Viscanti, Widiba: Il futuro della consulenza è nel team (digitale)

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Banca Widiba lancia un nuovo programma dedicato al lavoro di squadra. Due le tipologie di team che i consulenti della challenger bank possono costituire, sia per accogliere giovani leve sia per mettere a fattor comune professionalità e competenze

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Viscanti: “Credo che il futuro della professione del consulente finanziario sia nel lavoro in team, perché permette di offrire ai clienti un servizio completo”

Il progetto Team Cf, lanciato recentemente da Banca Widiba, consente a due o più consulenti di attivare una collaborazione nella gestione del portafoglio clienti

Il futuro della consulenza? È nel lavoro in team, ma attraverso un processo interamente digitalizzato. Ne è convinto Nicola Viscanti, head of advisors di Banca Widiba, intercettato da We Wealth in occasione del lancio di un nuovo programma dedicato al lavoro di squadra. Due le tipologie di team che i consulenti della challenger bank del Gruppo Montepaschi possono costituire, al fine di accogliere giovani leve ma anche di offrire al portafoglio clienti un più ampio ventaglio di competenze

“Banca Widiba offre la possibilità ai giovani consulenti finanziari che scelgono di entrare nella nostra rete di intraprendere un percorso formativo che, una volta ottenuta la certificazione di consulente, continua con l’Accademia delle competenze”, racconta Viscanti. “Questa academy interna, oltre a mettere a disposizione corsi specifici, propone un’offerta formativa sempre aggiornata per accompagnare i professionisti durante tutta l’evoluzione della loro carriera”. Per consentire loro di esprimere il proprio talento, la banca digitale ha inoltre recentemente sviluppato il progetto Team Cf, che permette ai consulenti della rete di attivare due differenti tipologie di team, tra cui il “Team next generation” pensato sia per la gestione del passaggio generazionale sia per avviare alla professione le nuove leve e accelerarne il percorso di esperienza. “Le figure junior possono operare affiancate da un consulente senior, che assume un ruolo di supervisore e trasferisce ai più giovani le proprie competenze e la propria esperienza”, spiega Viscanti. Il secondo è invece il “Team partnership” per la gestione del portafoglio clienti, mettendo a fattor comune professionalità e competenze.

Come funziona il modello di consulenza “di squadra”

Ogni “squadra” può avere due o più componenti, definiti Cf leader e Cf partner. Il primo avvia la formazione del team, mantiene la titolarità del rapporto con i clienti e stabilisce la quota di portafoglio da condividere (tutto il portafoglio, un numero definito di clienti o anche una sola posizione). Tutti hanno piena visibilità e operatività sui clienti in comune, i quali a loro volta possono far riferimento a leader e partner per assistenza e supporto commerciale. “Credo che il futuro della professione del consulente finanziario sia proprio il lavoro in team, poiché permette di offrire ai clienti un servizio completo. Il modello di consulenza di Banca Widiba è ad architettura aperta e pone i nostri consulenti nelle migliori condizioni per proporre soluzioni di consulenza patrimoniale senza conflitti di interesse”, interviene Viscanti. 

“Accanto alla libertà nell’offerta commerciale si aggiunge adesso questa nuova modalità di lavoro che permette a due o più professionisti, ognuno con la propria specializzazione, di unire le diverse competenze per rispondere al meglio alle esigenze dei clienti. Il lavoro in team favorisce inoltre il passaggio generazionale, garantendo la continuità del lavoro nel tempo. Questo aspetto, in definitiva, aumenta la fidelizzazione della clientela, che ha sempre un consulente a cui rivolgersi e affidarsi. Ed è quindi maggiormente soddisfatta”, osserva. Quanto alla remunerazione, un giovane consulente finanziario che entra nella rete di Banca Widiba ottiene nei primi due anni un fisso e un rimborso spese; al termine dei due anni, viene inoltre elargito un premio sulla produzione realizzata. Nel caso entri a far parte di un Team next generation, le percentuali vengono stabilite da leader e partner. Lo stesso vale per il Team partnership, dove i due professionisti definiscono autonomamente una remunerazione sia in base al numero di clienti che si sceglie di condividere sia in base all’impegno che ogni partner può mettere a disposizione per seguire i clienti in comune. “La banca supervisiona e garantisce che il processo si svolga correttamente”, conclude Viscanti.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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