Millennial e vino, relazione complicata

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Un gruppo di persone che brindano con bicchieri di vino rosso in un gesto celebrativo. Una donna è visibile mentre sorride sullo sfondo, mentre le mani di altri tengono i bicchieri in primo piano. L'ambiente sembra essere informale e ben illuminato.

Dalla scelta di vini eco-sostenibili all’attenzione per il packaging passando per la disintemediazione dell’approccio e all’influenza di internet e dei social. Ecco come le nuove generazioni vivono il loro rapporto con il vino, tra influenze digitali e voglia di autenticità

Indice

Negli ultimi quarant’anni, il mondo del vino ha vissuto trasformazioni radicali. Una delle più interessanti riguarda il rapporto tra il vino e i Millennials, la generazione dei giovani dai 20 ai 40 anni. Se a prima vista sembra che i giovani siano più attratti da birre e superalcolici – bevande dall’approccio immediato e senza particolari complessità – la realtà è più sfumata e merita di essere esplorata.

Una nuova attrattiva culturale

Nonostante la preferenza per alternative più semplici, il vino conserva un fascino unico, legato a valori culturali e gastronomici che continuano a sedurre i Millennials. Esperienza di degustazione, abbinamenti gastronomici e la scoperta delle varietà autoctone sono tutti aspetti che esercitano un forte richiamo su questa generazione, particolarmente sensibile all’autenticità e alle esperienze arricchenti.

Il peso di Internet e dei social

I Millennials si affidano molto ai social media e a internet per acquisire informazioni sul vino. Tuttavia, l’informazione online spesso presenta limiti qualitativi, offrendo una conoscenza superficiale e talvolta poco accurata. Inoltre, anche l’acquisto si è spostato online, eliminando quel rapporto diretto che un tempo esisteva tra cliente ed enotecario o tra consumatore e produttore. Questo cambiamento favorisce una scelta standardizzata, incentrata su vitigni internazionali e gusti stereotipati, penalizzando la diversità dei vini locali e l’eccellenza dei vitigni autoctoni.    

La ricerca di nuovi Trend

Nonostante la standardizzazione, alcune novità incontrano l’interesse dei giovani consumatori. È il caso del vitigno Timorasso, recentemente riscoperto e accolto con entusiasmo dai Millennials, o dello Champagne “Ice Imperial” di Moët & Chandon, appositamente creato per essere consumato con ghiaccio, segno di un approccio più ludico e sperimentale al vino. L’estetica gioca un ruolo fondamentale: dal design della bottiglia e dell’etichetta al colore del vino, i dettagli visivi influenzano notevolmente le scelte dei giovani, con i vini rosati in particolare che rispondono perfettamente a questi criteri.

L’attenzione alla sostenibilità, anche in bottiglia

La sensibilità verso l’ambiente è un altro elemento distintivo del rapporto tra Millennials e vino, che ne impatta le dinamiche di ricerca e scelta. I giovani ricercano sempre più spesso prodotti eco-sostenibili, biologici o biodinamici, anche se molti non sono a conoscenza del fatto che molti grandi vini già rispettano queste pratiche da anni, senza necessariamente dichiararlo in etichetta.

…ma meno alla cultura intrinseca del vino

Forse l’elemento che manca maggiormente nel rapporto dei Millennials con il vino è la consapevolezza che esso non è solo un piacere o una moda, ma una “materia viva” intrisa di storia e cultura. In paesi come Francia e Italia, il vino è simbolo di tradizioni millenarie e, in passato, persino di sacralità. La leggera ebbrezza del “nettare di Dioniso” ha accompagnato l’umanità per secoli, e il rischio è che questi valori possano perdersi se le nuove generazioni non compiono lo sforzo di conoscere in prima persona le cantine e i produttori che mantengono viva questa eredità.

Uno sguardo al futuro

Il futuro del vino è nelle mani delle nuove generazioni, e sarà interessante vedere se i Millennials sceglieranno di esplorare questo mondo in modo più approfondito, visitando le cantine europee e riscoprendo l’autenticità dei nostri grandi vini. Solo attraverso un contatto diretto con i luoghi di produzione si può realmente comprendere il valore e il fascino senza tempo del vino.

di Christian Roger

Christian Roger è precursore nel settore dell’investimento in vino, sia in bottiglie che in vigneti, avendo creato degli appositi veicoli finanziari ante litteram. Oggi, in qualità di esperto in vino riconosciuto a livello internazionale, interviene in consulenze per costituire cantine di vini pregiatissimi e per l’acquisto o vendita di aziende vitivinicole. Organizza eventi esclusivi di degustazione, con i migliori vini del mondo o con rarissime bottiglie del XIX secolo. Già in passato membro permanente del prestigioso organismo di degustazione internazionale, le Grand Jury Européen, è diventato nel 2022 “Maestro assaggiatore” dell’Onav. È membro in Europa del “Club des leaders”.

Oltre che un piacere, il vino rappresenta anche un importante strumento di investimento e di diversificazione. Scopri come coglierne le opportunità

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