Novembre, rosso di vino: Merano Wine Festival al top, Piwi protagonisti

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
11.11.2021
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"Le ali della bellezza", trentennale del Merano Wine Festival, è stato un successo con più di 5 mila enoappasionati che hanno visitato la kermesse. Tra gli altri, protagonisti sono stati i piwi, "i vini e vitigni del futuro"
Alla fine è stato un successo. Il Merano Wine Festival, festival del vino ideato da Helmuth Kocher e giunto alla sua trentesima edizione, dopo un anno di “ferie forzate” causa covid, tra il 5 e il 9 novembre è andato in scena, non deludendo le aspettative degli appassionati che da tutta Italia sono accorsi alla fiera. Tra gli altri, protagonisti della cinque giorni in particolare sono stati i Piwi, una nuova varietà di vitigni particolarmente resistenti ai funghi e vocati alla sostenibilità.  
Il Festival di quest'anno ha avuto come tema e slogan 'Le ali della bellezza', con l'intento - come ha sottolineato lo stesso Helmuth Kocher, presidente e fondatore del Merano WineFestival - di “celebrare la bellezza che sovrana nel panorama enogastronomico”. Più di 600 produttori tra case vinicole, spirits e culinaria hanno avuto l'opportunità di mettere in mostra i loro prodotti. 5 mila le persone che hanno visitato la feria, che si è snodata tra il Kurhaus per The Official Selection e altre location quali la Gourmet Arena, l'area Spirits Emotion, l'Hotel Terme Merano, il Teatro Puccini per i Side Events e gli spazi esterni del “fuorisalone” Merano WineCitylife con aree tasting e master experience lungo Corso Libertà. Per gli organizzatori si tratta di un successo, testimoniato anche dal numero altissimo di interazioni sulle piattaforme social.  In particolare sulle pagine Instagram e Facebook di Merano WineFestival ci sono state durante i cinque giorni oltre 100 mila interazioni con i post. L'evento si è svolto anche sulla piattaforma WineHunter HUB con circa 3.500 visite, ed è stato così possibile seguire online l'evento e incontrare virtualmente i produttori. Il sito www.meranowinefestival.com ha avuto oltre 50 mila visualizzazioni. Insomma la kermesse meranese si è trasformata in un evento seguitissimo anche online e da ogni parte del mondo.

“Sono 30 anni di storia, nato nel piccolo con 40 produttori nel 2019 poi ha raggiunto il picco di 1000 produttori. Il Kurhaus a Merano è il posto ideale di questo evento, un palazzo esclusivo ed elegante. Un'edizione sofferta perché con la pandemia in corso le restrizioni sono tante, sia per lo spazio che sulle entrate. Ma ho trovato una chiave cercando di equilibrare produttori, creando diverse sessions, e anche per il pubblico, 5mq per ogni visitatore. E ci sono riuscito: tutti i 5 giorni abbiamo avuto sold out, e sono fiero di questo obiettivo raggiunto”, ha affermato Helmuth Kocher, in un'intervista per TeleAmbiente.
Degna di nota è stata infine la presentazione della prima rete di imprese italiana dedicata ai piwi, vitigni sempre più conosciuti, coltivati e vinificati, che si distinguono dagli altri per essere estremamente resistenti alle malattie fungine. La rete a loro dedicata si chiamerà “Resistenti Nicola Biasi” e coinvolgerà sei cantine tutte provenienti da territori diversi: Albafiorita, Ca' Apollonio, Colle Regina, Della Casa, Poggio Pagnan e Vin de La Neu dello stesso Nicola Biasi.

“La sostenibilità è un concetto che richiede azioni concrete. I vitigni Piwi, resistenti alle malattie fungine, rappresentano la migliore e in alcuni casi l'unica strada - afferma Nicola Biasi - per una reale viticoltura che si prende cura dell'ambiente e lo rispetta. Non a caso si parla di “vini e vitigni del futuro”. Abbiamo il dovere morale di pensare alle generazioni che verranno, lasciando loro un ecosistema che sia salubre e trasmettendo il sapere vitivinicolo che mira all'eccellenza e rende il Belpaese famoso in tutto il mondo. Credo che tutto ciò sia possibile con la viticoltura resistente”.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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