Cherry Bank: tradizione italiana e modelli internazionali per innovare il wealth

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Un uomo in abito blu e cravatta azzurra si staglia su un semplice sfondo grigio chiaro, guardando la telecamera con un leggero sorriso e le mani allentate.

Squadre solide, trasparenza e cross selling e un approccio alla consulenza che integra la dimensione territoriale delle nostre banche con l’innovazione mutuata dal resto del mondo. Così Francesco Bossi, Head of Wealth di Cherry Bank, racconta a We Wealth la sua visione di crescita nei prossimi due anni

Abbiamo preso il meglio delle banche tradizionali italiane – il radicamento territoriale e la relazione fiduciaria – e lo abbiamo unito al modello internazionale, fatto di tecnologia, trasparenza e fee on top. Nel nostro settore è difficilissimo innovare: noi abbiamo individuato in questo nuovo mix un wealth management capace di crescere e distinguersi”. Così Francesco Bossi, Head of Wealth di Cherry Bank dal maggio scorso, sintetizza il percorso che ha iniziato da poco più di 100 giorni alla guida della business unit. E traccia i prossimi obiettivi: squadre territoriali radicate, cross selling come motore di sviluppo, nuovi strumenti come i veicoli di cofinanziamento, private equity e private credit per una crescita sostenuta e di qualità. Con la tecnologia che fa da supporto all’uomo e diventa un alleato per rendere il rapporto consulente-cliente più efficiente: non solo in termini di costi, ma soprattutto in termini di facilità e fluidità nella relazione.

Francesco Bossi, ci racconta questi primi mesi alla guida della business unit?

Ci siamo concentrati su due obiettivi fondamentali. Il primo è stato mettere il focus sulle persone: siamo convinti che le persone giuste, nei ruoli giusti, facciano la differenza. Abbiamo team eccellenti, composti da banker, guidati da un Team Leader e supportati dai Deputy Private, che li affiancano nella parte operativa e gestionale, per consentirgli di concentrarsi esclusivamente sulla relazione con il cliente. Il secondo obiettivo è stato lavorare sulla cultura valoriale interna. Troppo spesso, in Italia, i banker sono ancora battitori liberi. Il nostro obiettivo non è annullare lo spirito imprenditoriale, che resta un pilastro della nostra azione: ma affiancarlo a trasparenza, costruzione di rapporti fiduciari di lungo periodo e lavoro di squadra.

Cosa distingue il vostro modello rispetto al resto del mercato?

La nostra forza è la capacità di offrire una molteplicità di servizi, in particolare tutti quelli che caratterizzano una Banca che fa credito e raccoglie risparmio, garantendo al tempo stesso un cross selling efficace. Perché funzioni questo modello, è necessario che i banker abbiano un forte senso di appartenenza alla Banca. Il modello di consulenza avanzata “fee on top”, scevro di conflitti di interessi, ci consente di avere un rapporto trasparente con i clienti: non è un elemento differenziante in sé, ma è certamente un driver che racconta bene dove sta andando il mercato e dove pensiamo di posizionarci. Quello che ci distingue davvero è la capacità di ascolto, che ci permette di offrire i servizi di una piccola banca universale. Spaziamo dal retail ai minibond per le PMI, fino alle linee corporate e ai servizi di finanza strutturata: poche banche, mettendo il wealth management al centro della propria strategia, riescono a garantire questa gamma di servizi di qualità.

Dal Veneto al resto d’Italia. Ci dice di più dei team Wealth dislocati nelle principali città dove avete filiali?

L’ufficio di Milano, in Via Moscova, racconta di una piazza significativa dove abbiamo forti obiettivi di crescita. Ma crediamo che squadre snelle, due o tre persone, guidate da un team leader, possano funzionare bene anche in piazze meno frequentate. La storia di Banca Popolare Valconca, oggi Cherry Bank, ci ha insegnato come si possa offrire buona consulenza anche su piccole piazze come Rimini, Cattolica o Morciano. E continueremo a investire su piazze secondarie grazie a professionisti di altissimo livello, puntando a consolidare la market share.

In base al piano strategico, quali sono le prossime tappe di sviluppo del Wealth?

Abbiamo obiettivi molto ambiziosi: 4 miliardi al 2027, passando dal miliardo di fine 2025. A settembre si uniranno a noi diversi professionisti provenienti da banche di primario standing: contiamo di avere entro l’anno tre nuove squadre dislocate tra Lombardia, Veneto ed Emilia. In generale siamo location agnostic: nel corso del 2025 cresceremo ovunque vedremo opportunità.

Guardando ai progetti più concreti per il prossimo futuro, quali novità arriveranno?

Entro il 2025 saremo operativi con un veicolo di coinvestimento che segnerà una svolta. Si tratta di strutture plain vanilla, che permetteranno di partecipare a linee di credito emesse dalla Banca e di coinvestire insieme all’Istituto. Ci aspettiamo di continuare a crescere, non solo nei numeri, ma anche nell’organico, con un aumento importante nel 2026, convinti che sarà anche il motore del Wealth a trainare lo sviluppo di una banca come la nostra.

Domande frequenti su Cherry Bank: tradizione italiana e modelli internazionali per innovare il wealth

Qual è l'approccio innovativo di Cherry Bank nel wealth management?

Cherry Bank combina il radicamento territoriale e la relazione fiduciaria tipici delle banche italiane tradizionali con un modello internazionale basato su tecnologia, trasparenza e commissioni chiare ('fee on top'). Questo mix mira a creare un wealth management capace di crescere e distinguersi nel settore.

Chi è Francesco Bossi e qual è il suo ruolo in Cherry Bank?

Francesco Bossi è l'Head of Wealth di Cherry Bank da maggio. Il suo ruolo è guidare l'innovazione nel wealth management, integrando tradizione italiana e modelli internazionali.

Quali sono i pilastri del modello internazionale che Cherry Bank adotta?

Il modello internazionale adottato da Cherry Bank si basa su tre pilastri principali: tecnologia avanzata per la gestione del patrimonio, trasparenza nelle operazioni e una struttura di commissioni chiara e definita ('fee on top').

Perché l'innovazione nel settore del wealth management è considerata difficile?

L'articolo suggerisce che innovare nel wealth management è difficile a causa della necessità di bilanciare elementi tradizionali come la fiducia e il radicamento territoriale con le nuove tecnologie e modelli internazionali.

Da quanto tempo Francesco Bossi ricopre il ruolo di Head of Wealth in Cherry Bank?

Francesco Bossi ricopre il ruolo di Head of Wealth in Cherry Bank da poco più di 100 giorni al momento della pubblicazione dell'articolo.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Laura Magna

Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Fino al 2025 si è occupata del coordinamento del Magazine We Wealth. Collaboro anche con MF Milano Finanza.

Squadre solide, trasparenza e cross selling come motore di sviluppo e un approccio alla consulenza che integra l’esperienza delle banche tradizionali con l’innovazione – tecnologica e di modello – che arriva dai mercati internazionali. Così Francesco Bossi, Head of Wealth di Cherry Bank, racconta a We Wealth la visione di crescita nei prossimi due anni

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