Picasso, 139 milioni e non sentirli (grazie a Marie Thérèse)

Teresa Scarale
Teresa Scarale
9.11.2023
Tempo di lettura: 3'
Durante l’asta di Sotheby’s New York dedicata alla collezione Fisher Landau un ritratto di Marie-Thérèse Walter, Femme à la montre, raggiunge la cifra di 121 milioni di dollari (senza le commissioni; includendole, la cifra supera i 139 milioni) e diventa il secondo dipinto più costoso dell’artista malagueño

Il quadro più costoso del 2023?

È il 1932, c’è Marie Thérèse. C’è un orologio. Uno solo dei tre dipinti da Pablo Picasso. Tanto basta a fare del dipinto Femme à la montre (donna con orologio) il secondo più costoso di sempre fra quelli dell’artista durante la Evening Sale di Sotheby’s dell’8 novembre 2023 a New York, dedicata alla desideratissima collezione Fisher Landau. La serata termina con il tutto esaurito (guanti bianchi) e due nuovi record: Agnes Martin (16 milioni di dollari per Grey Stone II del 1961) e Mark Tansey. Ma il numero uno della serata resta Picasso, che contribuisce all’aggiudicato totale (406 milioni) per oltre un terzo. I rilanci iniziano a 95 milioni, per poi arrivare a 121: in quel momento la diretta Instagram si blocca, lasciando sperare in una quotazione ancora maggiore; ma anche le offerte si fermano, in linea con la stima iniziale “superiore a 120 milioni”. Saranno poi le commissioni a far lievitare il prezzo fino a 139.363.500 milioni di dollari. Ad oggi, è il quadro più costoso del 2023.




Cifra che lo inscrive sul podio dei dipinti più costosi di sempre dell’artista spagnolo. Resta saldo in testa con i suoi 179,4 milioni di dollari Le donne d’Algeri (versione “O”) del 1955, venduto nel maggio 2015 a cinque volte il prezzo d’acquisto di 18 anni addietro. Chiude il podio degli incassi storici dell’autore di Guernica il controverso Fillette a la corbeille fleurie' (Girl with flower basket) del 1905 (115 milioni di dollari durante la grande asta della collezione Rockefeller nel 2018).


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L'importanza del 1932 nella produzione di Pablo Picasso

Emily Fisher Landau (1920-2022) acquistò Femme à la montre nel 1968, proprio all'inizio del suo percorso collezionistico. Un acquisto decisamente importante “per iniziare” rivelatore di tutta la sua stoffa di collezionista e mecenate delle arti (fu membro di lungo corso del Whitney Museum of American Art). Questa tela di Picasso rimase comprensibilmente il cuore di tutta la collezione Fisher Landau per oltre cinquant’anni, fino alla di lei morte. 

L'importanza del dipinto per la mecenate è paragonabile a quella che essa riveste all'interno dell'intera opera di Picasso: raffigura la sua amante Marie-Thérèse Walter, colei che venne battezzata la sua “musa d'oro”, soggetto di molti dei suoi ritratti più riusciti; risale al 1932, anno clou della passione per la Walter e di seminale importanza in tutta la produzione dell’artista; le tele dipinte in quei dodici mesi sono le più ambite dai grandi collezionisti di arte del XX secolo. Nella top ten del pittore, tre quadri sono del 1932. E proprio al 1932 di Picasso è stata dedicata un'intera mostra al Tate Modern, nel 2018. 


Picasso e gli orologi

Ma fra i dipinti picassiani del 1932 questo emerge ulteriormente. È infatti uno solo dei tre in cui è presente un orologio. Dettaglio irrilevante? Non proprio: gli orologi erano per Pablo oggetti che rivestivano un significato profondo. Era un collezionista di orologi, ne possedeva sia di marca nota (Rolex, Jaeger LeCoultre…) che su misura. La scelta di ritrarre la sua giovane amante mentre indossa uno dei suoi preziosi orologi significa quindi conferirle un grande onori – Marie-Thérèse Walter ne era consapevole, e aveva una venerazione quasi superstiziosa per l'orologio. 

Allo stesso tempo, la presenza dell'orologio rimanda alla tradizione del genere pittorico della vanitas (vanità), natura morta con riferimenti alla caducità dell'amore e della vita. Bisogna tornare indietro al 2010 per ritrovare un altro Picasso del 1932 avente importanza simile: Nude, Green Leaves and Bust, proveniente dalla proprietà della collezionista Sidney F. Brody e aggiudicato all’epoca per 106,5 milioni di dollari da Christie’s. Con la presente vendita giungono a sei i quadri dell’artista spagnolo con quotazione superiore a 100 milioni di dollari.

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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