Il design in asta piace all'estero e alle imprese

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In Italia i recenti risultati d'asta di Cambi confermano il forte interesse per il design dei grandi maestri italiani e internazionali. Più della metà delle vendite va a favore dei compratori all'estero. Cresce l'interesse delle imprese per questi oggetti che rivelano anche una componente di investimento

Il design da collezione è tornato in asta a ottobre. Lo scorso 27 ottobre Cambi, presso la sede milanese in via San Marco, ha trattato la vendita dedicata al catalogo design 200 che si è conclusa con un venduto per oltre un milione di euro. Aggiudicato l'85% dei lotti in catalogo, con una percentuale di venduto per valore del 190%. Un ottimo risultato in linea con il trend delle aste del primo semestre 2021 e che conferma il grande interesse di collezionisti e investitori per questo segmento.
Nel catalogo battuto nell'ultima asta di ottobre duecento arredi firmati dai grandi maestri del design italiano e internazionale come Angelo Mangiarotti, Mario Bellini, Carlo Scarpa, Alessandro Mendini ma anche Pierre Jeannaret, Gio Ponti, Franco Albini Ingo Maurer. Il top lot dell'asta è stato la Lampada a sospesione Dahlia mod. 1563 firmata Max Ingrand, celebre maestro vetraio e decoratore francese, direttore artistico di FontanaArte dal 1954 per un decennio.






Il design preferito dalle imprese: Max Ingrand, lampada a sospesione Dahlia mod. 1563 con struttura in ottone zapponato e ottone nichelato. Diffusori in cristallo colorato, curvato e molato. Prod. Fontana Arte, Italia, 1954. Stima 15.000 - 20.000 euro. Venduto a 34.000 euro





La lampada proposta in asta ha più che raddoppiato la stima minima (15.000 – 20.000 euro) ed è stata venduta in Italia per 34.000 euro.

Il design in asta piace all'estero e alle imprese




Il design preferito dalle imprese: Mario Bellini, divano mod. Camaleonda composto da quattro moduli e due pouf. Struttura in legno e rivestimenti in tessuto. Etichetta originale. Prod. B&B, Italia, 1970 ca. Stima 5.000 - 7.000 euro Venduto a 20.000 euro





Nella top five troviamo altre aggiudicazioni annunciate, come il ricercatissimo divano Camaleonda di Mario Bellini che da una base d'asta di 5.000 euro quadruplica il valore e viene venduto all'estero a 20.000 euro.

Il design in asta piace all'estero e alle imprese




Angelo Mangiarotti. Grande consolle mod. Incas in pietra Serena con incastro a gravità. Prod. Skipper, Italia 1970 ca. Stima 5.000 - 7.000 euro. Venduto a 17.500 euro





Anche la grande consolle mod. Incas di Angelo Mangiarotti è stata lungamente contesa da vari bidders internazionali, anche se poi a spuntarla è stata un collezionista italiano a 17.500 euro (stima 5.000 – 7.000 euro).

Il design in asta piace all'estero




Silvio Berrone, scrivania con struttura in legno e dettagli in ottone. Piani in vetro Vitrex. Rivestimenti in skai. Disegno originale per gli uffici di palazzo Bialetti a Omegna. Prod. V.I.S., Italia, 1957. Stima 4.000 - 6.000. Venduto a 19.000 euro





Ottimi risultati anche per la Scrivania con struttura in legno e dettagli in ottone di Silvio Berrone venduta a 19.000 euro da una stima di 4.000 - 6.000 euro e per la decorativa coppia di mobili contenitori attributi a Piero Portaluppi venduti a 16.500 euro (stima 6.000 – 8.000 euro).






Piero Portaluppi (attribuzione), coppia di mobili contenitori con struttura in legno ed ante in legno intagliato. Prod. Italia, 1930 ca. Stima 6.000 - 8.000 euro Venduto a 16.500 euro





L'analisi di alcuni dati statistici di quest'asta aiuta a delineare il profilo dei collezionisti di un segmento che è in costante ascesa. Il 67% dei lotti è stato venduto a acquirenti stranieri tra cui figurano clienti situati negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia, in Corea del Sud, nei Paesi Bassi, in Spagna, in Grecia, in Svezia, in Germania e in Cina. Il restante 33% è stato aggiudicato a acquirenti italiani. La ripartizione in base al venduto per valore vede il 60% circa aggiudicato agli acquirenti dall'estero e il 40% agli italiani.

Entrando più nel dettaglio emerge che il 55% dei lotti è stato acquistato da società e il restante 45% da privati. Guardando invece il totale degli acquirenti le società sono il 42% del totale mentre i privati sono il 58%. Le società, quindi, hanno acquistato la maggior parte dei lotti in catalogo pur rappresentando una parte minore degli acquirenti in totale. Per lo più si tratta di gallerie e mercanti che acquistano per rivendere in Italia e all'estero a cifre ben superiori alle aggiudicazioni. Per altra parte si tratta di società esterne al settore del design che acquistano per tenere i beni in azienda.

Guardando ai dati del primo semestre 2021 della casa d'aste genovese, il design si è confermato per Cambi il settore più ricercato dai collezionisti internazionali, registrando vendite straordinarie per numero di lotti aggiudicati, i quali moltiplicano esponenzialmente le stime iniziali. In ordine, le tre aste del semestre dedicate al Design hanno ottenuto il 225%, il 205% e il 185% di venduto per valore, per un giro d'affari totale di 3.800.000 euro.

L'interesse dei collezionisti per il design è stimolato dall'unicità degli oggetti proposti nei cataloghi delle aste e dalle serie limitate. L'attenzione è catturata ora da un collezionismo nuovo e consapevole che spesso si interessa anche all'arte. L'opera d'arte viene così inserita nell'arredo di design dominato dall'unicità degli oggetti in un dialogo declinato di volta in volta in base alla personalità del collezionista. E il tutto diventa speciale e esclusivo. Questo vale ora anche per le imprese che acquistano design per impreziosire ambienti e sale riunioni ma sempre con un occhio alla tenuta del valore.

alessandro@we-wealth.com
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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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