Giugno amaro per le reti in Borsa: tonfo del 10% delle azioni Azimut

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Ha giugno il vento freddo proveniente dalle elezioni anticipate in Francia ha colpito anche le banche reti italiane, in calo generale

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Di Alessandro Bergonzi, Financial Markets content specialist Investing.com Italia

Dopo un maggio generalmente positivo, sui mercati è aumentata la volatilità a giugno, con i ribassi che hanno coinvolto anche le reti di cf quotate in Borsa.

Banca Mediolanum è riuscita a tamponare le perdite cedendo il 2,27% in 30 giorni, così come Banca Generali che è calata del 2,75%, mentre Fineco (-6,23%) e soprattutto Azimut (-9,90%) hanno patito particolarmente il cambio di stagione.

Fonte: Investing.com – dati basati sul valore registrato alla chiusura di Borsa Italiana il 28 giugno 2024

Banca Mediolanum

Giugno non si è rivelato un mese particolarmente brillante in Borsa per l’istituto fondato da Ennio Doris. Tuttavia, la società si è comportata meglio dei competitor e la correzione rappresenta solo una parentesi in un primo semestre 2024 in cui il titolo ha guadagnato oltre il 20% sul Ftse Mib.

Andando ad analizzare in maniera più approfondita le azioni, il Fair Value di InvestingPro ci dice che sono valutate equamente, con un ribasso dello 0,9% sui 10,31 euro dell’ultima seduta del mese appena concluso.

12 analisti che coprono il titolo, invece, sono convinti che ci siano ancora margini di rialzo nel prossimo anno e fissano il Target Price a 12,15 euro per azione, il 17,8% in più rispetto al prezzo di fine giugno.

Banca Generali

Dopo un maggio con il vento in poppa, in cui il titolo è salito di oltre il 4%, a giugno anche Banca Generali ha dovuto arrendersi alle vendite.

In ogni caso, il saldo da inizio anno è positivo per l’istituto guidato dall’ad Gian Maria Mossa. Sia per raccolta netta, arrivata a 2,94 miliardi tra gennaio e maggio, in crescita del 7% anno su anno, che in Borsa (+11,35% negli ultimi 6 mesi). E in futuro il titolo può correre ancora, dato che gli analisti fissano il target price a un passo dalla soglia dei 40 euro per azione, il 6,7% in più rispetto ai 37,46 euro registrati nell’ultima seduta di giugno.

FinecoBank

Gli esperti di mercato puntano anche sul rialzo di Fineco, convinti che il -6,23% di giugno sia solo passeggero e il titolo possa raggiungere un prezzo di 15,50 euro per azione nei prossimi mesi, l’11,4% in più rispetto a fine giugno. L’ultimo ad alzare le stime sulla rete di cf è stato Berenberg, che ha indicato il titolo con un rating Buy, portando il target price da 16,5 a 17 euro per azione.

Tuttavia, in base al Fair Value, calcolato su 5 modelli d’investimento adattati alle caratteristiche della società, Fineco risulta sopravvalutato, con un ribasso del 20,4% rispetto ai 13,92 euro per azione dell’ultima di giugno.

Azimut

La peggiore performance tra le reti in Borsa il mese passato è stata quella di Azimut. Le azioni del gruppo presieduto da Pietro Giuliani hanno perso quasi un decimo del proprio valore nel giro di 30 giorni, cadendo poco sopra i 22 euro per azione, in calo del 5,50% da inizio anno.

Contemporaneamente, però, la società ha festeggiato una raccolta da record che tra gennaio e maggio è arrivata a 9 miliardi di euro, superando così l’obiettivo di 7 miliardi per l’intero 2024 in soli 5 mesi.

E proprio da qui Azimut può partire per far crescere il proprio valore in Borsa. Il Fair Value calcolato da InvestingPro sulla base di 5 modelli d’investimento riconosciuti e adattati ad Azimut, ci mostra come le azioni della società siano sottovalutate rispetto ai 22,02 euro della chiusura di giugno, con un potenziale rialzo del 39,2%.

E anche i 10 analisti intervistati da InvestingPro, credono in un rialzo del titolo nei prossimi 12 mesi, fissando il target price a 28,12 euro per azione.

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