Trasferimento del fondo pensione: tempistiche e istruzioni per l’uso

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Il trasferimento da un fondo pensione (o Pip) all’altro è tutelato dalla legge e non ha oneri fiscali: ecco come e perché fare i bagagli

Indice

Uscire dalla previdenza integrativa comporta una procedura sottoposta a vincoli e limiti, ma passare da un fondo pensione all’altro, così come da un comparto all’altro (ad esempio da azionario a garantito), è un’operazione che non presenta particolari ostacoli. Il trasferimento può essere effettuato senza costi elevati e senza imposte aggiuntive.

A tutelare questa possibilità è il decreto legislativo 252/2005, che disciplina la previdenza complementare e garantisce il diritto al trasferimento. Prima di addentrarci nei dettagli operativi, vale la pena capire perché cambiare comparto o fondo pensione può essere una scelta vantaggiosa.

Perché trasferire un fondo pensione?

1. Performance deludenti

Chi investe in fondi pensione ha molti vincoli, e ogni plusvalenza viene tassata, per quanto in modo agevolato, alla fine di ogni anno. Il vantaggio, però, è che essere sempre in pari con il fisco permette di adeguare la destinazione del capitale in base alle migliori opportunità che emergono nel tempo.

We Wealth monitora, attraverso i dati Covip, i costi e le performance dei fondi pensione. Analizzando questa lista, potresti scoprire di avere in portafoglio un fondo che storicamente ha reso meno della media del suo comparto o che presenta costi superiori alla media.

In questi casi, passare a una gestione più efficiente può migliorare le probabilità di ottenere rendimenti migliori o ridurre i costi complessivi.

2. Cambiamento di esigenze ed età

I capitali del fondo pensione sono destinati a maturare valore fino al momento del riscatto, generalmente al raggiungimento dell’età pensionabile. Questo consente di prevedere con una certa approssimazione quando serviranno i soldi investiti.

Man mano che ci si avvicina alla pensione, è consigliabile spostare gradualmente il capitale da gestioni più volatili (come quelle azionarie) a soluzioni più sicure, come comparti garantiti. Questo aiuta a proteggere il capitale e a evitare perdite poco prima del pensionamento.

Tuttavia, possono verificarsi imprevisti che modificano l’orizzonte temporale dell’investimento. Ad esempio:

  • Un acquisto immobiliare (per sé o per un familiare) che richiede liquidità.
  • Una malattia che impone il prelievo anticipato di parte del capitale per finanziare le cure.

In questi casi, ridurre il rischio spostando il capitale da un comparto azionario a uno bilanciato, obbligazionario o garantito può essere una scelta prudente.

Quali sono i rischi del trasferimento?

Il trasferimento del fondo pensione non ha rischi diretti, ma deve essere fatto con consapevolezza. Il punto chiave è che la scelta sia guidata dalle proprie esigenze finanziarie e da una valutazione delle migliori opzioni disponibili sul mercato.

Un errore comune è avere un fondo pensione troppo prudente, soprattutto se manca ancora molto tempo al pensionamento. Un’esposizione troppo bassa al rischio potrebbe limitare il potenziale di rendimento.

Tuttavia, il rischio opposto, per quanto meno frequente, è anche più pericoloso:

  • Un fondo troppo aggressivo potrebbe subire forti perdite proprio quando si ha necessità di riscattare il capitale.
  • Ritrovarsi costretti a prelevare in una fase di mercato negativa può significare vendere in perdita.

Per questo, la propensione al rischio deve essere sempre allineata agli obiettivi e alla tempistica con cui si prevede di utilizzare i capitali.

Come trasferire il fondo pensione: i diritti del sottoscrittore

1. Il trasferimento è un diritto

Tutti gli aderenti alla previdenza complementare hanno il diritto di trasferire la propria posizione individuale da un fondo all’altro. Nessun fondo pensione può inserire limitazioni statutarie o regolamentari per ostacolare il trasferimento.

Tuttavia, esiste un vincolo temporale:

  • Si può trasferire un fondo pensione solo dopo almeno due anni di partecipazione alla previdenza complementare (non necessariamente allo stesso fondo).

2. Nessun costo fiscale sul trasferimento

Il trasferimento di un fondo pensione non comporta alcuna tassazione, purché avvenga tra forme pensionistiche disciplinate dal D.lgs. 252/2005.

Questo vale indipendentemente dalla tipologia del fondo di partenza e di destinazione, qualche esempio:

  • Da un Pip a un fondo negoziale
  • Da un fondo aperto a un fondo negoziale
  • Da un comparto azionario a un comparto garantito dello stesso fondo

Questa esenzione fiscale distingue nettamente il trasferimento dal riscatto anticipato, che invece è soggetto a una tassazione variabile a seconda degli anni di adesione e della tipologia di riscatto.

3. Tempi di trasferimento,

La legge impone che il trasferimento venga completato entro sei mesi dalla richiesta. Questa tempistica riduce l’incertezza e garantisce che l’operazione venga conclusa in un tempo ragionevole.

Come fare la richiesta di trasferimento

La procedura di trasferimento ricorda quella della chiusura di un conto corrente per il passaggio a una nuova banca.

Ci si può rapportare con il fondo pensione di nuova destinazione compilando un apposito modulo, o anche in carta libera. In questo caso sarà il nuovo fondo pensione a inoltrare la documentazione necessaria al fondo “cedente”. Se si preferisce, è possibile fare la richiesta all’inverso, ossia al proprio fondo pensione attuale: nella sostanza i diritti del sottoscrittore sono i medesimi. Oltre ai propri dati, non serve altro che indicare la denominazione precisa del fondo pensione o Pip verso cui si vuole trasferire il capitale, completo del numero identificativo nell’albo Covip.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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