Hypermaremma, quando l’arte bacia la natura

Teresa Scarale
Teresa Scarale
10.6.2022
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Alla sua quarta edizione il progetto visionario che sposa l’anarchia della campagna maremmana e la monumentalità delle opere di land art. Ne abbiamo parlato con uno dei suoi ideatori, Carlo Pratis

Navi che passano nella notte, Ships that pass in the night: queste parole di enigma e lentezza, scritte in neon blu, campeggiano da sabato 4 giugno 2022 sulla parete della rocca Aldobrandesca di Talamone (Grosseto). Sono un’opera di Maurizio Nannucci (Firenze, 1939), fra i protagonisti della quarta edizione di Hypermaremma, rivoluzionario programma di arte e territorio a cavallo fra Toscana e Lazio. Creato nel 2019 «quasi per gioco», ci racconta il gallerista Carlo Pratis, ideatore e curatore del progetto insieme con Giorgio Galotti (gallerista) e Matteo D’Aloja (architetto).


Hypermaremma è un dialogo fra luogo e intervento artistico, «mette sullo stesso piano visione degli artisti e territorio». La relazione con il paesaggio è «immersiva: le opere lo ridisegnano e lo risignificano», spiega Pratis. «Il paesaggio diventa parte integrante dell’opera, e molto spesso del suo stesso significato. Il più delle volte siamo partiti dal luogo stesso, dalla nostra volontà di svelarlo e di raccontarlo quindi con gli occhi dell’artista. Partendo dal posto ragioniamo su quale pratica e intervento possa essere più adatto, e quindi si procede così con la ricerca dell’artista».

 

Per esempio, il 16 aprile si è inaugurato sulla spiaggia della Tagliata di Ansedonia l’intervento scultoreo di Giuseppe Gallo, I giocolieri dell’armonia (foto di apertura), «la prima opera in assoluto che riusciamo a mettere in tangibile dialogo col mare», dice Pratis, così come Ships that pass in the night è «un omaggio ai navigatori notturni, una traccia semantica blu visibile a chi attraversa nel buio la baia di Talamone».



Sono opere monumentali, dal carattere non transitorio, definitivo. Stridono eppure collimano con la natura anarchica del paesaggio maremmano. Sono capaci di iniettare energia nel futuro, come è accaduto grazie al successo del grande neon Spazio Amato, di Massimo Uberti, installato nell’annus horribilis 2020. L’opera si trova nelle Terre di Sacra, facenti parte dell’Oasi del lago di Burano e affidate al WWF dalla famiglia Puri Negri. Era il 1969. Un segno per «affermare la nostra volontà di preservare questo territorio», dichiara Giulia Puri Negri.

 

Al di là della loro monumentalità, si tratta di opere pensate per transitare o per restare? «Stanno avendo sempre più il carattere della stabilità. Penso alla bellissima opera di Emiliano Maggi a Scansano, in mezzo ai vigneti di Morellino nella enorme tenuta Terenzi. O a quella delle terme di Vulci (Michela de Mattei), nella Maremma laziale. Spazio Amato è permanente, anche se momentaneamente è stata rimossa per motivi faunistici (verrà riattivata l’8 luglio 2022).

 

L’integrazione della land art con questo territorio non è solo fisica, è spirituale. Una sorta di “educazione alla bellezza”. Quando chiediamo in che modo le opere vengano protette, Carlo Pratis ci risponde che secondo lui «quando una cosa è molto bella, non si ha il coraggio di vandalizzarla. Non c’è stato nessun atto vandalico». L’unico caso di “intervento esterno” su un’opera è stato quello di un writer che ha apposto il suo hashtag su Totem, della maremmana Moira Ricci (1977): il pugno di Goldrake, robot di un cartone giapponese degli anni ’70, posto a protezione dello spirito contadino di quelle contrade in via di “gentrificazione”. Non si tratta di un atto vandalico, quanto piuttosto di «una celebrazione». 

Dopo Gallo e Nannucci, altre performance / installazioni sono in arrivo. Quella di Claudia Comte, nella vallata di Pescia Fiorentina: una gigantesca scritta di 110 metri, realizzata con tronchi d’albero provenienti dal monte Amiata. Francesco Cavaliere si produrrà in una narrazione/performance nel Parco Archeologico di Cosa ad Ansedonia; Gianni Politi a Talamone metterà in scena una vera e propria regata di windsurf con vele da lui dipinte; Guglielmo Maggini interverrà su Porta Medina, la porta seicentesca spagnola che si trova a Orbetello. Le quotazioni? «Le opere collocate sul territorio quest'anno partono dai 50.000 euro fino ad arrivare a diverse centinaia di migliaia di euro. Segnalo che delle opere originali sono anche disponibili edizioni in scala ridotta, a prezzi decisamente inferiori».

Come lo scorso anno, si terrà a settembre un’asta per queste opere. Stavolta la vendita toccherà a Sotheby’s, in una logica di alternanza (Nel 2021 era stata affidata a Christie’s).

 
Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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