Passaggio generazionale e agevolazioni fiscali: attenzione ai rischi

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Mano che passa una fiaccola a un'altra, simbolo del passaggio generazionale.

Come pianificare il passaggio generazionale sfruttando le agevolazioni fiscali senza rischiare l’abuso del diritto

Indice

L’imprenditore e gli obiettivi del passaggio generazionale

L’imprenditore che si accinge alla programmazione del proprio passaggio generazionale ha tra i suoi obiettivi – spesso tra i principali – il massimo risparmio fiscale.

Il legislatore, conscio di ciò e dell’importanza strategica delle imprese familiari per il Paese, ha quindi concesso una serie di agevolazioni, anche nell’imposizione fiscale, all’imprenditore che rivolga il pensiero al futuro della sua azienda ed intenda trasferirla alle generazioni successive.
Ad esempio, i trasferimenti di aziende, rami d’azienda, quote sociali ed azioni in favore dei discendenti, anche se effettuati attraverso patti di famiglia (sul tema si veda il mio precedente articolo su questa stessa testata al link https://www.we-wealth.com/news/patto-di-famiglia-trasferire-azienda-figli-meno-tasse) sono esenti da imposta di donazione e successione.

Condizioni per beneficiare dell’esenzione

Il trasferimento deve però essere effettivamente volto al passaggio generazionale, e pertanto il legislatore ha previsto che tale beneficio spetti:

  • (i) nel caso di quote o azioni di società a responsabilità limitata, società per azioni e in accomandita per azioni, cooperative, mutua assicurazione, nonché di società europee, anche cooperative, italiane o residenti in Italia, solo se si trasferiscono partecipazioni che permettano il controllo sociale o integrino un controllo già esistente;
  • (ii) a patto che la nuova generazione si impegni, con apposita dichiarazione da rendere contestualmente all’atto di donazione o al patto di famiglia, a proseguire l’esercizio dell’attività di impresa (nel caso di trasferimenti di aziende o rami d’azienda) o a detenere la titolarità del diritto, e dunque a mantenere il controllo (nel caso di trasferimento di quote sociali e azioni) per almeno cinque anni dal momento del trasferimento;
  • (iii) purché tale impegno venga mantenuto (in difetto, sono previsti la decadenza dal beneficio ed il pagamento dell’imposta ordinaria, oltre l’applicazione di sanzioni amministrative ed interessi di mora).

È opportuno evidenziare che l’esenzione è estesa, alle medesime condizioni, anche ai trasferimenti di azioni e di quote sociali di società residenti in Paesi stranieri, purché appartenenti all’Unione Europea o allo Spazio economico europeo o che, pur non appartenendo all’Unione Europea o allo Spazio economico europeo, garantiscano un adeguato scambio di informazioni.
Il che ovviamente permette di valutare sulla base di una disciplina di favore anche il passaggio generazionale di gruppi in tutto o in parte delocalizzati rispetto al territorio dello Stato.

Il limite dell’abuso del diritto

Sfruttare le agevolazioni concesse dal sistema non significa però poter abusare del relativo diritto.
Lo Statuto del Contribuente bolla, infatti, come abusive le operazioni prive di sostanza economica che, pur rispettando formalmente le norme, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti.

Quando si configura l’abuso

In particolare, si considerano operazioni prive di sostanza economica i fatti, gli atti e i contratti, anche tra loro collegati, che non sono idonei a produrre reali effetti significativi (ad esempio, il passaggio generazionale) diversi dai vantaggi fiscali.

La conseguenza dell’abuso è che tali operazioni non sono opponibili all’amministrazione finanziaria, la quale ne disconosce i vantaggi determinando i tributi sulla base delle norme e dei principi elusi.
Pertanto: oltre l’applicazione del tributo, e dunque l’eliminazione di tutti i benefici realizzati in contrasto con le finalità delle norme fiscali ed i principi dell’ordinamento tributario, si rischiano la riqualificazione della condotta in evasione fiscale e l’imposizione di sanzioni.
Uno dei casi più comuni di abuso riguarda la creazione di holding prive della loro naturale funzione.

Come si determina l’abusività?

