Un nuovo nome, un nuovo leader, una nuova visione e una nuova sede (ma non prima del 2026). È ricco di novità il 2025 di Kruso Art, la casa d’aste controllata al 100% da Kruso Kapital: un anno che segna traguardi importanti nel percorso di rinnovamento e innovazione della società, iscritto nella più ampia strategia di internazionalizzazione perseguita dal gruppo. L’arrivo di Andrea Orsini Scataglini alla guida di Kruso Art (dal 1° luglio 2025, ndr) coincide con una nuova fase per la casa d’aste, segnata da investimenti in tecnologia, nuove tipologie di aste, apertura a nuovi segmenti come vino e design e un posizionamento curatoriale sempre più forte. Al tempo stesso, Kruso Kapital prosegue la propria espansione in Europa, investendo nell’intelligenza artificiale, nell’efficientamento dei processi e nel consolidamento della propria presenza fisica. In questo doppio dialogo, Andrea Orsini Scataglini, Chief Executive Officer di Kruso Art e Giuseppe Gentile, General Manager di Kruso Kapital raccontano le visioni complementari che stanno plasmando il futuro del gruppo.
Iniziamo dal nuovo CEO di Kruso Art: quali sono le principali priorità per la crescita e l’evoluzione del brand nei prossimi mesi?
Orsini Scataglini – “Le mie priorità nei prossimi mesi si articolano attorno a tre direttrici principali: internazionalizzazione, innovazione e rafforzamento dell’identità curatoriale del brand. Il mercato dell’arte è sempre più globale e competitivo, e come tale una delle mie prime priorità è ampliare la nostra base acquirente a livello internazionale, rafforzando la comunicazione verso collezionisti internazionali e partecipando a eventi e fiere strategiche. Vogliamo che Kruso Art diventi una piattaforma di riferimento anche per chi acquista arte, non solo dall’Italia. Inoltre, credo nel potenziale trasformativo della tecnologia anche nel settore dell’arte: l’obiettivo è rendere le nostre aste sempre più accessibili e coinvolgenti, grazie a soluzioni digitali evolute, esperienze immersive e servizi personalizzati. Ci stiamo infatti attrezzando per rendere il nostro sito migliore, implementando nuove tipologie di aste, come anche quelle a tempo. Infine, intendo lavorare al consolidamento del nostro posizionamento culturale e curatoriale, con selezioni più mirate, narrazioni più forti e una maggiore attenzione alla valorizzazione degli artisti, in dialogo con collezionisti e istituzioni. Il mio impegno è rivolto al guidare Kruso Art con visione e concretezza, affinché possa crescere come brand autorevole e contemporaneo: abbiamo una storia giovane, ma un potenziale enorme da esprimere”.
Passando alla casa madre: quali sono le priorità che Kruso Kapital si è data per crescere ed evolvere? Vi è qualche novità che possiamo anticipare?
Gentile – “Senza dubbio Kruso Kapital, con la sua anima digitale e internazionale, non intende fermarsi, ed è per questo che da poco abbiamo dotato i nostri periti di uno strumento basato sull’intelligenza artificiale che permette loro, partendo da una o più foto e dal peso lordo, di ricevere una stima del valore basata sulla quantificazione dell’oro per gli orologi da taschino e orologi vintage/oro; per gli orologi di marca, invece, l’applicazione effettuerà un’analisi basata sui dati ‘di mercato’, cioè pescando i dati da portali esterni e dalla base dati della società stessa in termini di vendite in asta e perizie passate. Questo consentirà ai periti di accelerare le valutazioni preliminari e, al contempo, di imparare a riconoscere più velocemente valore e autenticità degli orologi. L’applicazione è fruibile sia da cellulare che da computer, ma è stata studiata soprattutto per essere usata da mobile con cui scattare le foto, e, inoltre, ne è prevista un’implementazione anche a supporto della valutazione preliminare delle opere d’arte per le quali viene richiesta una stima alla nostra casa d’aste Kruso Art”.
