Un raro Botticelli ancora in mani private torna in vendita

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Sotheby’s ospiterà a New York l’asta di uno degli ultimi capolavori del maestro fiorentino. Appartenente alla fase più spirituale e cupa della sua vita, il quadro è rimasto nella stessa collezione privata negli ultimi 60 anni

Gennaio è il mese di Sandro Botticelli. Almeno per quanto riguarda le aste del pittore rinascimentale: risale infatti allo scorso anno la vendita record a un collezionista asiatico del suo Ritratto di giovane con coccarda, volato via per 92,2 milioni di dollari (cifra che lo ha consacrato fra le opere d’arte più costose di sempre e come il ritratto più costoso in assoluto fra quelli di un “old master”). E il 27 gennaio 2022 sarà venduto a New York da Sotheby’s il suo Uomo dei dolori (decennio del 1490, dal 1492 in poi), quadro emblematico della svolta religiosa che la vita del pittore ebbe nella sua ultima parte, influenzata dalle predicazioni del frate Gerolamo Savonarola (1452-1498), poi messo al rogo. La vicinanza temporale delle due vendite costituisce un indubbio colpo per Sotheby’s.
Il dipinto risulta essere uno dei pochissimi ancora in mani private: elemento che giustifica l’elevata base della stima di partenza, pari a 40 milioni di dollari. In particolare, si tratterebbe di una delle tre opere successive al 1492 ancora in mani private. L’opera raffigura in veste scarlatta il Cristo risorto eppure ancora grondante del dolore che lo ha condotto alla morte. Le ferite, la corona di spine, le gocce di sangue. Al posto dell’aureola, sono visibili 11 angeli che reggono i simboli e gli “attrezzi” della flagellazione e della crocifissione: corda, colonna, scala a pioli, lancia, frusta, chiodi, sindone, croce.

La certificazione della provenienza dell’opera arriva fino alla cantante d’opera Adelaide Kemble Sartoris (1814-1879), che col marito era una delle figure più influenti dell’epoca vittoriana non solo in Inghilterra, ma anche a Roma. Il quadro resta in quella famiglia fino al 1963, quando Lady Cunyngham, bisnipote della Kemble Sartoris lo vende, per 28.000 dollari. Da allora – e sono passati quasi 60 anni – il dipinto è rimasto sempre nella stessa collezione, sconosciuto al pubblico se non per la mostra monografica tenutasi a Francoforte nel 2009-2010.

Un dettaglio del Botticelli in vendita. Courtesy Sotheby’s

Non è certo possibile prevedere chi la spunterà nella serata newyorkese del 27 gennaio, ma anche questo Botticelli potrebbe volare in estremo oriente, tanto è vero che il consueto tour globale pre-asta dell’opera è partito da Hong Kong lo scorso ottobre.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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