Credem cresce e conserva munizioni per l’M&A

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Un uomo di mezza età con occhiali, abito scuro e cravatta è in piedi su uno sfondo semplice, rivolto verso la macchina fotografica e con un leggero sorriso. La foto è in bianco e nero.

Il dg Morellini continua sottolineare l’importanza della gestione patrimoniale nel modello di business: “Pricipale motore di crescita per il futuro”

Indice

Ulteriore crescita dei ricavi derivanti dai servizi finanziari e dalla consulenza patrimoniale e, dall’altro lato, capitale in eccesso pronto a essere impiegato qualora si presentasse un’opportunità di acquisizione (una banca o una società prodotto) con le carte in regola per creare valore. Per il direttore generale di Credem, Stefano Morellini, “le componenti commissionali rappresentano e rappresenteranno il principale volano dei ricavi nei prossimi trimestri”, ha precisato durante la conference call di mercoledì mattina, “grazie soprattutto alle forti sinergie tra reti e fabbriche prodotto che il nostro modello di business garantisce”.

Un modello che, in linea con l’evoluzione del settore bancario italiano, sempre più orientato alle commissioni del wealth e del private banking, punta a stabilizzare i ritorni rispetto al ciclo economico. “Controllando la catena del valore e sviluppando i prodotti internamente riusciamo a internalizzare i margini”, ha spiegato Morellini. “Questo sostiene in modo decisivo un modello di business fee-based, che genera ricavi commissionali stabili, ricorrenti e meno dipendenti dalla volatilità dei tassi di interesse”.

I risultati di questi comparti sono migliorati nel primo semestre, con “l’aggregato Wealth e Private” che “ha realizzato un risultato netto complessivo di 106 milioni, pari a circa il 34% dell’utile di gruppo, trainato anche dall’ottimo sviluppo delle masse gestite degli ultimi trimestri”.

Risultati primo semestre 2026

Credem, i principali numeri finanziari

€312,9 mln
Utile netto consolidato In crescita del 12,5% rispetto al primo semestre 2025, depurato dal beneficio legato alla cessione del merchant acquiring.
Margine di intermediazione €1,049 mld

Ricavi complessivi in aumento dell’11,9% rispetto al primo semestre 2025.

Margine finanziario €501,5 mln

In crescita del 5,7% su base annua.

Margine da servizi €547,2 mln

In aumento del 18,3%, grazie soprattutto alla dinamica commissionale.

Efficienza operativa 46,4%

Cost/income ratio in miglioramento rispetto al 49,3% del primo semestre 2025.

Solidità patrimoniale 16,22%

Cet1 ratio di vigilanza, con un buffer di 768 punti base rispetto al requisito Srep.

Capitale oltre i requisiti > €1,8 mld

Margine patrimoniale disponibile rispetto ai requisiti di vigilanza a fine giugno.

Impieghi alla clientela €37,5 mld

Prestiti in crescita del 2,1% su base annua.

Qualità del credito 1,5%

Npl ratio lordo, con un’incidenza netta dei crediti deteriorati pari allo 0,7%.

Costo del credito 9 bps

Costo del rischio annualizzato, su livelli particolarmente contenuti.

Fonte: Credem, risultati al 30 giugno 2026

A fine giugno Credem ha registrato un aumento dell’11,9% del margine di intermediazione, salito a 1,049 miliardi, mentre le commissioni di gestione e intermediazione hanno messo a segno un più sostenuto +19%, raggiungendo 291,8 milioni al netto delle commissioni di performance.

Complessivamente, le masse gestite e assicurative hanno raggiunto 51,3 miliardi, in aumento del 13,3% annuo, mentre la componente amministrata è salita del 26% a 28,5 miliardi. Alla base della crescita non c’è soltanto l’effetto mercato, ma anche una raccolta netta complessiva che nel primo semestre 2026 ha raggiunto 2,733 miliardi, di cui 1,33 miliardi nel gestito e assicurativo.