“Per quanto riguarda la crescita, siamo sempre attenti e interessati al nostro consolidamento sul mercato italiano, che, come la storia di Kruso Kapital insegna, può verificarsi sia tramite l’apertura di nuove filiali in zone non ancora presidiate – dove, attraverso i canali digitali gli utenti ci chiedono se siamo presenti – che tramite l’acquisizione di portafogli esistenti di credito su pegno derivati da altri operatori. Anche l’estero continua a essere nel nostro mirino, non solo dove già siamo presenti, ampliando la nostra presenza, ma anche in nuovi mercati. La casa d’aste vuole seguire in qualche modo il percorso di internazionalizzazione di Kruso Kapital, seppur in termini differenti trattandosi dell’ampliamento della base acquirenti estera. In qualità di capogruppo, abbiamo già maturato expertise nei mercati esteri e questo può rappresentare un traino fondamentale per Kruso Art”.
Parlando di estero: vi è qualche aggiornamento circa l’andamento del business fuori dal Belpaese?
Gentile – “Kruso Kapital ha aperto la sua prima filiale estera in Grecia ad Atene nel 2022, dove eroga prestiti su pegno tradizionali con garanzia oro, orologi e oggetti preziosi in generale. Dopo due anni, nel 2024, ha rilevato una seconda società in Portogallo, operativa sempre nel business del credito su pegno di gioielli, che opera su tutto il territorio con 16 filiali a marchio Credito Economico Popular. L’Italia resta il motore trainante del business per Kruso Kapital, con risultati che dal 2017 a oggi sono sempre stati positivi e in crescita. Volendoci focalizzare sul Portogallo in quanto ultimo arrivato in casa KK, posso dire d’essere molto soddisfatto dei risultati che stiamo ottenendo. Il primo semestre 2025 ha registrato una crescita in termini di outstanding, che sfiora i 19 milioni di euro, polizze e numero clienti. Da un confronto con lo stesso periodo del 2024 – precedente la nostra acquisizione -, l’incremento in percentuale si traduce rispettivamente in un +20%, + 6% e +4%. Essere presenti all’estero significa ricoprire il ruolo di player paneuropeo capace di identificare mercati affini e potenziali in cui sviluppare e far crescere al meglio quello che è un servizio in cui crediamo molto. Il credito su pegno in oro e gioielli, fatta eccezione per piccole sfumature, è pressoché uguale dappertutto: è semplice, veloce e sicuro e non fa distinzioni tra i potenziali clienti”.
“La vocazione internazionale di Kruso Kapital può rappresentare un asset fondamentale per Kruso Art nel percorso di internazionalizzazione. L’essere parte di un gruppo solido è garanzia di affidabilità e serietà agli occhi di acquirenti internazionali, fattore chiave in un settore come quello delle aste, dove la fiducia è determinante. Inoltre, l’estero si presta meglio rispetto all’Italia ad accogliere e sfruttare soluzioni come l’art lending, o servizi quali aste tematiche o prodotti che uniscano investimenti alternativi e arte, attraendo un pubblico internazionale interessato a coniugare passione e ritorno economico”.
Guardando al lungo termine, dove vedete l’industria del credito su pegno e quella dell’arte tra 10 o 20 anni?
Gentile – “Nei prossimi 10 o 20 anni vedo il credito su pegno trasformarsi profondamente, pur rimanendo fedele alla sua missione sociale originaria: offrire liquidità immediata in modo semplice, dignitoso e sicuro. Le tecnologie digitali – dall’intelligenza artificiale alla blockchain – cambieranno e stanno già cambiando radicalmente i processi, rendendoli più trasparenti, veloci e accessibili, soprattutto per un pubblico giovane e nativo digitale. Ma non è solo una questione di strumenti, cambierà il nostro modo di intendere il pegno: non più solo come forma di emergenza, ma come leva flessibile di gestione patrimoniale. Si potrà mettere a pegno un orologio, un’opera d’arte o un asset digitale con un click, da qualsiasi parte del mondo”.
Orsini Scataglini – “Il mondo dell’arte è destinato a diventare ancora più fluido e interconnesso. Tra 10 o 20 anni, probabilmente vedremo un mercato ibrido dove collezionismo, investimento e fruizione culturale si intrecceranno sempre di più e dove le nuove generazioni non collezioneranno più solo per possesso, ma per esperienza, identità e sostenibilità. Questo cambierà profondamente la relazione con i nostri acquirenti, ma ciò che resterà centrale sarà la curatela: l’autorevolezza nella selezione sarà il vero valore aggiunto”.
