Mps, Mussari e Vigni assolti in via definitiva. Cosa aspettarsi ora

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La Cassazione ha confermato in via definitiva l’assoluzione di Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, oltre che dei manager di Deutsche Bank e Nomura. Seduta in chiaroscuro per Mps, che lascia sul terreno l’1,19%

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Il processo riguarda le operazioni di finanza strutturata Alexandria e Santorini, Chianti Classico e Fresh che, secondo l’accusa, erano state realizzate da Mps per coprire le perdite generate dall’acquisto di Antonveneta

Equita: “La sentenza favorevole della Corte di Cassazione nel caso Vigni-Mussari è ragionevole possa essere propedeutica a un esito positivo della sentenza d’appello sul caso Viola-Profumo, in quanto legato con il filone precedente”

Seduta in chiaroscuro per Mps. Dopo essere stata protagonista di un allungo verso l’alto nella giornata dell’11 ottobre (+5,69%), Rocca Salimbeni lascia sul terreno l’1,19% in scia all’assoluzione definitiva dei 15 imputati del processo per presunte falsità contabili in alcune operazioni di finanza strutturata realizzate dalla banca senese tra il 2008 e il 2012. La Cassazione ha dichiarato “inammissibile” il ricorso della Procura generale di Milano, rendendo definitive tra le altre le assoluzioni dell’ex presidente di Montepaschi, Giuseppe Mussari, e dell’ex direttore generale, Antonio Vigni, come deciso in appello il 6 maggio 2022. 

Il processo riguarda in particolare le operazioni di finanza strutturata Alexandria e Santorini, Chianti Classico e Fresh che, secondo l’accusa, erano state realizzate da Mps per coprire le perdite generate dall’acquisto di Antonveneta. Accuse cadute con la sentenza dei supremi giudici, che hanno assolto anche i manager di Deutsche Bank e Nomura. In primo grado, il Tribunale di Milano aveva condannato Mussari a 7 anni e 6 mesi di reclusione e Vigni a 7 anni e tre mesi. 

“Il processo per le presunte falsità del bilancio Mps e presunte turbative di mercato, che non avrebbe mai dovuto cominciare, si è finalmente concluso, dopo una lunga, tormentosa, angosciosa vicissitudine processuale, là dove meritava di finire: nel nulla”, hanno dichiarato in una nota i legali di Mussari, Tullio Padovani, Fabio Pisillo e Francesco Marenghi. “Giustizia è fatta, ma Mussari non è più quel che era quando questa vicenda iniziata, e nessuno gli restituirà nulla”, hanno aggiunto. “Sono trascorsi 11 anni, 5 mesi e 2 giorni dal 9 maggio 2012, allorquando tutto ebbe inizio. Oggi è finita: assolto definitivamente perché i fatti non sussistono”, le parole di Mussari all’Ansa. “Ho scelto di difendermi solo e soltanto dinanzi al mio giudice naturale, non vi è oggi ragione di mutare registro”.

Equita: la notizia ha un risvolto molto favorevole per Mps

Secondo gli analisti di Equita, la notizia potrebbe avere un risvolto “molto favorevole” per Montepaschi. “Riteniamo ragionevole possa portare a una riduzione significativa del petitum di 4,1 miliardi relativo a contenziosi straordinari ed extragiudiziali. Ricordiamo che il petitum legato alle informazioni finanziarie 2008-11, al cui interno è presente il filone Vigni-Mussari, ammonta a 1 miliardo”, scrivono. Per Equita è inoltre ragionevole che la sentenza favorevole della Corte di Cassazione nel caso Vigni-Mussari possa essere propedeutica a un esito positivo anche della sentenza sul caso Viola-Profumo. La Corte d’appello di Milano dovrà a tal proposito confermare o annullare la condanna in primo grado a sei anni dei due ex-dirigenti per falso in bilancio e aggiotaggio.

Mps, avviato il processo di selezione degli advisor

Continua intanto la caccia agli advisor che aiuteranno il Tesoro nella cessione del suo 64% del Monte. Come annunciato in una nota diffusa venerdì scorso, il Mef ha infatti avviato il processo di selezione per l’individuazione dei consulenti finanziari e legali che lo assisteranno “nell’individuazione delle migliori modalità di dismissione della partecipazione di controllo nella Banca Monte dei Paschi di Siena e forniranno tale supporto in tutte le fasi di attuazione dell’operazione”. Nella nota, spiegano da Equita, è stato implicitamente ribadito che il Mef manterrà un’ampia flessibilità sia nell’identificazione delle opzioni di dismissione (che potrà essere effettuata in una o più fasi, sia attraverso piazzamenti sul mercato che attraverso una o più operazioni straordinarie) sia delle tempistiche. L’obiettivo del ministero, si legge, è la piena valorizzazione della partecipazione, tenuto conto del miglioramento della redditività e della patrimonializzazione di Montepaschi e delle prospettive di ulteriore sviluppo.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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