Nel dettaglio, Credem Euromobiliare Private Banking ha chiuso il semestre con masse complessive per 54,6 miliardi di euro, 1,4 miliardi di raccolta netta e un utile di 31 milioni. La rete conta 695 professionisti, di cui 373 private banker e 322 consulenti finanziari, dopo 22 nuovi ingressi dall’inizio dell’anno. Le società del wealth management hanno invece raggiunto 36,7 miliardi di masse gestite, in crescita di oltre il 12% annuo, mentre i prodotti e servizi con caratteristiche Esg sono saliti a 16,7 miliardi, +10,7%. Positivo anche il contributo assicurativo: Credemvita ha registrato una produzione netta di 557 milioni, +5%, e un utile di 27,9 milioni, con il comparto multiramo più che raddoppiato rispetto al primo semestre 2025.

Risultati primo semestre 2026

Credem, i numeri di Wealth e Private Banking

€106 mln
Utile netto complessivo di Wealth e Private L’aggregato ha generato circa il 34% dell’utile consolidato del gruppo.
Private Banking €54,6 mld

Masse complessive della clientela. Utile netto: €31 milioni.

Raccolta netta Private €1,4 mld

Flussi netti tra raccolta diretta, gestita e amministrata.

Wealth Management €36,7 mld

Masse gestite, in crescita di oltre il 12% annuo.

Prodotti ESG €16,7 mld

Masse in prodotti e servizi con caratteristiche ESG: +10,7%.

Credemvita €557 mln

Produzione netta, +5%. Utile: €27,9 milioni.

Rete Private 695

Professionisti, di cui 373 private banker e 322 consulenti finanziari. 22 nuovi ingressi nel semestre.

Fonte: Credem, risultati al 30 giugno 2026

Acquisizioni, Credem al lavoro

Il capitolo acquisizioni resta sul tavolo di Credem, il cui management sta valutando attivamente opportunità di “crescita per linee esterne”, potendo contare a fine giugno su oltre 1,8 miliardi di margine rispetto ai requisiti patrimoniali di vigilanza. Una parte di questo capitale potrebbe essere destinata a finanziare eventuali operazioni straordinarie, prima ancora che a rafforzare la remunerazione degli azionisti.

“Vogliamo mantenere una posizione di capitale che garantisca un equilibrio tra remunerazione degli azionisti e robusta dotazione patrimoniale, per realizzare i piani di crescita organica e conservarci la flessibilità necessaria a valutare opportunità di crescita per linee esterne”, ha chiarito Morellini.

“Il nostro interesse principale va alle banche commerciali nei territori in cui il network non è ancora sufficientemente sviluppato, perché attraverso le nostre fabbriche prodotto possiamo creare valore sull’intero ecosistema. Valutiamo anche singole società prodotto, purché siano funzionali alla strategia di crescita del Gruppo”.

La gerarchia delle preferenze vede dunque al primo posto nuove banche commerciali che, tenendo conto dell’attuale distribuzione territoriale delle filiali, potrebbero essere ricercate con particolare attenzione nel Centro Italia.

Domande frequenti su Credem cresce e conserva munizioni per l’M&A

Quali sono le principali fonti di crescita dei ricavi per Credem secondo l'articolo?

L'articolo indica che la crescita dei ricavi di Credem deriva principalmente dai servizi finanziari e dalla consulenza patrimoniale. Queste componenti sono identificate come il principale volano dei ricavi per i prossimi trimestri.

Credem sta pianificando acquisizioni nel breve termine?

Sì, Credem sta conservando munizioni per potenziali acquisizioni, come banche o società prodotto, qualora si presentassero opportunità di valore. Il capitale in eccesso è pronto per essere impiegato in tali operazioni.

Qual è la strategia di Credem riguardo alle componenti commissionali?

Le componenti commissionali sono considerate da Credem, e in particolare dal suo direttore generale Stefano Morellini, come il principale motore dei ricavi attuali e futuri. La banca punta a rafforzare questa area.

Quali tipi di opportunità di acquisizione sta valutando Credem?

Credem è interessata ad acquisire banche o società prodotto che abbiano le caratteristiche adatte a creare valore. L'obiettivo è sfruttare il capitale in eccesso per operazioni strategiche.

Quali sono i numeri finanziari chiave menzionati nell'articolo riguardo a Credem?

L'articolo fa riferimento ai principali numeri finanziari di Credem e ai dati relativi al Wealth e Private Banking. Questi dati supportano la discussione sulla crescita dei ricavi e sulla disponibilità di capitale per M&A.

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di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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