Lucien Freud e David Hockney, la fascinazione a colori di un'amicizia

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 Tra la primavera e l'estate del 2002, due titani dell'arte britannica Lucian Freud e David Hockney, si incontrano per più di 100 ore di sedute: il risultato è un magistrale ritratto su tela
Tra la primavera e l'estate del 2002, due titani dell'arte britannica Lucian Freud e David Hockney, si incontrano per più di 100 ore di sedute: il risultato è un magistrale ritratto su tela.

David Hockney di Lucian Freud, cm 40.6 by 31.1, lotto 10, rappresenta il momento saliente della vendita Sotheby's British Art Evening Sale: Modern/Contemporary di Londra del 29 giugno 2021, con una stima in catalogo di £ 8.000.000-12.000.000.

Lucien Freud e David Hockney, la fascinazione a colori di un'amicizia
Sotheby's London, 29 June 2021, British Art Evening Sale: Modern/Contemporary
Lucian Freud, David Hockney, oil on canvas, 2002
Estimate £8,000,000-12,000,000

 
Lucian Freud and David Hockney photographed by David Dawson in 2002 Image/Artwork: © David Dawson / Bridgeman Images

Dipinto all'apice della carriera, il ritratto di David Hockney è realizzato nei mesi precedenti la grande retrospettiva di Freud alla Tate Britain


È difficile pensare a due grandi artisti britannici acclamati sia dalla critica e confermati dal mercato come Lucian Freud e David Hockney. In questo magnifico ritratto siamo testimoni, non solo del rapporto di amicizia intercorso negli anni tra questi due eminenti maestri, ma anche di un tour de force della ritrattistica. Più semplicemente, il ritratto di David Hockney realizzato da Freud è un capolavoro, una sublime testimonianza dei livelli critici di Freud e della sua capacità di catturare l'umore e l'essenza interiore dei suoi modelli”, commenta Tom Eddison, specialista di Sotheby's Londra per l'Arte Contemporanea.


I due artisti si incontrano per la prima volta nel 1962 grazie alla comune amicizia con i Guinness. Quando, nel 2002, Freud si accinge a dipingere il suo amico ha quasi 80 anni e Hockney ne conta 65. Freud all'epoca è già considerato il più grande pittore vivente in
Inghilterra. Hockney è tra gli artisti inglesi più influenti del XX secolo e nel 1990 rifiutando il titolo di cavaliere, asserisce: “il clamore non mi interessa". 


Ogni giorno di quei quattro mesi del 2002, Hockney attraversa Holland Park a piedi fino all'appartamento di Freud: “…a volte ero in anticipo ma lui faceva le scale a due a due. Cosa
da non fare a ottant'anni! Non ha mai voluto mostrarsi inattivo”.


Lucien Freud e David Hockney, la fascinazione a colori di un'amicizia

L'appuntamento è alle 8:30 di mattina e le sedute iniziano ovviamente con una tazza di tè
preparata da Freud su una stufa scalcinata. “Mi è piaciuto lo stile tipo
bohème dello suo
studio. I piatti ancora sporchi di fagioli dell'ultima sera, o anche della scorsa settimana… era
come essere ancora studente…erano molto attraenti…molto attraenti dopo tutti quei
pulitissimi
loft
di New York. Gli ho detto: non puoi avere uno spazio così senza fumo. Mi ha
fatto fumare. “Non dirlo a Kate Moss”, questa fu la sua unica richiesta”.


Le tante sedute hanno costituito un'esperienza illuminante per Hockney.
Lo affascina in particolare il “trucco” di Freud: il rifiuto dell'artista più anziano di preparare prima i colori come stratagemma per concedersi più tempo possibile da trascorrere con il
suo modello. E quindi, la conversazione tra i due artisti scorre liberamente: “L'eloquio di Lucian è sempre stato affascinante. A volte erano solo pettegolezzi su persone che conoscevamo entrambi, molto divertenti, ottime osservazioni e critiche che mi facevano ridere. Ma abbiamo parlato molto di disegno. Rembrandt, Picasso, Ingres, Tiepolo... Abbiamo parlato molto dei disegni di Rembrandt e di come tutto ciò che ha fatto è un ritratto, nessuna mano o volto è generico”.

Continua Hockney: “È stata un'esperienza davvero memorabile e piacevole. Giudicavo il suo ritratto davvero molto buono: tutte le ore in cui sono stato seduto erano in esso condensate,
a strati; aggiungeva, raramente toglieva qualcosa. E tutto ciò si vede davvero".
Bella Freud, figlia di Lucian, ricorda: “Quando David Hockney sedeva per questo dipinto mi emozionavo a vederli insieme, come due simpatici studenti, dei grandi ragazzi concentrati sulla conversazione. Mi è piaciuto sentire Hockney affermare che gli piaceva la lentezza dei progressi del dipinto, così lui e Lucian potevano chiacchierare. A tutti noi piaceva chiacchierare con papà, era così interessante in tutto.”

Il ritratto di Hockney è l'ultimo di una serie di personaggi e soggetti illustri dipinti l'anno prima
da Freud: dalla regina Elisabetta II a Kate Moss. Il ritratto in asta mostra il viso di Hockney
da vicino, un viso pensieroso, che rivela passione e curiosità, mentre ci scruta da sopra i suoi occhialetti rotondi.


Lucien Freud e David Hockney, la fascinazione a colori di un'amicizia

L'interesse di Freud per la ritrattistica si è tradotta in autoritratti o ritratti di amici, amanti, criminali, membri dell'aristocrazia e altri artisti.
E nella sua produzione, solo una piccola percentuale di opere ( tra le quali quella in asta) ha
ricevuto da lui titoli ad identificare il soggetto.  L'opera di Freud e quella di Hockney appaiono molto diverse - Freud si limitava giorno dopo giorno a dipingere tra le quattro mura del suo studio, mentre Hockney è artista costantemente alla ricerca di metodi e mezzi, dalle pratiche più tradizionali del disegno e pittura fino alla fotografia, ai video e al suo attuale lavoro digitale su iPad.


Ma li accomuna un alto grado di osservazione e di percezione.
Hockney stesso ci illumina con queste parole: “È un tempo che dura, non un momento; non molte persone potrebbero guardare un volto per 120 ore e farne costantemente qualcosa”. 

Lavoro con persone che mi interessano e a cui tengo e a cui penso, in stanze che vivo e
conosco” così racconta Lucian Freud a John Russell nel lontano 1974.

 

*Sotheby's ha invitato la stilista londinese Bella Freud a orchestrare un programma di eventi
a Londra durante la stagione estiva 2021 e a comporre una sua selezione dalla vendita serale
British Art: Modern/Contemporary.
Sposata, una figlia. Laurea conseguita presso il Politecnico di Torino, facoltà di Architettura e Storia dell'Arte. Vicedirettore ufficio stampa di Finarte Casa d'Aste dal 1984. Dal 1991 inizia la collaborazione con Sotheby's Italia come responsabile delle relazioni con la stampa; dal 1998 al 2020 è responsabile stampa. Professore a contratto - IULM Milano. Collaborazioni con le redazioni d'arte delle case editrici Garzanti e Giorgio Mondadori.

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