Private market, la liquidità batte l’IRR: continuation fund in ascesa

3 MIN

Con le exit sempre più lente, nei mercati privati conta meno il rendimento teorico e più la capacità di restituire capitale. I continuation fund diventano così uno strumento chiave per fare liquidità: nel private credit i deal sono saliti da 4 a 15 miliardi di dollari tra il 2024 e il 2025, secondo Jefferies, mentre il DPI supera l’IRR come metrica di riferimento per gli investitori

Indice

Con la Borsa che perde rilevanza fra i canali di realizzo per gli investimenti nei mercati privati, cresce l’ecosistema “secondario” che consente ai sottoscrittori di ottenere liquidità. In ambito di private credit, il volume di prestiti passati di mano in continuation deal è passato da 4 a 15 miliardi di dollari fra il 2024 e il 2025, ha calcolato Jefferies. L’ambito di applicazione resta quello del mercato privato, da fondo a fondo, sintomo di un mercato che ha cambiato pelle da quando le exit si sono fatte più difficili, in particolare nel passaggio da mercato privato a mercato pubblico. “La quantità di capitale raccolta nel private credit, unita al rallentamento delle exit per i gestori di private equity, ha spinto gli investitori nei fondi e i credit manager a cercare liquidità”, ha dichiarato al Financial Times Todd Miller, co-responsabile globale dell’attività di advisory sui secondari di Jefferies.

DPI batte IRR: la nuova ossessione degli investitori

Il tema dei continuation fund è che consentono di ottenere liquidità in tempi compatibili con le attese degli investitori, anche se questo può sacrificare una parte del rendimento teorico. Non a caso, la parola chiave del 2025 è diventata DPI (Distributions to Paid-In Capital), secondo il Global Private Capital Barometer di Coller Capital. In pratica, il DPI misura il rapporto tra quanto capitale un fondo ha già restituito agli investitori e quanto capitale questi hanno effettivamente versato. Se supera quota 1, significa che gli investitori hanno già incassato più di quanto conferito. Questo indicatore sta progressivamente superando in rilevanza l’IRR, che esprime la crescita teorica dell’investimento nel tempo ma non tiene conto della sua effettiva liquidabilità, oggi tornata centrale.

Continuation fund al quadrato: l’evoluzione del secondario

Il legame tra DPI e continuation fund emerge con chiarezza dai risultati del sondaggio Coller. L’81% dei limited partner utilizza questi veicoli come via di uscita per ottenere liquidità, mentre una minoranza sceglie di restare investita nel nuovo fondo in cerca di ulteriori rendimenti. Non solo: il 62% degli intervistati si aspetta di vedere in futuro “continuation fund al quadrato”, ossia asset che, dopo essere transitati in un primo veicolo di questo tipo, vengono ceduti a un ulteriore continuation fund. Si delinea così una sorta di mercato parallelo, con criteri di valutazione propri e sempre più sganciati dalle metriche della Borsa.

Private credit: più capitale, più selezione

Il private credit continua a risultare interessante per la maggioranza degli LP e, considerando l’insieme dei mercati privati, è il segmento in cui gli investitori prevedono di aumentare maggiormente le allocazioni nei prossimi 12 mesi, con il 42% degli intervistati. Questo non elimina, però, i rischi. Quasi due terzi degli investitori istituzionali si aspettano che la dispersione dei rendimenti tra i gestori aumenti nei prossimi uno-due anni, un segnale che rende la selezione dei manager sempre più cruciale. Il timore è che, accanto agli asset di qualità, possano emergere anche criticità nei bilanci delle società finanziate fuori dai mercati obbligazionari tradizionali, come dimostrato da alcuni default recenti. Non a caso, una parte degli LP guarda ai secondari del private credit soprattutto in chiave opportunistica, per acquistare asset a sconto o già maturi, piuttosto che come soluzione universale.

Domande frequenti su Private market, la liquidità batte l’IRR: continuation fund in ascesa

Qual è la tendenza principale che sta guidando la crescita dell'ecosistema 'secondario' nei mercati privati?

La Borsa sta perdendo rilevanza come canale di realizzo per gli investimenti nei mercati privati. Questo spinge i sottoscrittori a cercare liquidità attraverso meccanismi alternativi, come appunto l'ecosistema secondario.

Quali sono le aspettative di crescita per i continuation deal nel settore del private credit?

Secondo le stime di Jefferies, il volume di prestiti scambiati in continuation deal nel private credit è previsto in forte crescita. Si stima un passaggio da 4 miliardi di dollari nel 2024 a 15 miliardi di dollari nel 2025.

Cosa indica l'aumento dei continuation deal nel private credit riguardo al mercato?

L'incremento dei continuation deal, che avvengono da fondo a fondo all'interno del mercato privato, è sintomo di un mercato che sta subendo una trasformazione significativa. Questo indica un cambiamento nelle dinamiche di investimento e disinvestimento.

Quale metrica sta diventando più importante per gli investitori rispetto all'IRR (Internal Rate of Return)?

La metrica del DPI (Distributions to Paid-In Capital) sta guadagnando rilevanza e viene definita come la 'nuova ossessione' degli investitori. Questo suggerisce una preferenza crescente per la liquidità effettivamente distribuita rispetto ai rendimenti teorici.

Come si sta evolvendo il mercato del secondario secondo l'articolo?

Il mercato del secondario sta evolvendo e viene descritto come 'al quadrato', indicando una sua crescente sofisticazione e importanza. Questo si manifesta anche nell'aumento dei volumi e nell'adozione di nuovi strumenti come i continuation fund.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.