Venti lotti offerti, venti venduti. Nel gergo delle case d’asta si chiama white glove sale, asta in guanti bianchi, e a Phillips è riuscita nella sera di apertura della settimana di Frieze: l’asta di arte moderna e contemporanea del 15 ottobre, nella sede londinese di Berkeley Square, ha totalizzato 14.836.750 sterline (circa 19,7 milioni di dollari e 17,5 milioni di euro), con un aumento del 44% rispetto all’edizione dello scorso anno. Il catalogo è stato collocato per intero sia per numero di lotti sia per valore. A guidare la classifica è Mathis di Gerhard Richter, mentre le sorprese più vivaci sono arrivate dai pittori più giovani, battezzati da due nuovi record mondiali in asta.
Partenza col botto
Gli applausi sono scattati subito, ai primi due lotti della serata. Meditation in a tenement (2020) della danese Eva Helene Pade, stimato 30-50mila sterline, è stato aggiudicato a 167.700 sterline, oltre tre volte la stima massima. Il precedente primato dell’artista, stabilito quest’anno, era di 1.016.000 dollari di Hong Kong, poco meno di 98mila sterline al cambio del 15 ottobre.

Eva Helene Pade (Yellow Nights / Meditation in a tenement)
Subito dopo è toccato a Once, always (2023) del britannico Joseph Yaeger: a fronte di una stima di 120-180mila sterline, il ritratto femminile ad acquerello su lino ha raggiunto 645mila sterline, circa tre volte e mezzo la stima massima.

Joseph Yaeger, Once, always (2023)
Anche in questo caso il record precedente risaliva al 2026 ed era di 477.300 dollari. Una spinta analoga ha premiato il belga Ben Sledsens, che con Between Trees (2023-2024) chiude la top ten a 387mila sterline, quasi il doppio della stima più alta.
Ritratto senza volto
Il lotto più importante della serata resta Mathis, l’astratto del 1983 proveniente dalla collezione parigina di Marcel Brient. Il primo dei quattro Abstrakte Bilder intitolati a nomi di persona è passato di mano per 5.839.000 sterline. La cifra, che comprende i diritti d’asta, si colloca sotto la forchetta di 6-8 milioni indicata alla vigilia, calcolata invece al netto delle commissioni. Il dipinto, custodito da Brient per circa 25 anni, appartiene alla stagione in cui il pittore tedesco abbandonava il fotorealismo monocromatico dei Sessanta per l’improvvisazione e il colore luminoso. Un risultato al di sotto delle attese della vigilia, che basta comunque a fare del quadro di Richter il protagonista della serata.

Il topo ha trovato casa
Ha centrato il bersaglio Keep Ou T di Banksy, alla prima apparizione in asta. L’arco doganale del 2019, che sarebbe stato recuperato dall’aeroporto di Heathrow e su cui un topo forza un lucchetto con la lettera T strappata alla scritta Keep out, è stato venduto a 1.612.500 sterline, nella parte alta della stima di 1,2-1,8 milioni. Esposta alla Summer Exhibition della Royal Academy of Arts nell’anno della sua realizzazione, l’opera appartiene al ciclo che lo street artist ha dedicato alla Brexit.
L’omaggio a Hockney
Sono due le opere di David Hockney, scomparso lo scorso giugno a 88 anni, tra i dieci lotti migliori. Red and Black Fruit, olio del 1988 proveniente da un’eccezionale collezione privata, ha superato ampiamente la stima massima, arrivando a 993.300 sterline contro una forchetta di 500-700mila. Red Leather Chair, l’acquerello del 2003 dedicato alla memoria dello scultore basco Eduardo Chillida, si è fermato invece a 645mila sterline, all’interno della stima.

Alla stessa quota di 645mila sterline si è attestato El torrent de la Jorneta (1923) di Salvador Dalí, venduto nella fascia bassa della stima di 400-600mila. Per Hockney l’appuntamento con il pubblico più ampio è fissato all’ottobre 2027, quando la Tate gli dedicherà una grande retrospettiva nell’anno in cui avrebbe compiuto 90 anni.

Quadrati, finestre e luce
Il resto della classifica attraversa un secolo di storia dell’arte. Josef Albers, con Study for Homage to the Square: Wide Sight (1963), è stato aggiudicato a 567.600 sterline, a metà della stima di 400-600mila. La fenêtre ouverte ou Vue de la fenêtre di Marc Chagall, databile intorno al 1927, ha raggiunto 516mila sterline (stima 300-500mila). Chiude il gruppo dei maestri James Turrell, con l’opera luminosa Ein Feshkha (2008), venduta a 490.200 sterline a fronte di una stima di 300-500mila.
Lontano dal martello
Non tutto, però, è passato dal rostro. Phillips ha fatto da intermediario nella vendita privata di 22 opere della collezione di Dartington Hall, la tenuta del Devon di Dorothy e Leonard Elmhirst, acquisite per la collezione pubblica britannica con il sostegno dell’Art Fund. In parallelo, la casa d’aste ha presentato a Londra Tête di Amedeo Modigliani, scultura che sarà battuta nell’asta serale di New York del mese prossimo.
Prossima fermata, Parigi
L’esito arriva dopo una primavera da 507 milioni di dollari di vendite, in crescita del 60% su base annua, e nell’anno in cui la casa fondata nel 1796 da Harry Phillips celebra i 230 anni. Il calendario prosegue con l’asta diurna di arte moderna e contemporanea di sabato 17 ottobre e, la settimana successiva, con la Vente Art Moderne & Contemporain et Design a Parigi.
«È stata finora una settimana eccezionale a Londra, con l’energia di Frieze che ha impresso un vero slancio al mercato», ha commentato Olivia Thornton, vicepresidente e responsabile dell’arte moderna e contemporanea per l’Europa di Phillips. «L’asta è partita col botto: i primi due lotti, di Eva Helene Pade e Joseph Yaeger, hanno superato di slancio le stime massime, stabilendo nuovi record mondiali in asta per entrambi gli artisti. In testa Mathis di Gerhard Richter dalla collezione di Marcel Brient, mentre Keep Ou T di Banksy ha debuttato in asta raggiungendo 1,6 milioni di sterline, a conferma di una domanda costante per la qualità e le provenienze prestigiose».

