Acetaia Giusti: dolce come l’aceto

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Un uomo sorridente in blazer scuro si trova di fronte a una parete dorata con un'elegante scritta "Giuseppe Giusti Modena dal 1605" e altre scritte in italiano relative all'aceto balsamico.

L’Acetaia Giusti, fra i fiori all’occhiello del made in Italy gastronomico ha una storia ininterrotta che supera i quattro secoli. Frutto di sofisticate architetture nei passaggi generazionali, di accordi certosini? Niente affatto: il suo heritage è frutto di un percorso naturale, come ci racconta il ceo e proprietario Claudio Stefani Giusti

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Quando lo raggiungiamo al telefono è in partenza per l’INSEAD (Institut Européen d’Administration des Affaires) la prestigiosa business school parigina. Vi parlerà come titolare (“amministratore e imprenditore”) della Acetaia Giusti. Lui è Claudio Stefani Giusti, 17esima generazione della famiglia che dal 1605 è titolare dell’omonima bottega produttrice di pregiato aceto balsamico.


Una persona che indossa un grembiule rosso versa l'aceto balsamico Acetaia Giusti da una bottiglia su un cucchiaio bianco, tenendo entrambi gli oggetti con cura tra le mani.

Oggi il termine è certo riduttivo per questa realtà presente in 80 paesi, il cui prodotto viene utilizzato tanto nelle cene dell’Onu quanto in quelle reali, senza dimenticare Hollywood; un’azienda titolare di un museo storico ed esperienziale che conta 40.000 visitatori all’anno, iscritta all’Aidaf (Associazione italiana delle aziende familiari). I suoi 420 anni di storia rendono l’Acetaia Giusti una delle pochissime imprese parte dell’associazione Les Hénokiens, aperta alle sole imprese familiari con una storia di almeno due secoli. Ma se questa impresa multisecolare è negli anni diventata un caso studio, lo si deve al fatto che negli ultimi 20 anni la gestione (e poi anche la proprietà) è passata nelle mani di Claudio, che nel 2005, allora ingegnere gestionale 32enne entra in azienda. E il fatturato passa da un milione e mezzo a 21 milioni di euro.


Primo piano di una fila di bottiglie di Aceto Balsamico di Modena Giuseppe Giusti dell'Acetaia Giusti, con una bottiglia a fuoco e le altre sfocate sullo sfondo.

Tutto inizia nel 1605, o anche prima: è infatti in quell’anno che i primi censimenti dei duchi d’Este testimoniano che l’azienda Giusti esisteva. “Dal 1598 Modena era diventata infatti la capitale del Ducato Estense, in seguito alla devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio. Allora, nei solai del bel palazzo davanti al palazzo ducale di Modena – dove ancora oggi abita la mia famiglia – si produceva aceto balsamico, che al contrario del vino, non si produce in cantina. Di fronte, c’era la nostra bottega, la più antica salumeria d’Europa. I Giusti appartenevano alla corporazione dei Salsicciari e Lardaroli”.

Sopravvivere a 420 anni di passaggi generazionali, il caso dell’Acetaia Giusti

Ad ogni modo, come si fa a sopravvivere a 420 anni di passaggi generazionali? “Non ci sono grandi segreti. Semplicemente, questa famiglia ha sempre trovato qualcuno che portasse avanti l’attività. C’era questa gran bella salumeria, e si trovava sempre un figlio o un nipote intenzionato a portarla avanti. Non c’erano grandi questioni nobiliari come in altre famiglie, noi avevamo solo la più bella salumeria di Modena, e producevamo aceto balsamico”. Che comincia a diffondersi in Italia e nel mondo dagli anni ‘60-’70 del XX secolo.


Un uomo anziano con un grembiule rosso è in piedi in una cantina di acetaia giusti, attingendo il liquido con un attrezzo da una grande botte di legno tra file di botti simili, con una luce fioca che evidenzia la sua espressione concentrata.

Ma i mattoni del futuro successo internazionale l’Acetaia li aveva già posti nel XIX e fino allo scoppio della prima guerra mondiale, quando una generazione di Giusti partecipa con successo e riconoscimenti alle prime esposizioni internazionali (fra cui l’Esposizione universale di Parigi del 1889) e ad altre fiere nazionali, accumulando 14 medaglie d’oro, tutte poste in un medagliere con lo stemma del re: in quel periodo i Giusti diventano fornitori della real casa.

Risale ad allora “l’etichetta in stile Belle Époque che ancora oggi campeggia sulle bottiglie di balsamico, simili a quelle che Giuseppe Giusti utilizzava per imbottigliare il Lambrusco. Era l’epoca in cui Alphonse Mucha decorava le etichette di Moet Chandon”. Chiediamo a Stefani Giusti se sono in previsione edizioni speciali dedicate ad artisti anche per l’aceto Giusti. Ci risponde che “no, non è ancora il momento”. Il motivo è che il marchio “non è ancora così riconoscibile da poter adottare nuove vesti senza perdere di identità”.


