La due diligence legale nell'arte

Silvia Stabile
Silvia Stabile, Manlio Frigo, Angelo Bonetta, Giampaolo Genta, Alberto Saravalle, Francesco Sbisà, Stefano Simontacchi, Focus Team Arte Bonelli-Erede
12.8.2021
Tempo di lettura: 5'
Al di là di ogni approccio, una corretta due diligence legale è fondamentale per garantirsi una certa tranquillità relativamente alla transazione
La due diligence legale costituisce un aspetto rilevante e imprescindibile: preordinata alla conclusione di transazioni relative a opere d'arte e beni culturali, consente di attenuare i rischi relativi alla buona conclusione dell'affare. La due diligence riguarda molteplici profili, a maggior ragione quando la transazione ha carattere internazionale.Occorre tener conto della autenticità e della provenienza dell'opera, verificare che l'opera o il bene culturale non sia un falso, che l'attribuzione a un determinato autore, epoca o genere sia correttamente formulata, con riguardo al periodo storico e all'uso di determinati materiali. Un secondo aspetto...

Titolo d'acquisto


Per quanto riguarda la validità del titolo d'acquisto, specie se il vendi- tore non è direttamente l'artista che ha creato l'opera, la due diligence può riguardare, tra gli altri, l'esame di documentazione amministrativa (fatture di vendita o di acquisto), l'esistenza di atti di successione o testamenti (ove l'opera sia acquisita in eredità) o di atti di donazione (ove l'opera non sia stata acquistata sul mercato ma sia pervenuta mediante un atto di liberalità), l'esistenza di vincoli e gravami sull'opera.

Origine e natura dell'opera


Nella due diligence legale in arte rilevano altresì le informazioni sull'origine e sulla natura dell'opera e le caratteristiche della transazione. Qui la due diligence riguarda, a seconda dei casi, ad esempio:

  •  per i beni archeologici, la loro provenienza, al fine di escludere acquisti di beni frutto di scavi clandestini e/o provenienti da territori particolari (es. Iraq, Siria);

  • la verifica dei limiti o dei divieti posti al commercio e/o all'esportazione di talune categorie di beni dal Paese di provenienza (es. avorio). Particolare attenzione occorre prestare alle epoche storiche che han- no segnato la sottrazione di opere d'arte: in Europa, tra il 1933 e il 1948, per la “Nazi Looted Art”, in Europa dell'Est e in Unione Sovietica du- rante il Comunismo, tra il 1949 e il 1990, a Cuba durante la Rivoluzione, tra il 1953 e il 1959.



Circolazione internazionale


Quanto alla circolazione internazionale, si dovrà in taluni casi valutare l'acquisto alla luce del rispetto delle norme relative all'importazione e all'esportazione dei beni culturali. E' noto infatti che, secondo la legge italiana, è vietata l'uscita definitiva dei beni dichiarati di interesse culturale (art. 13 del Codice dei beni culturali e del paesaggio), mentre per le opere create da artisti non più viventi e la cui esecuzione risalga a oltre 70 anni, con un valore eccedente 13.500 euro si dovrà ottenere l'autorizzazione dal competente Ufficio esportazione (art. 65 del Codice). Pertanto, la due diligence dovrà verificare non solo l'eventuale esistenza di un vincolo (tipicamente una dichiarazione di interesse culturale), ma anche se l'opera sia uscita in precedenza dall'Italia priva della autorizzazione necessaria, ovvero sia stata importata da un altro Paese in violazione di norme che ne impediscono l'esportazione. Per fare solo un esempio, si consideri che nell'ipotesi di importazione temporanea in Italia, l'avvenuto rilascio di un certificato di avvenuta spedizione o di avvenuta importazione, garantisce per cinque anni l'uscita dall'Italia del medesimo bene, facendo venir meno la necessità di munirsi di un attestato di libera circolazione o di una licenza di esportazione. La verifica di tale circostanza costituisce pertanto l'oggetto di un opportuno accertamento in sede di due diligence sulla provenienza e sul valido trasferimento del bene.

