In Triennale come nel Decameron: sopravvivere alla peste

Teresa Scarale
Teresa Scarale
3.4.2020
Tempo di lettura: 2'
Nel primo mese di quarantena, la Triennale di Milano ha preso per mano la fantasia degli italiani col suo Decameron digitale. Per battere l'irrazionale paura che ci ricorda di essere ospiti della Terra
Il 1348 fu l'anno della peste nera in Europa, pandemia che falcidiò secondo gli storici un terzo della popolazione del continente (20.000.000 di persone). Fortunatamente, quella attuale non conta gli stessi numeri. Ma il suo impatto sulla psicologia sociale è potente: sono venute meno le fondamenta di quel sentimento di invincibilità sotteso alla contemporaneità. Il mondo del teatro e dell'arte in generale è stato il più reattivo, ça va sans dire. Triennale Milano in particolare ha colto la palla al balzo, permettendo che il Decameron di Boccaccio rivivesse digitalmente negli appuntamenti quotidiani in streaming del suo canale Instagram.
Da un'idea di Joseph Grima, il comitato scientifico di Triennale Milano (Umberto Angelini, Lorenza Baroncelli, Lorenza Bravetta, Joseph Grima) ha curato le storie in streaming "nell'era della nuova peste nera".

Il Decameron di Triennale Milano


Lo spunto è quello del Decamerone di Giovanni Boccaccio. Il testo narra di un gruppo di giovani che nel 1348 per dieci giorni si trattengono fuori Firenze per sfuggire alla peste nera, a turno raccontandosi delle novelle per trascorrere il tempo. Partendo da questa cornice creativa, Triennale ha invitato artisti, designer, architetti, intellettuali, musicisti, cantanti, scrittori, registi, giornalisti a sviluppare la propria novella dell'inquietudine che stiamo vivendo.
Sabato 4 aprile 2020 alle 17.00 tocca al veneziano Tiziano Scarpa in dialogo con Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano. L'autore di Stabat Mater parlerà dei suoi libri, dei progetti futuri e del blog Il primo amore.
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Courtesy Triennale Milano, come l'apertura
Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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