Via dalla Russia, UniCredit presenta il piano. In attesa di Mosca

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Term sheet non vincolante per la cessione di una parte di AO Bank a un investitore emiratino: impatto fino a 3,3 miliardi sul conto economico e beneficio atteso di 35 punti base sul Cet1. Operazione subordinata alle autorizzazioni, non ancora avviate sul piano formale

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UniCredit ha annunciato la sottoscrizione di una lettera d’intenti non vincolante per la cessione di una parte delle attività della controllata russa AO Bank a un investitore privato con sede negli Emirati Arabi Uniti, già sottoposto alle verifiche di conformità previste. Restano riservati l’identità dell’acquirente e il prezzo dell’operazione.

L’operazione, subordinata alle autorizzazioni delle autorità regolamentari, dovrebbe essere completata entro il primo semestre del 2027 e presenta una serie di implicazioni economiche e patrimoniali già comunicate al mercato. Nel dettaglio, UniCredit prevede un impatto negativo compreso tra 3 e 3,3 miliardi di euro sul conto economico, di cui circa 1,6-1,8 miliardi legati alla riserva cambi. Un contraccolpo che, tuttavia, non intaccherà le distribuzioni e rimarrà neutro ai fini della remunerazione degli azionisti.

Positivo per 35 punti base, invece, l’impatto atteso sui coefficienti patrimoniali: “un impatto negativo al closing di circa 20-25 punti base sarà più che compensato dalla riduzione della perdita residua nello scenario estremo a circa 30-40 punti base rispetto ai circa 93 punti base calcolati al primo trimestre 2026 ed escludendo le soglie regolamentari”.

AO Bank, i dettagli dell’accordo

L’operazione prevede una struttura articolata in due fasi: lo spin-off di una parte delle attività in una nuova entità separata (“New Bank”) e, successivamente, la cessione della restante parte (“Remaining Bank”) all’acquirente emiratino. Al completamento, UniCredit manterrà il 100% della New Bank, mentre l’investitore deterrà integralmente la Remaining Bank. L’accordo accelera il processo di rifocalizzazione delle attività del gruppo in Russia, che resteranno concentrate principalmente sui pagamenti internazionali in euro e dollari per clientela corporate occidentale e russa non soggetta a sanzioni.

La dismissione progressiva delle attività in Russia da parte di UniCredit, sollecitata anche dalle autorità europee e italiane nell’ambito di recenti operazioni di M&A come quella tentata su Banco BPM, è già in corso da tempo. I numeri comunicati al mercato il 5 maggio 2026, in occasione dei risultati del primo trimestre, mostrano come, rispetto a marzo 2022, il gruppo abbia sostanzialmente azzerato l’esposizione cross-border (da circa 4,5 miliardi a zero), mentre i pagamenti transfrontalieri sono stati ridotti da oltre 25 miliardi a meno di 5 miliardi, oggi limitati a euro e dollari. Sul fronte domestico, i prestiti locali sono scesi da 7,1 miliardi a circa 0,5 miliardi e i depositi da 8,1 miliardi allo stesso livello. Anche nello scenario estremo, l’impatto sul capitale si è ridotto da 128 a 93 punti base.

Secondo quanto affermato dall’amministratore delegato Andrea Orcel nell’ultima call con gli analisti, il contributo dell’attività russa agli utili è destinato a ridursi significativamente, fino a circa 100 milioni di euro entro il 2028, dopo che il gruppo ha già sospeso l’erogazione di nuovi prestiti dall’inizio del conflitto.

Il nodo autorizzazioni

Il principale elemento di incertezza resta quello regolamentare e politico. A poche ore dal comunicato diffuso in mattinata da Gae Aulenti, il Cremlino ha risposto sulla questione per bocca del portavoce di Vladimir Putin, Dmitrij Peskov: “non è stata presa alcuna decisione”, aggiungendo che operazioni di questo tipo sono soggette a una procedura speciale, in cui pesano fattori come il principio di reciprocità e la situazione economica. “È un processo decisionale piuttosto complesso”, ha dichiarato in una conferenza stampa citata da Interfax.

Allo stato attuale, in presenza di una lettera d’intenti non vincolante, non è stata ancora inoltrata una richiesta formale di autorizzazione. “È in vigore una procedura speciale e, quando sarà ricevuta una richiesta corrispondente, verrà esaminata. Non è stata ancora presa alcuna decisione in merito”, ha aggiunto Peskov.

Alcuni precedenti mostrano quanto possa essere complesso per le banche occidentali dismettere le proprie attività in Russia. A inizio aprile ING Groep ha abbandonato la vendita del proprio business locale dopo aver concluso che non vi era una “realistica aspettativa” di ottenere le necessarie autorizzazioni da parte del compratore. In quel caso, l’impatto stimato sul capitale era limitato a circa -7 punti base. In un altro precedente, Raiffeisen Bank International è stata bloccata da un tribunale russo nel tentativo di dismettere la propria controllata nel 2024.

Domande frequenti su Via dalla Russia, UniCredit presenta il piano. In attesa di Mosca

Qual è l'obiettivo principale di UniCredit riguardo alla sua controllata russa AO Bank?

UniCredit ha sottoscritto una lettera d’intenti non vincolante per cedere una parte delle attività di AO Bank. L'obiettivo è uscire dalla Russia, con l'operazione prevista entro il primo semestre del 2027.

Chi è l'acquirente delle attività di AO Bank e qual è il prezzo dell'operazione?

L'identità dell'acquirente e il prezzo dell'operazione rimangono riservati al momento. Si tratta di un investitore privato con sede negli Emirati Arabi Uniti, già sottoposto a verifiche di conformità.

Quali sono le condizioni necessarie per il completamento della cessione di AO Bank?

L'operazione è subordinata all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità regolamentari. Una volta ottenute, la cessione dovrebbe concludersi entro il primo semestre del 2027.

Qual è la tempistica prevista per la finalizzazione della cessione di AO Bank?

La conclusione dell'operazione di cessione è prevista entro il primo semestre del 2027. Questo lasso di tempo è necessario per completare tutte le procedure e ottenere le autorizzazioni richieste.

Quali sono i dettagli finanziari noti riguardo alla cessione di AO Bank?

Le informazioni finanziarie specifiche, come il prezzo di cessione e l'identità precisa dell'acquirente, non sono state rese pubbliche. L'accordo è attualmente una lettera d’intenti non vincolante.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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