Profili penali: quali responsabilità in caso di mancata o incompleta due diligence?


È importante ricordare che una corretta e approfondita due diligence con riguardo ai profili sopra delineati (autenticità e provenienza, origine, importazione/esportazione) permette di mettersi al riparo da eventuali responsabilità e sanzioni penali. L'acquirente, inaltreparole, dovrà richiedere tutte le informazioni che permettano di concludere che il bene non proviene da reato (ricettazione, contraffazione, illecita esportazione, scavo illegittimo, ecc.).

In relazione ai profili di circolazione internazionale del bene, ad esempio, ad un mancato rispetto della normativa sull'esportazione dei beni culturali può conseguire una confisca del bene, che può essere disposta anche nei confronti dell'acquirente che sia consapevole della passata illecita esportazione o che ne sarebbe potuto venire a conoscenza attraverso una due diligence più accurata.

I profili fiscali non sono da sottovalutare


La multidisciplinarietà che caratterizza l'attività condotta dal team è confermata dal fatto che la due diligence su opere d'arte può riguardare non solo gli aspetti giuridici, ma anche fiscali come, ad esempio, nel caso di dissoluzione di un trust i cui beni consistenti in opere d'arte vengano distribuiti tra i beneficiari, la verifica della applicazione delle norme su talune imposte dirette (successione e donazione) o indirette (IVA).

Le linee guida di Responsible Art Market


In ragione di una accresciuta complessità del mercato dell'arte, sono state assunte diverse iniziative volte a fornire agli operatori del mercato e alle istituzioni interessate strumenti utili per eseguire la due diligence prima di acquisire un pezzo.

Responsible Art Market (RAM), associazione non-profit con sede a Ginevra ha intrapreso un'azione in questo senso volta a rendere edotti gli operatori sui rischi del sistema dell'arte, di fornire linee guida pratiche e una piattaforma per lo scambio di best practice. RAM ha pubblicato le sue line guida, incluso un “toolkit” che si compone di una “check list”, di “red flags” e di verifiche da eseguire per mitigare tali inconvenienti, adottando un “risk-based approach” nel corso di una completa due diligence sul cliente, sull'opera e sulla transazione.

Obbiettivo: il buon fine dell'operazione


In definitiva appare oggi sempre più opportuno il ricorso a una serie di verifiche e di valutazioni preventive che integrano la nozione di due diligence nel senso descritto, al fine di evitare i rischi a cui si può essere esposti in una transazione eco-nomi- ca riguardante le opere d'arte e i beni culturali. Che si tratti, di acquisti, donazioni, vendite di beni mobili o immobili, ovvero di operazioni più complesse quali investimenti in arte o prestiti garantiti da opere d'arte o, ancora, della gestione di intere collezioni, il buon fine dell'operazione non può non passare attraverso il vaglio di un team di esperti che, avvalendosi di criteri e strumenti quali quelli ad esempio suggeriti dal toolkit di RAM, possono fornire al cliente assicurazioni circa l'assenza di elementi di rischio.

Che poi la due diligence legale coincida con il rispetto degli standard sempre più frequentemente suggeriti da codici di condotta delle categorie professionali interessate, e/o imposti da norme nazionali, europee ed internazionali vigenti in materia, costituisce un ulteriore, definitivo elemento a favore della scelta di uno strumento che privilegia il metodo della prevenzione rispetto alle incognite della successiva cura.
*Già apparso sulla guida di We Wealth Arte: collezionare, passione, investimento. Quali logiche quale approccio
Silvia Stabile
Silvia Stabile, Manlio Frigo, Angelo Bonetta, Giampaolo Genta, Alberto Saravalle, Francesco Sbisà, Stefano Simontacchi, Focus Team Arte Bonelli-Erede
Silvia Stabile è un avvocato specialista in diritto dell’arte e dei beni culturali con esperienza consolidata e ventennale nel settore della creatività in tutte le sue espressioni. Of counsel di BonelliErede, è membro dei Focus team arte e beni culturali, alta gamma, private clients.

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