Una moneta araba svela l'enigma del pirata Every

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
20.5.2021
Tempo di lettura: 3'
Una moneta araba rinvenuta a Rhode Island, New England, nel 2014 cela la storia di un atroce furto in mezzo all'oceano e del pirata e della sua ciurma che l'ha perpetrato
Un piccolo tesoro di monete arabe del XVII secolo è stato portato alla luce in varie località del New England, a più di 10 mila chilometri dalle zecche dell'Impero dove sono state coniate. Il primo rinvenimento è da attribuirsi a Jim Bailey, un antropologo dilettante e metal detectorist, che passando al metal detector il terreno in prossimità di una fattoria di Middletown, Rhode Island nel 2014, incappò in una moneta dalle scritte orientali. In seguito altre 15 monete simili sono state rinvenute negli Stati Uniti nord-orientali. E quella che era solo una teoria ora sta diventando un'ipotesi sempre più avvallata.
Le ricerche hanno dimostrato che la moneta trovata da Bailey nel 2014 a Rhode Island è stata coniata nel 1693 nello Yemen: il che la rende il più antico oggetto del suo genere mai scoperto in Nord America, secondo l'Associated Press. Ma la sua scoperta è stata una grande sorpresa per gli studiosi anche per un altro motivo. I coloni americani giungeranno in Medio Oriente solo parecchi decenni dopo rispetto alla data della moneta. Come dunque ci è arrivata la moneta sul suolo americano? Le prove portano a un nome: Henry Every, primo ufficiale della Carlo II - nave inglese messa a disposizione degli spagnoli per combattere i pirati delle Antille – e capitano della Fancy, la stessa Carlo II che, a seguito di un ammutinamento, aveva issato il Jolly Roger. Le mire corsare di Every miravano a un obiettivo ambizioso: catturare parte dei beni trasportatati dalla flotta Moghul - la più importante dinastia imperiale indiana di religione musulmana, nonché una tra le economie più forti del mondo moderno.
L'occasione si presentò nel 1695, scatenando le ire, già destate, del re d'Inghilterra. Every intercettò e saccheggiò la Ganj-i-Sawai, una nave a bandiera inglese che trasportava pellegrini musulmani dalla Mecca verso l'India, loro terra natìa. Every e il suo equipaggio torturarono e uccisero le persone a bordo della nave, prima di scappare con un enorme carico di oro e argento che apparteneva all'imperatore indiano Aurangzeb. Dopo l'incidente, il re Guglielmo III d'Inghilterra offrì una grossa taglia sull'equipaggio, lanciando quella che è ampiamente considerata la prima caccia all'uomo internazionale. Nessuno ne ebbe più traccia.

Dopo anni di ricerca, gli studiosi hanno trovato vecchi documenti che dimostrano che una nave chiamata Sea Flower sia arrivata a Newport, Rhode Island. nel 1696 con quattro schiavi. L'ipotesi di Bailey è che dopo il furto, Every e il suo equipaggio abbiano abbandonato la Fency e, dopo averla saccheggiata, siano scappati a bordo della Sea Flower, navigando fino alle Bahamas per acquisire schiavi prima di risalire verso nord. Giunto nelle colonie americane il pirata avrebbe assunto un nuovo ruolo come commerciante di schiavi e potrebbe anche aver introdotto i primi popoli schiavizzati nel Rhode Island. Gli esperti stanno esaminando le monete e facendo ricerche sulla loro storia. Ma finora, le prove suggeriscono che la teoria di Bailey sia corretta.

"C'è un'ampia documentazione di fonte primaria che dimostra che le colonie americane erano basi operative per i pirati", ha detto Bailey all'Associated Press, concludendo: "Per me, è sempre stato il brivido della caccia, non il denaro. La cosa migliore del trovare questi oggetti sono le storie a lungo perdute dietro di essi".
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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