Rottamazione Quinquies 2026: la proroga nella Legge di Bilancio
La Legge di Bilancio 2026, approvata il 17 ottobre 2025, ha confermato la proroga del regime della definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione, consolidando così la continuità degli strumenti di alleggerimento fiscale previsti dalle precedenti manovre. Con la previsione dell’articolo 23, la cosiddetta “rottamazione quinquies” viene riproposta dal Ministro Giorgetti, con alcune modifiche, per consentire ai contribuenti di regolarizzare i debiti tributari e previdenziali, senza pagare sanzioni ed interessi di mora.
Cosa cambia rispetto alla precedente rottamazione
Rispetto alla precedente formulazione, sembra essere stato attribuito un peso maggiore alla condotta del debitore al momento dell’accesso alla procedura.
La definizione agevolata voluta dall’attuale Governo non consente, infatti, ai debitori ai quali è stato notificato un avviso di accertamento di aderire al regime in esame.
Per i debitori “recidivi”, invece, cioè i contribuenti che sono stati iscritti a ruolo più volte e che hanno aderito ad altre offerte di pagamento agevolato senza rispettare gli accordi, non è stata prevista alcuna preclusione.
Vantaggi e criticità della nuova definizione agevolata
Se da un lato anche la rottamazione quinquies comporta degli indiscussi vantaggi, primo tra tutti la possibilità (almeno teorica) di consentire ai contribuenti inadempienti a causa di difficoltà economiche di regolarizzare la propria posizione, dall’altro a giovarne è in primis il debitore che continua a differire i pagamenti a danno dei cittadini in regola con i propri obblighi fiscali.
L’impatto per lo Stato e i conti pubblici
A perderci però è soprattutto lo Stato che, nel tentativo di facilitare il recupero dei crediti, otterrà in ogni caso una riduzione di ciò che avrebbe introitato attraverso le procedure ordinarie. Come indicato nella relazione tecnica allegata al Ddl di Bilancio 2026, infatti, la stima degli indici di adesione alla nuova misura agevolativa ha considerato un incremento del tasso di adesione (derivante dalla possibilità per il contribuente di corrispondere le somme dovute in un lasso temporale più ampio) rispetto a quanto previsto per la rottamazione quater.
Previsioni di incasso e adesioni alla Rottamazione Quinquies
Secondo la relazione, l’incasso atteso è infatti pari a 9 miliardi con un tasso di adesione al regime del solo 3,33%: una “moral suasion” da parte del Governo potrebbe incrementare questa misera percentuale, ad esempio promettendo un’allocazione socialmente utile del “surplus” (nuovi asili, salario minimo, non mancano gli esempi).

