumento. Il trust può essere istituito durante la vita del testatore (normalmente contestualmente alla redazione del testamento), rimanendo quindi “dormiente” fino all’apertura della successione, oppure si può prevedere che “nasca” al momento della morte del disponente.

La caratteristica che rende il trust testamentario molto attrattivo, è che, a differenza di quanto avviene nel trust inter vivos, il disponente finché è in vita non si spoglia dei propri beni (elemento che n Italia rappresenta spesso un forte limite anche dal punto di vista psicologico).

Vantaggi fiscali e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Come detto anche l’incertezza della normativa fiscale è stata un freno in passato. La circolare dell’Agenzia delle Entrate del 2022, seguita dall’intervento normativo sul testo unico delle imposte sulle successioni e donazioni, non solo hanno fatto chiarezza ma, ai fini delle imposte indirette, ha stabilito defintivamente l’assoggettabilità del trasferimento al trust a imposizione proporzionale in sede di costituzione solo nel caso in cui si realizzi un effettivo arricchimento patrimoniale dei beneficiari.

In sostanza, è stato riconosciuto che il momento impositivo ai fini dell’imposta di successione e donazione non coincide necessariamente con l’istituzione del trust, ma può essere rinviato all’atto di attribuzione finale ai beneficiari, superando precedenti interpretazioni più restrittive. Questo chiarimento è particolarmente rilevante per il trust testamentario, che si perfeziona solo dopo la morte del disponente e che, fino all’attribuzione dei beni ai beneficiari, non comporta necessariamente un arricchimento immediato.

Di conseguenza, la tassazione può essere rinviata al momento in cui i beni escono dalla sfera del trustee per entrare in quella dei beneficiari, permettendo una pianificazione fiscale più efficiente. È comunque concessa la facoltà di optare per la tassazione “all’entrata” dei beni conferiti in trust, che in determinati casi potrebbe risultare più conveniente.

Aspetti operativi e attenzione nella redazione del trust testamentario

Dal punto di vista operativo, la redazione di un trust testamentario richiede particolare attenzione agli aspetti giuridici e fiscali, nonché alla corretta individuazione delle figure coinvolte: disponente, trustee, guardiano e beneficiari.

È inoltre essenziale che l’atto istitutivo sia redatto con chiarezza, contempli scenari alternativi e sia coerente con l’eventuale testamento o con altri strumenti giuridici già adottati dal disponente.

Conclusioni: perché scegliere il trust testamentario oggi

In conclusione, il trust testamentario rappresenta oggi una delle soluzioni più efficaci per affrontare le sfide legate alla pianificazione patrimoniale e successoria in contesti sempre più articolati, sia familiari che imprenditoriali.

(Articolo pubblicato sul magazine n.82, a firma Andrea Rossi, dottore commercialista, partner Talea Tax Legal Advisory)

Domande frequenti su Trust testamentario: guida alla pianificazione patrimoniale

Quali sono le novità normative e fiscali che hanno favorito il consolidamento del trust testamentario in Italia?

Il consolidamento del trust testamentario in Italia è stato favorito dalla circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 34/E del 20 ottobre 2022, che ha fornito chiarimenti sul regime fiscale, e dal D.Lgs. 139 del 18/09/2024.

Qual è la finalità principale del trust testamentario nella pianificazione successoria?

Il trust testamentario si configura come uno strumento efficace per la protezione e la trasmissione del patrimonio, facilitando la gestione e la distribuzione dei beni secondo le volontà del disponente.

Quali sono le principali differenze tra un trust testamentario e un trust inter vivos?

La differenza fondamentale risiede nel momento di efficacia: il trust testamentario produce effetti solo dopo la morte del disponente, mentre il trust inter vivos è efficace già durante la vita del disponente.

Cosa chiarisce la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 34/E del 20 ottobre 2022 riguardo al trust testamentario?

La circolare n. 34/E del 20 ottobre 2022 ha fornito importanti chiarimenti in merito al regime fiscale applicabile all'istituto del trust, contribuendo a definirne meglio gli aspetti finanziari e di investimento.

Quali aspetti operativi richiedono particolare attenzione nella redazione di un trust testamentario?

Nella redazione di un trust testamentario è fondamentale prestare attenzione agli aspetti operativi per garantirne la corretta attuazione e la piena efficacia, soprattutto in relazione alla trasmissione del patrimonio e agli aspetti fiscali.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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