Pmi, quali battono il Ftse Mib? 20 titoli top da inizio anno (e 20 flop)

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15 pmi quotate hanno battuto il Ftse Mib da inizio anno: sul podio Txt-Solutions (+62%), Cyberoo (+52%) e Tod’s (+37%)

Indice

Sul podio delle migliori performer da inizio anno si posiziona Txt E-Solutions, player specializzato nella realizzazione di soluzioni digitali

L’indice Ftse Italy Mid-Cap ha sottoperformato l’indice principale di 15 punti percentuali nello stesso periodo

20 piccole e medie imprese quotate a Piazza Affari sono partite col turbo da inizio anno, battendo in alcuni casi anche il Ftse Mib. Sulla vetta del podio, secondo l’ultima rilevazione del team di ricerca di Intermonte, si colloca Txt E-Solutions, player internazionale specializzato nella realizzazione di soluzioni digitali che restituisce una performance del +62%. Il mercato azionario italiano (prezzi al 20 luglio 2023) è in rialzo di circa il 22% su base annua, mentre l’indice Ftse Italy Mid-Cap ha sottoperformato l’indice principale di 15 punti percentuali nello stesso periodo; per l’indice Ftse Italy Small Caps si parla infine di una contrazione del -4%.

Pmi in Borsa: i migliori titoli del 2023

Al secondo posto della classifica sulle migliori performer da inizio anno si posiziona Cyberoo, pmi emiliana specializzata nella cyber security per le imprese, che cresce del +52% da gennaio. Seguono a pari merito Tod’s (azienda specializzata nella produzione di calzature, abbigliamento e accessori di lusso) e Bff Bank (attiva nella gestione del credito e nei servizi finanziari specializzati per i fornitori della sanità e delle amministrazioni pubbliche) con il +37% rispettivamente. A battere il Ftse Mib sono state anche Webuild (+32%), Buzzi-Unicem (+32%), The italian sea group (+32%), Salcef Group (+29%), Cementir (+29%), Media For Europe (+28%), Reevo (+27%), Piaggio (+25%), Brembo (+25%), Intercos (+25%) e Tip (+23%). Sul versante opposto, ai primi posti del ranking delle “worst performer” troviamo Aquafil (-40%), Dovalue (-40%) e Ilbe (-30%).

 

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Pmi quotate: la top 20 dell’ultimo mese

Spostando la lente d’ingrandimento sull’ultimo mese, notiamo come Seri Industrial (investment company attiva nel settore degli accumulatori di energia) abbia registrato la performance migliore, pari al +22%. Seguono Saras (operativa nel settore della raffinazione del petrolio e nella produzione di energia elettrica) con il +16% e la sopracitata Cyberoo con il +12%. In questo caso, a sovraperformare l’indice principale (+4%) sono Credito Emiliano (+11%), Autogrill (+11%), Maire Tecnimont (+9%), Banca Ifis (+9%), Cementir (+9%), De’ Longhi (+7%), Tod’s (+7%), Buzzi-Unicem (+6%), Bff Bank (+6%) e infine Indel B (+5%). Tra le peggiori performer svettano Seco (-12%), Relatech (-12%) e infine Cy4gate, Acea e Brembo (tutte al -10%). 

 

“Nonostante le aspettative di una recessione dovute all’aumento dei tassi d’interesse e dell’inflazione, le economie degli Stati Uniti e dell’Unione Europea si dimostrano resilienti”, dichiarano i ricercatori di Intermonte. “Il mercato del lavoro rimane forte, la spesa dei consumatori è in crescita e gli utili aziendali sono robusti. Il rallentamento dell’inflazione lascia supporre che gli aumenti dei tassi d’interesse possano terminare presto. Gli economisti sono cautamente ottimisti sulla possibilità di un soft landing, ma i rischi che una recessione si verifichi sono ancora presenti. In questo contesto, non ci aspettiamo che i risultati del 2° trimestre del 2023 provochino un taglio significativo delle stime, ma questo sarà sufficiente a invertire la sottoperformance dei titoli mid-small (soprattutto quelli dell’indice Star) che ha invece continuato ad allargarsi?”, si domandano. “Finora la liquidità investita nelle mid/small cap ha continuato a diminuire, e quindi l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla ricerca di catalyst negativi per capire cosa vendere piuttosto che di quelli positivi per capire cosa comprare. Sebbene sia difficile fare delle previsioni sulle tempistiche, siamo convinti che questa tendenza si invertirà alla luce delle valutazioni di molti titoli di qualità (in particolare quelli del settore digitale) che sono diventate molto interessanti”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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