Wall Street pro-Biden: al suo fianco arriva Kamala Harris

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Dopo aver appoggiato George W. Bush, Barack Obama, Mitt Romney e Hillary Clinton, i portafogli di Wall Street sono con Joe Biden. Secondo un’analisi di OpenSecrets, il candidato democratico ha raccolto 44 milioni di donazioni, contro i nove milioni di Trump. Al suo fianco arriva Kamala Harris, prima vice presidente afroamericana della storia

Seth Klarman, uno dei più grandi finanziatori del Partito Repubblicano del New England, ha donato tre milioni di dollari per Joe Biden

Il Biden action fund solo nei mesi di maggio e giugno ha raccolto oltre 11,5 milioni di dollari

Kamala Harris: “Biden può unire gli americani perché ha trascorso la sua vita combattendo per noi”

“Sono perfetti insieme, ma sbagliati per l’America”. La reazione di Trump non tarda ad arrivare mentre la senatrice californiana Kamala Harris si prepara ad accompagnare Joe Biden nella corsa alle presidenziali. Pragmatica e moderata, è la prima candidata afroamericana a indossare le vesti di vicepresidente. I mercati potrebbero tirare ora un sospiro di sollievo, preoccupati di un ritorno della radicale Elizabeth Warren che, tra l’altro, aveva dimostrato una minore capacità di presa sulle minoranze. Ma l’élite di Wall Street, da sempre considerata dagli esperti più favorevole al Tycoon, aveva iniziato a volgere lo sguardo verso il candidato democratico già negli ultimi mesi.
Secondo un’analisi di OpenSecrets diffusa dal Times, dopo aver appoggiato George W. Bush nel 2004, Barack Obama nel 2008, Mitt Romney nel 2012 e Hillary Clinton nel 2016, il settore finanziario ha direzionato i propri flussi verso Biden, che ha raccolto 44 milioni di dollari contro i nove milioni di Trump. Dopo essere sopravvissuto a un inverno turbolento, tra le primarie democratiche e lo shock pandemico, il democratico ha accumulato un notevole vantaggio nei sondaggi nazionali anche grazie ai milioni di dollari confluiti dalle tasche degli “abitanti” di Wall Street. Negli ultimi mesi, spiega il Times, diversi banchieri, commercianti e investitori hanno dichiarato un senso di indignazione per lo stile caotico dell’amministrazione Trump, rafforzato anche dalla sua reazione all’emergenza epidemiologica.

Seth Klarman, gestore del gruppo Baupost, uno dei più grandi finanziatori del Partito Repubblicano del New England, ha donato tre milioni di dollari ai gruppi che sostengono Joe Biden. Lo stesso vale per James Attwood, amministratore delegato di The Carlyle Group ed ex banchiere d’investimento di Goldman Sachs, che ha versato a giugno 200mila dollari nel Biden action fund (che solo nei mesi di maggio e giugno ha raccolto oltre 11,5 milioni di dollari). Inoltre, il mese scorso alcuni esponenti di Wall Street hanno tenuto raccolte virtuali di fondi per il candidato democratico, tra cui Alan Leventhal, amministratore delegato di Beacon Capital, Nat Simons, fondatore di Meritage Group, e il presidente di Blackstone Jonathan Gray, in controtendenza rispetto a Stephen Schwarzman che ha versato a favore di Trump 3,7 milioni di dollari.

Per non dimenticare che, dopo che Bernie Sanders ha annunciato il ritiro dalle primarie democratiche lasciando il testimone a Joe Biden, l’ex direttore finanziario della campagna per la rielezione presidenziale di Obama nel 2012 – Rufus Gifford – è stato nominato vicedirettore della campagna del portabandiera democratico. Gifford, spiega il Times, è in “contatto regolare con i donatori di Wall Street, coordinando raccolte virtuali di fondi” e discutendo con loro anche questioni relative alla campagna elettorale.

C’è da capire che effetto avrà dunque l’arrivo di Kamala Harris, dopo che Biden ha rotto gli indugi a pochi giorni dalla convention di Milwaukee. Intanto, non mancano le parole di sostegno di Obama, che parla di “un grande giorno per l’America”. Sul fronte opposto Trump che, in un’intervista andata in onda in prima serata su Fox News, ha dichiarato che la 55enne vorrebbe “aumentare le tasse, eliminare il Secondo emendamento, tagliare le spese militari e colpire i veterani”. Quanto all’incremento dei tributi, secondo il Times i finanziatori di Wall Street lo considerano un prezzo che vale la pena pagare per estromettere il presidente Trump, accogliendo una possibile presidenza più “esperta e metodica”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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