TFR: cos’è e come si calcola

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Una persona in giacca e cravatta è seduta a una scrivania, porgendo un assegno alla telecamera. Un mouse, una penna e una tastiera sono visibili sulla scrivania in vetro, in un ambiente d'ufficio.

Come calcolare il Tfr, cosa rientra nel calcolo e come decidere se destinarlo o meno a un fondo pensione: la guida

Indice

Il Trattamento di fine rapporto (TFR) è una componente della retribuzione accantonata dal datore di lavoro a favore del dipendente. Questa somma, che andrà a crescere nel corso degli anni, verrà poi liquidata a favore del lavoratore al momento della cessazione del rapporto.

In questo senso, il TFR è una forma di retribuzione differita, calcolata per quote, il cui pagamento viene effettuato dal datore all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, e per qualsiasi motivo (licenziamento, dimissioni, o raggiungimento dell’età della pensione).

Costituisce, pertanto, una forma di retribuzione differita che, a certe condizioni, può essere utile anche come risorsa integrativa per la pensione.

Come si calcola il TFR

Per calcolare il TFR occorre sommare per ciascun anno di servizio una quota pari all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso, divisa per 13,5.

Quali elementi retributivi ricadono nel calcolo del TFR? Salvo diversa previsione dei contratti collettivi la retribuzione annua da considerare per il TFR comprende tutte le somme percepite in relazione alle mansioni svolte, compreso l’equivalente delle prestazioni in natura, corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro (a titolo non occasionale). Sono però escluse le somme percepite a titolo di rimborso spese.

Cosa rientra nel calcolo TFR

Nel calcolo del TFR in linea generale rientrano anche i cosiddetti emolumenti incentivanti. Si tratta quindi di premi di produzione; bonus di risultato; indennità di merito; partecipazione agli utili o altri incentivi. È necessario però che questi emolumenti siano erogati al dipendente con carattere di corrispettività e non su base meramente occasionale.

Auto aziendale e TFR

Si, ma solo se il beneficio risulta contrattualmente riconosciuto dal datore di lavoro al dipendente, e se questo beneficio sia inserito nel contratto.

Il valore dell’auto aziendale concessa al dipendente, anche a fini personali, deve effettivamente rientrare nella base di calcolo del TFR e dell’indennità di preavviso: il valore dell’uso e della disponibilità dell’auto, infatti, è suscettibile di essere considerata di natura retributiva e, pertanto, il controvalore in denaro deve essere computato nella base di calcolo dell’indennità di fine rapporto.

TFR o Fondo pensione: cosa conviene?

Il lavoratore dipendente del settore privato ha la possibilità di scegliere – manifestando in modo tacito o esplicito la propria volontà – se lasciare il Tfr (che sta maturando) in azienda (per poi riceverlo al momento della cessazione del rapporto) o se destinarlo alla previdenza complementare; dunque, versandolo ad un fondo pensione.

La scelta di destinare il TFR alla previdenza complementare incide sul rendimento finanziario potenzialmente ricavabile dalla somma accantonata e per questo, a certe condizioni, permette di godere di maggiori benefici e vantaggi, tanto dal punto di vista fiscale quanto dal punto di vista dei rendimenti.

In senso operativo il dipendente:

  • ha sei mesi di tempo, a partire dall’assunzione, per scegliere come destinare il TFR (fermo restando che avrà sempre la possibilità – in qualsiasi momento – per tornare sui suoi passi e decidere di cambiare opzione)
  • se opterà per destinare il TFR a un fondo pensione, otterrà la somma destinata al momento del pensionamento sotto forma di pensione integrativa
  • se sceglierà di lasciare il TFR in azienda, riceverà la liquidazione della somma al termine del rapporto di lavoro.

Tassazione del TFR

Se il TFR è lasciato in azienda questo sconterà una tassazione minima del 23%, solo a seguito della liquidazione dello stesso a favore del lavoratore alla chiusura del rapporto di lavoro.

Se il TFR è destinato ad un fondo pensione, questo verrà tassato al momento della sua erogazione, in forma di rendita pensionistica in funzione degli anni di iscrizione alla previdenza complementare integrativa

La tassazione può variare, e a certe condizioni la scelta di destinare il TFR a un fondo pensione può portare a diversi benefici:

  • le prestazioni finali erogate dal fondo pensione saranno tassate con un’aliquota del 15% che, via via, si ridurrà dello 0,30% per ogni anno di adesione al fondo, fino ad arrivare, oltre il quindicesimo anno di partecipazione, alla soglia minima del 9%
  • la somma destinata ad un fondo pensione si rivaluta in base ai risultati della gestione finanziaria in cui si è scelto di investire i propri versamenti.
  • la somma destinata ad un fondo pensione, inoltre, permette di diversificare i rischi in caso di fallimento del datore di lavoro. Il dipendente che ha destinato il Tfr a un fondo pensione, avendo allontanato la somma dall’azienda poi fallita, potrà accedere subito al montante accumulato.

TFR in caso di divorzio

Il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze e in quanto sia titolare di assegno, ha diritto ad una percentuale dell’indennità di fine rapporto percepita dall’altro coniuge all’atto della cessazione del rapporto di lavoro.

Tale percentuale è pari al quaranta per cento dell’indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.

Ai fini dell’erogazione della quota spettante all’ex coniuge occorre:

  • che sia intervenuta una sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio
  • che l’ex coniuge che richiede il TFR sia titolare dell’assegno divorzile
  • che il coniuge divorziato richiedente il TFR non sia passato a nuove nozze.

Dove si trova il TFR in busta paga

Il TFR si individua nella parte bassa della busta paga, alla voce TFR maturato. Le somme riportate saranno considerate al lordo.

Ma non è tutto. La busta riporta, tra le altre, le seguenti informazioni relative al TFR:

  • imponibile TFR
  • TFR maturato nel mese a cui si riferisce il cedolino
  • quota TFR maturata nell’anno.

Domande frequenti su TFR: cos’è e come si calcola

Come viene calcolato il TFR annualmente?

Il TFR viene calcolato accantonando una quota della retribuzione annua del dipendente. Questa quota è una frazione della retribuzione utile, che cresce nel corso degli anni di servizio.

Quando viene effettivamente pagato il TFR al lavoratore?

Il TFR viene liquidato al lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dal motivo della cessazione (licenziamento, dimissioni, ecc.). Si tratta di una forma di retribuzione differita.

Quali elementi della retribuzione rientrano nel calcolo del TFR?

L'articolo menziona che il TFR è calcolato su una 'retribuzione utile', ma non specifica quali elementi retributivi la compongano. Per dettagli specifici, è necessario consultare la normativa di riferimento o un consulente del lavoro.

L'articolo fornisce indicazioni sulla tassazione del TFR?

Sì, l'articolo include un'intestazione specifica sulla 'Tassazione del TFR', suggerendo che fornisce informazioni su come viene tassato il TFR al momento della liquidazione.

Cosa si intende per TFR come 'forma di retribuzione differita'?

Significa che una parte della retribuzione del dipendente viene accantonata e pagata in un momento successivo, ovvero alla cessazione del rapporto di lavoro, invece di essere erogata contestualmente alla prestazione lavorativa.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Nicola Dimitri

Collaboratore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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