Di “Imperi delle luci” Magritte ne ha dipinti 17 in tutto, a partire da 1948. Una delle versioni (non questa) ha ispirato William Friedkin per una scena del suo L’esorcista del 1973. L’artista decide di tornare a più riprese sul tema, senza mai abbandonarlo. In ogni versione lo arricchisce, lo reimmagina. Si tratta dell’unica “serie” dell’artista belga, paragonabile per reiterazione e ricerca ai temi delle ninfee di Monet o delle notti stellate di Van Gogh. La prima del quadro versione venne acquistata da Nelson Rockefeller, ma è possibile ammirarne altre presso istituzioni come la collezione Guggenheim di Venezia, il MoMA di New York, la collezione Menil a Houston e il Museo reale delle Belle Arti di Bruxelles. Una curiosità: quella in asta il 2 marzo 2022 (114,5 per 146 cm) è una delle più preziose in termini di valutazione di mercato in quanto è la maggiore per dimensione in orizzontale.
Magritte, per la prima volta in vendita L’impero delle luci
Rimasto nella stessa collezione fin dalla sua creazione, l’enigmatico dipinto del 1961 non era mai andato all’incanto. Il colpo è di Sotheby’s. Un tentativo di ridare vigore alla piazza di Londra?
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