Per gli italiani, la casa – giovani inclusi – è molto più di un tetto sopra la testa. È il simbolo di sicurezza, identità e investimento, un bene rifugio al tempo stesso materiale e affettivo. Lo conferma la nuova ricerca “Gli italiani e la casa tra fabbisogni e realtà” del gruppo Gabetti: tre famiglie su quattro vivono in un’abitazione di proprietà e il 47% della ricchezza nazionale è ancora legato al patrimonio immobiliare.
Ma dietro questa solidità apparente si nasconde una contraddizione profonda: la casa continua a essere il sogno degli italiani, ma un sogno sempre più difficile da realizzare. Prezzi elevati, accesso al credito più selettivo e perdita del potere d’acquisto frenano la mobilità abitativa, soprattutto tra i più giovani, che si trovano spesso costretti a rinunciare o a restare in affitto più a lungo.
È il nuovo paradosso della casa italiana: resta il pilastro dell’identità e del benessere familiare, ma si allontana come obiettivo concreto, diventando — per molti — un bene rifugio che non si riesce più a raggiungere.
Il legame casa-famiglia resta fortissimo
“Spesso si dice che la casa è uno dei beni più importanti per gli italiani, ma ogni tanto qualcuno ipotizza che, in futuro, questo legame possa affievolirsi. Guardando i dati, mi sento di dire che non è affatto così. Certo, emergono nuove esigenze — di comfort, sostenibilità e qualità dell’abitare — e anche nuove forme di vivere la casa, ma siamo solo all’inizio. Quello che mi ha colpito maggiormente è l’atteggiamento dei più giovani: c’è un approccio diverso, ma non è vero che non siano interessati alla casa”, ha detto Marco Speretta, amministratore delegato del Gruppo Gabetti, soffermandosi su alcuni aspetti della ricerca che l’hanno colpito di più.
Secondo lo studio, il 62% degli italiani associa, infatti, la parola “casa” a famiglia, il 72% dichiara che l’abitazione influenza il proprio stato d’animo e il 70% la lega a un senso di sicurezza.
“Emerge una relazione profonda e identitaria con la casa, vissuta come luogo di stabilità emotiva e relazionale”, spiega Luca Dondi dall’Orologio, amministratore delegato di Patrigest (gruppo Gabetti).
La casa, insomma, non è un bene qualsiasi: è il barometro del benessere personale e familiare.
Un Paese di proprietari, ma con nuove fragilità
L’Italia resta uno dei Paesi europei con la più alta quota di case di proprietà: 75,9% delle famiglie, contro una media Ue del 68,4%.
Il patrimonio immobiliare costituisce il 47% della ricchezza totale delle famiglie, mentre le attività finanziarie ne rappresentano il 45%.
“La casa è ancora il bene rifugio per eccellenza — un investimento stabile e tangibile — ma non garantisce automaticamente una rivalutazione nel tempo – sottolinea Dondi.- Resta però una scelta di lungo periodo, dove si incontrano razionalità economica e valore simbolico”.
Il mattone rimane quindi il pilastro del patrimonio italiano, ma la solidità percepita non sempre corrisponde alla liquidità reale: molti proprietari possiedono un valore patrimoniale importante, ma difficilmente monetizzabile.
I giovani vogliono la casa, ma la realtà li frena
Il desiderio di possedere una casa non è affatto in crisi tra i giovani, come spesso si tende a credere.
A smentire un luogo comune, la ricerca mostra che il desiderio di casa è forte anche tra i giovani.
Tra i 25 e i 34 anni, oltre il 70% considera la proprietà un obiettivo di vita, anche se più difficile da raggiungere rispetto alle generazioni precedenti, a causa di condizioni economiche spesso precarie.
“Non è vero che i giovani non vogliono comprare casa — anzi” – osserva Dondi – Il desiderio di stabilità abitativa resta forte, ma oggi si scontra con un contesto economico meno favorevole e con una maggiore prudenza del credito”.
Le difficoltà principali?
- redditi medi bassi e instabili,
- criteri di credito più selettivi,
- prezzi in crescita e potere d’acquisto in calo.
Secondo i dati Monety, nel terzo trimestre 2025 il ticket medio richiesto è di 141.500 euro, con mutui a tasso fisso che rappresentano quasi il 99% del totale — un segno della volontà di sicurezza, ma anche della cautela delle famiglie.
Il 27% degli italiani vorrebbe cambiare casa, ma sei su 10 indicano l’impossibilità economica come principale ostacolo.
Il sogno del nuovo: efficienza e comfort contano (ma costano)
Nonostante le difficoltà, il sogno abitativo evolve.
Per quasi un italiano su due (49%), la casa ideale è di nuova costruzione o ristrutturata con criteri di efficienza energetica. Tra gli under 45 la percentuale sale al 55%.
Le priorità?
- Efficienza energetica (54%)
- Maggiore sicurezza (37%)
- Minori costi di manutenzione (37%)
- Comfort abitativo (34%).
“La casa nuova rappresenta oggi un’occasione di effettivo miglioramento della qualità della vita – spiega Enrico Cestari, direttore Gabetti Home Value – Unisce sostenibilità, comfort e valorizzazione del quartiere. Ma c’è un disallineamento tra valore percepito e prezzo: le famiglie riconoscono i vantaggi, ma non sempre possono permetterseli”.
Il problema, ancora una volta, è economico: quasi 9 italiani su 10 sceglierebbero una casa nuova a parità di prezzo, ma solo il 43% sarebbe disposto a pagare fino al 10%. Il desiderio quindi c’è, ma l’accessibilità resta la vera frontiera dell’abitare moderno.
Nuove forme di abitare: un potenziale da costruire
Soluzioni come affordable housing, student housing o senior living sono ancora poco conosciute: tra il 79% e il 91% degli italiani dichiara di non avere familiarità con questi modelli.
Eppure, il bisogno di flessibilità, prossimità e servizi integrati è in crescita, specie nelle grandi città.
“Il mercato immobiliare italiano è solido, ma deve imparare a rispondere ai nuovi bisogni: efficienza, comfort, sicurezza e flessibilità – conclude Dondi – Il futuro passa anche dalla capacità di innovare l’abitare.”
Una certezza che resiste, ma deve cambiare forma
La casa resta il cuore simbolico e finanziario del Paese, un punto fermo anche in un’epoca di incertezza.
Ma per molti italiani — e in particolare per i più giovani — il sogno della proprietà non si spegne: si fa solo più lontano da raggiungere.
In questo equilibrio fragile tra desiderio e possibilità, il “paradosso della casa” fotografa un’Italia che continua a credere nel valore del mattone, ma chiede un nuovo modo di renderlo accessibile, sostenibile e coerente con la vita di oggi.