Il legislatore considera indici di mancanza di una reale sostanza economica dell’operazione, in particolare, l’incoerenza tra la qualificazione delle singole operazioni, l’obiettivo dichiarato ed il fondamento giuridico delle operazioni attuate nel loro insieme, oltre alla non conformità dell’utilizzo degli strumenti giuridici adottati con le logiche di mercato normalmente utilizzate per fattispecie analoghe a quella oggetto di valutazione.
In altre parole: l’amministrazione finanziaria può contestare l’abuso del diritto ogni volta che ritenga, e provi, che l’operazione è artificiosa e non riproduce una genuina realtà economica.

Operazioni non abusive

Non si considerano però abusive le operazioni che il contribuente dimostri giustificate da valide ragioni extrafiscali, non marginali, anche di ordine organizzativo o gestionale, che rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa o dell’attività professionale.

L’attuazione del passaggio generazionale è, ovviamente, una di tali ragioni: è naturale che il trasferimento verso i discendenti – sia in termini giuridici che economici – per sua stessa natura tenda a non rispecchiare le normali logiche che si adotterebbero ove il trasferimento avvenisse verso terzi sul mercato. È opportuno, però, “non esagerare”.

Le holding, l’esempio del leveraged cash out e la Cassazione

Da ultimo con una recentissima sentenza (n. 26260 del 26 settembre 2025) la Corte di Cassazione ha riaffermato che l’Agenzia delle Entrate agisce correttamente se qualifica come un abuso del diritto l’operazione in cui non si rinvengano ragioni extrafiscali, non marginali, che giustifichino il godimento di benefici diversamente illegittimi.

Nel caso sottoposto alla Corte, i contribuenti avevano frapposto una holding tra le persone fisiche precedentemente socie e la società originariamente posseduta dopo aver rivalutato le proprie partecipazioni e ceduto le medesime a una società veicolo, generando, in sintesi, la distribuzione di dividendi a tassazione ridotta.

A parere dell’ente impositore tale operazione (tecnicamente definita leveraged cash out) era però da considerarsi elusiva perché volta semplicemente ad ottenere la distribuzione di dividendi scontando un’imposta (quella sulle rivalutazioni) minore di quella ordinaria.

I contribuenti però eccepivano che la riorganizzazione societaria effettuata era giustificata dalla necessità di procedere a passaggio generazionale. Secondo l’Agenzia delle Entrate, tuttavia, ciò non risultava dal comportamento delle parti e pertanto l’operazione era da ritenersi abusiva.

I casi di legittimo esercizio del diritto

Operazioni come quella descritta sono state ritenute valide in casi in cui esse avevano (anche) l’obiettivo, ad esempio, di:

  • rendere agevole il recesso o la eventuale liquidazione dei soci non intenzionati, nel tempo, a condividere le vicende aziendali;
  • conseguire una più razionale e confacente riorganizzazione dell’assetto societario;
  • confinare eventuali litigi tra i soci ad un livello superiore senza che questi potessero incidere nell’immediato sulla gestione della società operativa;
  • liberare dividendi (a tassazione agevolata) per reinvestirli in nuove opportunità;
  • definire un passaggio generazionale all’interno di più famiglie, con contestuale riunificazione in capo ad una holding di partecipazione di differenti realtà industriali;
  • consentire a più realtà operative di concentrare in un unico soggetto le funzioni di direzione e controllo, anche amministrativo;
  • aumentare il patrimonio netto e con esso i finanziamenti bancari, con ampliamento del ricorso al credito e, in via ulteriormente derivata, l’aumento del fatturato consolidato e degli utili ante imposte.

Tali obiettivi costituiscono difatti le valide “ragioni extrafiscali non marginali” richieste dalla norma per escludere che si possa ritenere l’elusività dell’operazione.

