Risparmio e investimenti in Italia: la finanza si fa social

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Un uomo in giacca e cravatta è seduto a una scrivania con un computer portatile, sorride e tiene in mano uno smartphone su cui sono visualizzati grafici e tabelle. Sullo sfondo si vedono librerie e articoli da ufficio.

Cresce in Italia la propensione a risparmiare una frazione dei propri guadagni, per realizzare obiettivi e far fronte a piccoli imprevisti. Gravano però sulle prospettive di risparmio degli italiani incertezza geoeconomica e inflazione. E le reti sociali diventano la fonte di informazione prediletta. Lo certifica l’“Osservatorio Edufin Pictet AM 2024: Educare al futuro”

Indice

Finanza personale e risparmio in Italia: cresce l’interesse

Cresce in Italia l’interesse per la finanza. Se nel 2021 era il 76% di investitori e risparmiatori a dichiararsi interessato alle tematiche finanziarie, nel 2024 la quota aumenta all’88%. In particolare, è aumentata la predisposizione strutturale a informarsi. Si vuole restare aggiornati non solo durante gli eventi eccezionali (33% del campione nel 2024) ma anche settimanalmente o quotidianamente (38%). Il motivo è che è si è alzata la percentuale di quanti non ritengono sufficientemente adeguate le proprie conoscenze in materia finanziaria (+11% dal 2021 a oggi). Sono le principali evidenze de l’Osservatorio Edufin Pictet AM 2024: Educare al futuro. La ricerca è stata realizzata da Pictet AM sotto la direzione di Nicola Ronchetti, fondatore e ceo di Finer Finance Explorer, Istituto di ricerca specializzato in ambito finanziario.

Proprio l’aumentato interesse nei confronti della finanza personale e del risparmio in Italia ha accresciuto la percezione di mancanza di contenuti o di referenti ritenuti affidabili (+17%) negli ultimi tre anni.

Instagram e Social network sempre più centrali

L’informazione – volenti o nolenti – viaggia sempre più sui social. Anche per quella finanziaria: la percentuale di chi si informa sulle reti sociali anche per la finanza è passata dal 27% del 2021 al 36% nel 2024. Instagram, Whatsapp e Facebook sono i più utilizzati, ma si fanno largo anche LinkedIn, Spotify, TikTok. Anche gli eventi digitali si stanno facendo largo: li preferisce il 24% degli intervistati. Prosegue invece il costante declino di stampa e tv (dal 32% del 2021 al 18% del 2024). Il trend si riscontra a prescindere dalla generazione di appartenenza e dalla consistenza del proprio patrimonio. Alcune differenze generazionali permangono rispetto al social preferito: Boomer (1940-1964) e GenX (1965-1980) prediligono Whatsapp e Facebook, mentre per GenY (1981-1996) e GenZ (1997-2010) preferiscono Instagram (oltre il 35% delle preferenze).

La crescita della fiducia verso i social network ha compiuto un vero e proprio balzo: si è passati dal 2% del 2021 al 27% del 2024. Amici e conoscenti mantengono però salda la prima posizione (49%) come referenti di fiducia per risparmio e investimenti. Scuola e istituzioni raccolgono la maggior parte delle preferenze. Un dato, quest’ultimo, che trova riscontro nell’inserimento dell’educazione finanziaria nelle scuole, apprezzata dal 58% del pubblico. 

Educazione finanziaria: strumento per guardare al futuro e realizzare i propri progetti di vita

Perché risparmiare? Per realizzare i propri progetti di vita (41%). Per questo, il 25% desidera imparare a risparmiare; il 23% fa un passo successivo, volendo sapere come investire correttamente il proprio risparmio. Tuttavia, il 46% del campione ha dichiarato di non riuscire a risparmiare a causa dell’attuale connubio tra inflazione, rialzi dei tassi, crisi energetica e incertezza economica. Fra chi riesce a risparmiare poi, solamente il 12% riesce a farlo per una quota superiore al 10% dello stipendio percepito.

Risparmio e investimenti in Italia, le difficoltà percepite 

Il 70% della popolazione italiana soffrirebbe di ansia finanziaria, suscitata dalla difficoltà di accantonare risparmi per raggiungere una serenità economica. L’ansia si deve soprattutto al caro vita, all’incremento degli interessi su mutuo o debiti, alla paura di non essere in grado di sostenere eventuali spese straordinarie, ai timori per la pensione. In generale, quanto più è scarsa la conoscenza della materia, tanto inferiori sono i rischi economico-finanziari percepiti. Per quanto riguarda la previdenza complementare, il 78% del campione dichiara di non pensarci minimamente, sebbene si comunichi moltissimo sull’importanza di una pensione integrativa, in particolar modo per le giovani generazioni che, dal canto loro, non sembrano preoccuparsene. Il 55% di GenY e GenZ afferma di non averci ancora pensato.

Verso il futuro: imparare a pianificare per obiettivi

Nel 2024 il mercato azionario ha ripreso a performare bene, ma a causa delle incertezze la visione di breve termine ha prevalso, con una scarsa diversificazione del rischio. Sono i bond governativi italiani a pesare di più nel portafoglio (47%). Seguono gli investimenti immobiliari (22%), con solo il 9% di azioni (nel 2023 erano l’11%).

. Analogamente, i giovani si mostrano meno interessati e consapevoli di strumenti come i piani di accumulo (PAC).

Per quanto riguarda la digitalizzazione della finanza, ad oggi, oltre il 40% di Boomer e GenX si avvale del banking online, mentre tra i più giovani questo strumento è affiancato e, nel caso della GenZ, superato dal trading on line e dall’acquisto di crypto valute. In questo caso, sono le generazioni più giovani e con un livello di conoscenza finanziaria più limitato a investire spesso in strumenti ad altissimo rischio in modo del tutto inconsapevole. 

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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