Rinegoziazione mutuo: a chi conviene con la Bce in pausa sui tassi

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Primo piano di due mani che si scambiano oggetti: la sinistra regge un piccolo modello di casa in legno mentre la destra offre una pila di contanti, forse alludendo a rinegoziazione mutuo. Lo sfondo è sfocato, rivelando un edificio indistinto.

La rinegoziazione del mutuo consente di ridiscutere con la propria banca le condizioni sottoscritte in precedenza, a partire dal tasso di interesse. Ecco come funziona e a chi conviene adesso dopo la nuova pausa della Bce dopo otto tagli consecutivi

Indice

  • La rinegoziazione del mutuo può essere richiesta al proprio istituto di riferimento in qualsiasi momento. Avviene tramite scrittura privata tra banca e mutuatario
  • Le ultime mosse della Banca centrale europea si sono trasferite sui mutui, non solo a tasso variabile. Annunciata una nuova pausa dopo otto tagli consecutivi

Nuova pausa sul costo del denaro, come ampiamente atteso. La Banca centrale europea, in occasione della riunione dell’11 settembre, ha confermato i tassi sui depositi al 2%, quelli sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,40%. Una decisione unanime all’interno del Consiglio direttivo. L’inflazione è “dove dovrebbe essere”, ha commentato la presidente Christine Lagarde in conferenza stampa, evidenziando tuttavia le incertezze sul futuro a causa delle tensioni commerciali attualmente in corso. Ad ogni modo, per chi ha sottoscritto un mutuo un anno fa, risulta evidente come le offerte attuali siano più vantaggiose. Ma non tutto è perduto: c’è infatti un modo per abbassare la rata, ridiscutendo con la propria banca le condizioni accettate in precedenza: la rinegoziazione del mutuo.

Cosa significa rinegoziare un mutuo

“La rinegoziazione, come dice il termine stesso, consiste nella possibilità di ridiscutere con il proprio istituto di credito le condizioni del mutuo”, racconta a We Wealth Yuri Griggio, direttore comunicazione di Facile.it. Comporta infatti una modifica delle condizioni contrattuali direttamente con la banca con cui è stato acceso il finanziamento. In altre parole, si tratta di un accordo privato tra mutuatario e banca. Generalmente, in fase di rinegoziazione del mutuo, si può intervenire su quattro variabili:

  • il tasso di interesse e l’indice di riferimento;
  • le spese accessorie;
  • la durata del mutuo;
  • lo spread.

Rinegoziazione del mutuo: quanto costa

In caso di accordo tra le parti, la modifica delle condizioni avviene tramite scrittura privata tra il mutuatario e la banca, pertanto non ci sono costi a carico del cliente. Non è infatti necessario rivolgersi a un notaio, trattandosi unicamente di una modifica parziale del contratto sottoscritto originariamente. Oltre ai costi notarili, sono azzerati anche i costi di istruttoria e perizia, per esempio. Da sottolineare che la banca non è obbligata a rinegoziare il mutuo; al contrario, sarà libera di decidere se concedere o meno questa possibilità.

Come chiedere la rinegoziazione del mutuo

“Si può provare a rinegoziare il mutuo in qualsiasi momento, fermo restando che è facoltà della banca di concedere o negare questa opportunità al cliente”, conferma Griggio. “Per farlo è sufficiente rivolgersi al proprio istituto di credito e verificare se c’è margine per questa operazione; nel caso in cui la banca accettasse la richiesta, si procederà con una semplice scrittura privata”, aggiunge l’esperto.

Conviene rinegoziare il mutuo a tasso fisso oggi?

Per fare un esempio concreto, partiamo dalle migliori offerte a tasso fisso disponibili sul mercato a inizio giugno 2024, prima che la Banca centrale europea iniziasse a ritoccare verso il basso il costo del denaro. Ipotizziamo che l’importo del mutuo, della durata di 20 anni, fosse di 140mila euro e che il valore dell’immobile fosse di 200mila euro. Scegliendo il tasso fisso, la rata mensile si aggirava sui 770 euro per l’intera durata del finanziamento. Oggi con una delle migliori offerte a tasso fisso disponibili sul mercato è possibile strappare una rata mensile sui 750 euro, ovvero circa 20 euro in meno rispetto al mese di giugno dello scorso anno. Nel caso di un mutuo a tasso variabile, le migliori offerte per il finanziamento analizzato oscillano sui 720 euro, consentendo un risparmio di 50 euro. Chiaramente si tratta di un calcolo meramente aneddotico, in quanto le condizioni vengono negoziate di volta in volta tra le parti.

Mutuo: che differenza c’è tra surroga e rinegoziazione

Un’alternativa per abbassare la rata del mutuo è la surroga, un’operazione che permette al mutuatario di trasferire il proprio mutuo dalla banca che l’ha erogato in origine a una che offre condizioni migliori. “Proprio in virtù del passaggio, l’operazione prevede l’intervento di un notaio; nonostante questo, i costi sono sempre a carico dell’istituto di credito subentrante”, precisa Griggio. “È importante ricordare che, per legge, la banca che ha erogato il mutuo in origine non può ostacolare il passaggio a un nuovo istituto di credito. D’altro canto, la banca che subentra non è obbligata ad accettare la richiesta e ha facoltà di rifiutare l’operazione”. Come finora spiegato, la rinegoziazione è invece un accordo tra mutuatario e istituto di credito e non prevede il cambio di banca, ma solo una variazione delle condizioni del finanziamento tramite scrittura privata.

(Articolo aggiornato il 12 settembre 2025)

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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