Rottamazione quinques in arrivo: le principali novità

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Un uomo in camicia e cravatta siede a una scrivania disordinata, tenendo in mano un telefono ed esaminando una lunga ricevuta, forse rivedendo documenti fiscali come "In arrivo una nuova rottamazione (quinques) per definire i debiti con il fisco.

In arrivo una nuova rottamazione (quinques) per definire i debiti con il fisco: un focus sulle principità novità per il 2026.

Indice

La Legge di Bilancio 2026, di cui è stato approvato il disegno di legge lo scorso 17 ottobre in Consiglio dei ministri, porta con se numerose novità.

Oltre a nuovi incentivi fiscali per le imprese, oltre alla riduzione dell’aliquota Irpef al 33% per le soglie reddituali comprese tra 28 mila e 60 mila euro e una flat tax al 15%, è prevista, secondo le prime bozze, anche la possibilità di accedere ad una nuova rottamazione, con estensione del piano di rateizzazione fino a 9 anni.

Per quanto le notizie legate alla rottamazione quinques siano ancora relative alle bozze del disegno di legge di bilancio 2026 e potrebbero subire modifiche fino all’approvazione definitiva della norma, è possibile tuttavia ricavare alcune informazioni principali.

Quali cartelle potranno essere rottamate?

La Rottamazione quinquies, secondo le bozze, opererà sui carichi affidati all’agente della riscossione relativi alle cartelle che vanno dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 (orizzonte temporale in corso di definizione).

Secondo le ipotesi più accreditate la rottamazione quinques si riferità ai mancati versamenti delle imposte o dei contributi previdenziali, dei tributi locali e delle sanzioni amministrative.

Chi potrà aderire alla nuova rottamazione?


I contribuenti che potranno accedere alla nuova definizione agevolata con il fisco sono solo quelli che hanno correttamente presentato la dichiarazione ma ne hanno omesso il pagamento.

Di conseguenza, saranno esclusi dalla rottamazione coloro che:
• non hanno mai presentato la dichiarazione
• hanno debiti da accertamenti
• sono decaduti da precedenti dilazioni.

Come si potrà effettuare il pagamento delle cartelle rottamate?

Come già in precedenza è accaduto, la rottamazione prevede la possibilità per il contribuente che ne fa richiesta di fruire della rateizzazione.

In questo specifico caso la rateizzazione potrebbe essere estesa (verosimilmente) fino a 54 tranches di pari importo su rata bimestrale.

La prima rata dovrà essere saldata a partire da luglio 2026, mentre l’ultima nel maggio 2035.
Al pagamento rateale, secondo le prime indicazioni, si applicheranno gli interessi del 4% annuo
.
Dobrebbe comunque essere prevista la possibilità di pagare l’intero importo in un’unica soluzione: in questo caso entro il 31 luglio 2026.

I debiti possono essere estinti senza corrispondere le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di interessi e di sanzioni, gli interessi di mora, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive. Sarà dunque sufficiente versare le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notificazione della cartella di pagamento

Cosa accade se non si saldano correttamente le rate?

Come per le altre rottamazioni, il contribuente che non adempie correttamente ed entro i termini previsti per ciascuna scadenza al pagamento delle rate decade dal beneficio della definizione agevolata.
In particolare si dovrebbe decadere dall’opportunità della rottamazione a seguito del mancato pagamento di due rate, anche se non consecutive.

Inoltre, una volta decaduto, il contribuente si troverà a pagare in un’unica soluzione il debito residuo senza possibilità di chiederne l’ulteriore rateizzazione.

La rottamazione quinques è compatibile con la quater?

Occorre premettere che la rottamazione quater fa riferimento ai carichi fino al 30 giugno 2022.
Il contribuente non può chiedere la definizione agevolata con la quinques dei debiti già oggetto di rottamazione con la quater. Né potrà chiedere la sospensione del pagamento della quater per adempiere al pagamento delle cartelle rottamate dalla quinques. In questo senso, le due rottamazioni non sono incompatibili per debiti diversi, ma sono inconciliabili se riferite allo stesso debito.

La definizione agevolata degli enti locali o delle Regioni

Tra le varie novità legate alla rottamazione quinques del 2026 rientra la possibilità per le Regioni e gli enti locali di introdurre in forma autonoma forme di definizione agevolata per il contribuente che ha delle pendenze per tributi di loro spettanza. In particolare le Regioni o gli enti locali potranno prevedere l’esclusione o la riduzione degli interessi o anche delle sanzioni.

Come si può effettuare il pagamento e su cosa si applica la rottamazione?

Il pagamento delle somme dovute per la definizione può essere effettuato:
• mediante domiciliazione sul conto corrente eventualmente indicato dal debitore con le modalità determinate dall’agente della riscossione nella comunicazione
• mediante moduli di pagamento precompilati, che l’agente della riscossione è tenuto ad allegare alla comunicazione
• presso gli sportelli dell’agente della riscossione.

La rottamazione riguarda:
• le imposte erariali,
• i contributi previdenziali e assistenziali,
• i tributi locali
• le sanzioni amministrative (multe stradali e altre sanzioni non tributarie).

Domande frequenti su Rottamazione quinques in arrivo: le principali novità

Quali sono le principali novità fiscali previste nella Legge di Bilancio 2026?

La Legge di Bilancio 2026, secondo le prime bozze, include nuovi incentivi fiscali per le imprese, la riduzione dell'aliquota Irpef al 33% per redditi tra 28.000 e 60.000 euro, una flat tax al 15% e la possibilità di accedere a una nuova rottamazione.

In cosa consiste la nuova rottamazione prevista dalla Legge di Bilancio 2026?

La nuova rottamazione, inclusa nelle prime bozze della Legge di Bilancio 2026, offre la possibilità di rateizzare i pagamenti fino a 9 anni, estendendo il piano di dilazione.

Quando è stato approvato il disegno di legge relativo alla Legge di Bilancio 2026?

Il disegno di legge relativo alla Legge di Bilancio 2026 è stato approvato in Consiglio dei ministri il 17 ottobre.

Quali categorie di contribuenti potranno beneficiare della riduzione dell'aliquota Irpef?

La riduzione dell'aliquota Irpef al 33% si applicherà ai contribuenti con redditi compresi tra 28.000 e 60.000 euro, secondo le prime bozze della Legge di Bilancio 2026.

Oltre all'Irpef, quali altre misure fiscali sono state considerate nella Legge di Bilancio 2026?

Oltre alla riduzione dell'Irpef, la Legge di Bilancio 2026, nelle sue prime bozze, prevede l'introduzione di una flat tax al 15% e nuovi incentivi fiscali per le imprese.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Nicola Dimitri

Collaboratore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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