Chi dava Londra per piazza in affanno dovrà forse rivedere le proprie convinzioni. Ieri sera, 14 ottobre 2026, nella sala di King Street, le due aste serali dedicate all’arte del Novecento e del nuovo secolo di Christie’s hanno totalizzato 218,6 milioni di sterline (circa 258,4 milioni di euro), con un balzo del 103% rispetto allo stesso appuntamento del 2025. Il risultato prolunga l’abbrivio della stagione di marzo, chiusa a 247 milioni, e porta a 494 milioni di sterline il bilancio da inizio anno del comparto 20/21, con altre cinque vendite ancora in calendario nella settimana di Frieze.
A dare la misura della serata, più ancora del totale, sono i tassi di aggiudicazione: è passato di mano il 91% dei lotti, pari al 96% del valore offerto. Oltre diecimila persone avevano visitato la mostra di preparazione e l’attesa si è tradotta in una sala gremita, con offerte che si sono rincorse in presenza, al telefono e online. Due capolavori da museo, firmati Wassily Kandinsky e Piet Mondrian, hanno superato ciascuno i 25 milioni.

Sei minuti per una vita variopinta
Il lotto più prezioso della serata è stato Das bunte Leben (La vita variopinta), dipinto da Kandinsky nel 1907, anni prima del salto nell’astrazione. Sulla tela, una folla in costume della vecchia Russia, con monaci, contadini, un suonatore di flauto e un vecchio dalla barba verde, si muove tra la riva di un fiume e una città fortificata in cima alla collina, il tutto costruito a tocchi di colore che brillano su un fondo scuro.

L’opera è arrivata in asta dopo la restituzione, nel giugno 2023, agli eredi di Hedwig Lewenstein-Weyermann, ed è stata aggiudicata per 31,56 milioni di sterline al termine di quasi sei minuti di rilanci serrati in sala, sotto il martello di Adrien Meyer (foto apertura), responsabile globale delle vendite private e co-presidente del dipartimento di arte impressionista e moderna. Secondo Keith Gill, vicepresidente del dipartimento 20/21, si tratta del lotto di maggior valore venduto nella stagione londinese di ottobre degli ultimi cinque anni.
L’anno zero del Neoplasticismo
Alle spalle di Kandinsky si è piazzata Composition III, che Mondrian dipinse nel 1920, l’anno in cui, rientrato a Parigi dopo la guerra trascorsa nei Paesi Bassi, fissò i principi del Neoplasticismo. Di quel periodo si contano appena otto tele fondamentali, cinque delle quali oggi appartengono a collezioni museali: la Tate di Londra, il MoMA di New York, lo Stedelijk di Amsterdam, il Wilhelm-Hack-Museum di Ludwigshafen e, per restare in casa nostra, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Mondrian, Composition III, 1920
Mai passato prima in asta, il quadro veniva presentato come il Mondrian più importante offerto in Europa dal 2009, quando a Parigi andò all’incanto la collezione di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé. Con una stima di 20-30 milioni di sterline (diritti d’asta esclusi), ne ha realizzati 25,235. Tra i custodi passati figurano l’architetto e collezionista Armand P. Bartos e la moglie Celeste, che lo tennero dal 1952 al 1973. Al centro della composizione, un quadrato giallo quasi acido, allineato sull’asse di simmetria, irradia energia verso i piani di rosso, blu e grigio, mentre i soli riquadri neri, verniciati dall’artista, catturano la luce.
Per l’olandese, la serata non si è fermata qui: Composition A, with Double Line and Yellow, del 1935, si è aggiudicata 9,71 milioni, quarto prezzo della sera. Quinto, a 8,56 milioni, Peinture (Les amants – Adam et Eve) di Joan Miró, del 1925.
Quando il monsone soffia su King Street
La notizia destinata a restare negli annali della sede londinese, però, è un’altra. Monsoon: The Peter Simon Collection, la raccolta di arte moderna e contemporanea messa insieme da Peter Simon, fondatore del marchio di moda Monsoon, ha incassato da sola 107,5 milioni di sterline, diventando la collezione di un singolo proprietario di maggior valore mai venduta da Christie’s a Londra. Il 98% dei lotti ha trovato un compratore e quasi uno su due, il 43%, ha superato la stima massima.

Francis Bacon, Figure in Movement, 1978
In testa, Figure in Movement di Francis Bacon, del 1978, aggiudicata per 17,185 milioni a un offerente presente in sala. Ma il duello più lungo della serata è stato per Painterly Architectonic, che Liubov Popova dipinse nel 1918, nel pieno dell’avanguardia russa: quasi otto minuti di rilanci tra sala e telefoni l’hanno portata a 7,64 milioni, oltre quattro volte la stima minima di 1,8 milioni, con il nuovo primato mondiale in asta per l’artista.
«È stato un privilegio vederci affidare una delle collezioni di arte moderna e contemporanea più significative, costruita grazie all’impareggiabile visione creativa di Peter Simon», ha commentato Katharine Arnold, vicepresidente del dipartimento 20/21. «I record mondiali ottenuti per Bridget Riley, Liubov Popova, Barbara Hepworth, Portia Zvavahera e David Bomberg, così come l’ottimo risultato del lotto di punta, Figure in Movement di Francis Bacon, evidenziano la rilevanza dell’occhio esigente di Peter Simon, uno dei maggiori collezionisti britannici di oggi». La collezione torna in sala oggi con l’asta diurna, mentre la vendita online resta aperta fino al 20 ottobre.
Sette primati, dall’Op art all’arazzo
Tra i record, spicca quello di Bridget Riley, la cui Streak 2 del 1979 è salita a 5,214 milioni. Il paesaggio spagnolo San Miguel, Toledo, Afternoon di David Bomberg, del 1929, ha raggiunto 3,262 milioni. Curioso il caso di Dame Barbara Hepworth: la grande scultrice britannica ha stabilito il proprio primato per un dipinto, con The Hands and the Arm (1948) a 537.600 sterline. Per la zimbabwese Portia Zvavahera il nuovo massimo è di 307.200 sterline.

Bridget Riley, Streak 2, 1979
Fuori dalla collezione, Gerhard Richter ha firmato il record per un arazzo, con Abdu (2009) a 1,152 milioni. Il settimo primato ha un sapore diverso: The certainty of being a rose (ii), realizzata quest’anno dal sudafricano Igshaan Adams e venduta per 96 mila sterline a favore di Artists for Climate Action, iniziativa di raccolta fondi promossa da Gallery Climate Coalition e ClientEarth, che si divideranno a metà il prezzo di aggiudicazione.
E adesso, Parigi (con accento italiano)
«È stato un anno straordinario per Londra», ha dichiarato Bonnie Brennan, ceo di Christie’s. «In tutto il mercato abbiamo visto alcune delle vendite più forti degli ultimi anni in città, a dimostrazione dell’importanza duratura di Londra come centro globale per l’arte e il collezionismo».
Il calendario, intanto, non concede pause. Dopo le aste diurne di questi giorni e la serata dedicata all’arte moderna britannica e irlandese del 21 ottobre, la scena si sposta a Parigi, dove il 22 ottobre l’asta serale 20/21 includerà la sezione Thinking Italian dedicata all’arte italiana, accanto alla vendita Durand-Ruel, Generations of Vision. Dal 17 novembre toccherà a New York. «Guardiamo avanti per dare seguito a questo successo con la stessa energia e la stessa fiducia per tutta la Frieze Week, e poi a Parigi e New York», ha concluso Keith Gill.