L'interno del negozio è elegante, con botti di legno, vasi di vetro e bottiglie dell'Acetaia Giusti in esposizione. Alle pareti sono allineati scaffali e sopra è appeso un grande ritratto di un uomo in abiti storici. L'atmosfera è calda ed elegante.

Una bottiglia celebrativa

Ma è stata fatta una bottiglia per celebrare i 420 anni di attività, da regalare ai migliori clienti. Iniziative speciali si tengono poi il 16 maggio di ogni anno, battezzato “Giusti Day” proprio per la sua grafia, 16-05. “Ma il nostro scopo a livello commerciale adesso è far conoscere il nostro prodotto in tutto il mondo, espanderne l’uso come prodotto aspirazionale. La maggior parte delle persone sul pianeta non sa cosa sia un aceto balsamico”. Ma l’Acetaia Giusti ha sdoganato l’utilizzo di questo prodotto millenario persino nei cocktail. Oggi viene esportato il 92% di tutto l’aceto balsamico; di questo, il 65% è Giusti. Niente male per un prodotto che fino agli anni ’50-’60 veniva venduto “solo in qualche bella salumeria”.

Alle origini del successo dell’aceto balsamico (e dell’Acetaia Giusti)

L’appetito internazionale per l’aceto balsamico inizia in mercati evoluti come Stati Uniti e Germania negli anni ’90. In quegli anni (dal 1985) alla guida dell’azienda c’è il padre di Claudio Stefani. Giusti è la madre di Claudio, nipote di un Giuseppe Giusti senza eredi diretti nato nel 1913 da Riccardo Giusti. L’azienda conta allora solo 5-6 persone, e il sig. Stefani si occupa di tutto. Nel 2005, qualcuno, riconoscendone il potenziale dell’impresa, la vuole comprare.

Ma l’arrivo del giovane Claudio, fresco di otto anni nei processi di Accenture, cambia completamente la prospettiva dell’acetaia, che non verrà più venduta. Il passaggio dal padre al figlio si rivela infatti virtuoso: fatti salvi i fisiologici screzi iniziali infatti (“un imprenditore-che-vuole-andare-in-pensione non ci va mai, in pensione”, ammonisce scherzosamente), i numeri tolgono ogni dubbio sull’operato di Claudio, che ingegnerizza i processi, fa crescere l’organico (oggi 90-100 persone), cambia la filosofia aziendale, punta sulla qualità totale del prodotto, in tutte le sue componenti.


Un folto gruppo di persone si trova sull'erba dell'Acetaia Giusti, applaudendo e lanciando in aria cappelli colorati, con gli alberi e la luce del sole sullo sfondo, creando un'atmosfera celebrativa.

A soli otto anni dalla sua ascesa alla plancia di comando, arriva la proposta di un fondo, che vuole acquisire l’Acetaia Giusti per 10 milioni di euro. Il padre e gli zii vorrebbero vendere, monetizzare; ma l’ingegner Stefani non ci sta: capisce che è arrivato il momento di affiancare alla gestione della società il suo possesso; e, con grande sacrificio, nel 2015 ne acquista la proprietà. Le strategie di Claudio Stefani Giusti sono molto chiare, le sue scelte attente. Si definisce un innovatore, uno che mette al centro le persone e il loro benessere prima dei numeri. Ma è indubbio che gli indicatori numerici dell’impresa siano molto positivi: forse il segreto sta proprio nell’attenzione al benessere delle persone.

Domande frequenti su Acetaia Giusti: dolce come l’aceto

Da quanto tempo l'Acetaia Giusti è di proprietà della famiglia Giusti?

La famiglia Giusti è titolare dell'Acetaia Giusti dal 1605, vantando una tradizione di 17 generazioni nella produzione di aceto balsamico.

Chi è l'attuale titolare dell'Acetaia Giusti?

L'attuale titolare, amministratore e imprenditore dell'Acetaia Giusti è Claudio Stefani Giusti, rappresentante della 17esima generazione della famiglia.

In quanti paesi è presente l'Acetaia Giusti?

L'Acetaia Giusti è presente in 80 paesi, dimostrando una notevole espansione internazionale.

Quale scuola di business frequenta Claudio Stefani Giusti?

Claudio Stefani Giusti frequenta l'INSEAD (Institut Européen d'Administration des Affaires), una prestigiosa business school parigina.

Qual è l'attività principale dell'Acetaia Giusti?

L'attività principale dell'Acetaia Giusti è la produzione di pregiato aceto balsamico, un prodotto di eccellenza con una lunga storia familiare.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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