Tornando al presente: cosa cercano oggi i collezionisti? Come opera Kruso Art per intercettare i loro desideri?
Orsini Scataglini – “Il mercato sta cambiando rapidamente e con esso anche le preferenze dei collezionisti. Oggi c’è un’attenzione crescente per le opere inedite, che non sono transitate più volte in asta. Il pubblico più attento cerca pezzi provenienti da collezioni private, legati a una storia familiare o mai apparsi sul mercato (le stime parlano di una crescita del 57% per questo tipo di lotti). Al contrario, le opere già viste in precedenza faticano a generare interesse e rischiano l’invenduto. In quest’ottica, lavoriamo sia sul fronte delle aste che delle trattative private, con l’obiettivo di intercettare famiglie proprietarie di opere significative e mai viste. A questo si aggiunge un cambiamento più profondo: stiamo vivendo un importante ricambio generazionale. Se in passato accumulare era sinonimo di prestigio, oggi le nuove generazioni tendono ad alleggerirsi, a vendere per acquistare altro, o semplicemente per rinnovare. Sempre più spesso non si dismettono solo immobili, ma anche ciò che li arredava: dalle opere d’arte agli oggetti di design. E in questo passaggio, ci si affida a realtà competenti, come la nostra, per una valutazione trasparente e professionale”.
Nuova sede, dicevamo. Dove potranno riunirsi i collezionisti milanesi (e non solo)? Che novità li attenderanno?
Gentile – “La nuova sede sorgerà nell’ex cinema De Amicis, in zona Sant’Ambrogio, un luogo iconico che abbiamo voluto trasformare in uno spazio accogliente e funzionale, pensato non solo per ospitare le aste, ma anche per favorire incontri, dialoghi e momenti di condivisione culturale. Vogliamo che i collezionisti – milanesi e non – sentano Kruso Art come una casa, non come un luogo distante o inaccessibile”.
Orsini Scataglini – “Oltre all’innovazione degli spazi, stiamo lavorando all’apertura di nuovi dipartimenti: il vino, ad esempio, un segmento ancora poco presidiato in Italia ma con grande potenziale, e il design, che vogliamo valorizzare con lo stesso rigore critico riservato alle arti visive. L’obiettivo è duplice: da un lato ampliare la nostra offerta curatoriale, dall’altro abbattere quel timore reverenziale che a volte si associa al mondo delle aste. Vogliamo essere percepiti come autorevoli, sì, ma anche umani e accessibili. Per questo, mettiamo a disposizione critici e valutatori professionisti in grado di accompagnare ogni persona, dal collezionista esperto a chi si avvicina per la prima volta al mondo dell’arte”.
Dal comunicato stampa del 1° luglio 2025
Andrea Orsini Scataglini è il nuovo CEO di Kruso Art
Nato a L’Aquila nel 1971, Andrea Orsini Scataglini porta in Kruso Art un bagaglio di esperienze trasversali nei settori del giornalismo, delle pubbliche relazioni e della comunicazione strategica. Dopo gli studi a Londra e una formazione in Giurisprudenza, si specializza in Business Communication alla Berlitz School di New York. Ha ricoperto ruoli di primo piano nei Public Affairs sia per il settore pubblico che per aziende private, operando in ambiti come fashion, food & beverage, sport e automotive. Dal 2006 ha collaborato con il Gruppo Marchesi Frescobaldi, dove ha assunto incarichi sempre più rilevanti fino a diventare, nel 2019, Public Relation & Communication Director del Gruppo. “Accolgo questa nuova sfida con entusiasmo e senso di responsabilità”, ha dichiarato Andrea Orsini Scataglini. “Kruso Art rappresenta un’eccellenza nel panorama culturale italiano. Lavoreremo per rafforzare il nostro posizionamento internazionale e per valorizzare ancora di più l’arte, i suoi protagonisti e i nostri collezionisti”.