Le ipotesi di abuso del diritto secondo la Cassazione

Nel caso di specie, invece, i giudici hanno riconosciuto le ragioni dell’Agenzia delle Entrate sulla base degli elementi di fatto valutati e che sono risultati confermati in corso di giudizio.
Infatti, nonostante la costituzione di un nuovo veicolo societario con funzione di holding, anche a distanza di tempo

  • (i) non si rinvenivano elementi che dimostrassero, sul piano gestionale, organizzativo o programmatico, l’esistenza di una finalità di crescita o sviluppo della struttura societaria e patrimoniale;
  • (ii) non vi erano stati seri tentativi di cessione della società a terzi o ampliamento del gruppo societario;
  • (iii) non vi era stato un vero mutamento della compagine societaria;
  • (iv) erano stati mantenuti in capo ai precedenti amministratori la legale rappresentanza, i relativi preesistenti ruoli ed i poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria;
  • (v) non erano state attribuite deleghe di potere a nuovi soci.

Pertanto, poiché la ratio delle disposizioni normative che disciplinano la rivalutazione ai fini fiscali delle partecipazioni si basa proprio nel favorire la circolazione delle stesse (che chiaramente mancava nel caso in esame), l’operazione risultava realizzata senza alcuna sostanza economica e senza alcun altro fine che quello di ottenere benefici fiscali, con conseguente abusività della medesima.

Conclusioni

Strumenti ed obiettivi del passaggio generazionale devono sempre essere adottati in coerenza alle loro funzioni per evitare le sgradite conseguenze dell’abuso.

Nonostante l’appetibilità di una massimizzazione del risparmio fiscale, non è mai opportuno un uso distorto, anche se astrattamente non contrastante con alcuna specifica disposizione, di strumenti giuridici idonei ad ottenere un risparmio di imposta.

In difetto di ragioni economiche apprezzabili che giustifichino l’operazione, tra cui un vero passaggio generazionale, sono infatti elevati i rischi di una riqualificazione dell’operazione in termini di abusività e delle sue onerose, sgradite, conseguenze.

Domande frequenti su Passaggio generazionale e agevolazioni fiscali: attenzione ai rischi

Qual è uno degli obiettivi principali dell'imprenditore nella pianificazione del passaggio generazionale?

Uno degli obiettivi principali, spesso il principale, è ottenere il massimo risparmio fiscale possibile, sfruttando le agevolazioni previste dalla legge.

Perché il legislatore ha previsto agevolazioni fiscali per il passaggio generazionale?

Il legislatore ha riconosciuto l'importanza strategica delle imprese familiari per il Paese e ha quindi concesso agevolazioni fiscali per incentivare la pianificazione del futuro aziendale.

Qual è il rischio principale da considerare quando si sfruttano le agevolazioni fiscali nel passaggio generazionale?

Il rischio principale è quello di incorrere nell'abuso del diritto, che può portare alla perdita dei benefici fiscali e a sanzioni.

Cosa si intende per 'abuso del diritto' nel contesto del passaggio generazionale?

L'abuso del diritto si configura quando un'operazione, pur formalmente corretta, è realizzata con lo scopo principale di ottenere un indebito vantaggio fiscale, eludendo le finalità della norma.

L'articolo menziona esempi di operazioni considerate non abusive? Se sì, quali?

L'articolo fa riferimento alle holding e all'esempio del leveraged cash out, citando anche la Cassazione, per illustrare casistiche in cui l'operazione può essere considerata legittimo esercizio del diritto, ma non specifica ulteriori esempi di operazioni non abusive.

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Illustrazione in bianco e nero di Giovanni Gigliotti con occhiali, abito e cravatta. Lui è Partner e Co-Head del dipartimento di Private Clients di Studio Legale Pavia e Ansaldo.

di Giovanni Gigliotti

Avvocato, partner, co-head del dipartimento di contenzioso e co-head del dipartimento di private clients dello studio legale Pavia e Ansaldo. Si occupa sia in ambito stragiudiziale che contenzioso di diritto civile, societario e commerciale, assistendo i suoi clienti anche nel passaggio generazionale e nell’asset protection. È autore delle monografie “I trust del Jersey. Guida Pratica” e “Il trust. Guida Pratica”, nonché di “Codice per le Società” e di numerosi contributi per riviste ed opere collettanee.

Hai in programma un passaggio generazionale e vuoi capire come sfruttare le agevolazioni fiscali senza rischiare l’abuso del diritto?

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