Il mercato della fotografia oggi non sceglie vie di mezzo

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Tra opere accessibili e capolavori milionari, la dualità favorisce gli acquisti nel mercato della fotografia nel 2025. I dati del report Deloitte Private Art&Finance presentato a Mia Photo Fair

Indice

Articolo scritto in collaborazione con Virginia Singer (Deloitte Art&Finance specialist) e Federica Trevisan (Deloitte Art&Finance specialist)

La fotografia, da linguaggio accessibile e diffuso, si sta affermando come asset patrimoniale sempre più rilevante nel sistema dell’arte globale, accanto alle opere di arte moderna e contemporanea.

La seconda edizione del report di Deloitte Private Art&Finance Italia, Il mercato della fotografia nel 2025: Tendenze e dinamiche emergenti, presentato a MIA Photo Fair, racconta le dinamiche di un settore dinamico, capace di tenere insieme due dimensioni solo apparentemente opposte: da un lato l’accessibilità, determinata dalla possibilità di iniziare a collezionare fotografia con budget medio-bassi, dall’altro un mercato di fascia alta che arriva a sfiorare i tre milioni di dollari per singola opera, come dimostra il top lot dell’anno – Noire et blanche di Man Ray (1926), opera venduta da Sotheby’s a Londra per 2,9 milioni di dollari.


Da sinistra a destra: i relatori Roberta Ghilardi (Deloitte Art&Finance senior manager), Barbara Tagliaferri (Deloitte Italia chief brand & communications officer), Ernesto Lanzillo (Deloitte Private leader)

Mercato della fotografia nel 2025: in crescita il fatturato delle maggiori case d’asta

I numeri confermano questa evoluzione. Nel 2025 il fatturato delle aste fotografiche di Christie’s, Sotheby’s e Phillips è cresciuto del 19,3% rispetto al 2024, arrivando a totalizzare oltre 40 milioni di dollari, mentre il tasso di invenduti è sceso da 20,0% a 17,1%, il livello più basso degli ultimi anni. New York resta il centro nevralgico del mercato, con le principali vendite organizzate da Christie’s, Sotheby’s e Phillips. Tuttavia, il dato più interessante è un altro: la fotografia è sempre più presente nelle aste di arte moderna e contemporanea. Questo fenomeno di cross-collecting indica che non è più un comparto separato, ma compete direttamente con altri linguaggi artistici.

A trainare questa crescita sono soprattutto le nuove generazioni. Millennials e Gen Z si avvicinano alla fotografia soprattutto per affinità culturale: è un linguaggio semplice, immediato, contemporaneo, spesso legato a temi sociali e identitari. In questo senso, la fotografia diventa un ponte generazionale tra cultura visiva e wealth management.

Il valore delle foto d’autore in Italia

Parallelamente a quanto accade sulla scena internazionale, anche l’Italia sta consolidando il proprio ecosistema fotografico. Nel 2025 il mercato nazionale ha registrato un fatturato di poco superiore al milione di euro, con 249 fotografi italiani passati in asta. La concentrazione è tuttavia elevata: il 58,1% del fatturato è generato dai primi dieci artisti. In testa troviamo Mario Giacomelli, con 189.298 euro e 104 lotti, seguito da Luigi Ghirri, che con 164.002 euro si distingue per una media per opera più alta. Il suo Grizzana, Bologna (dalla serie Studio di Giorgio Morandi, 1989 circa) è stato il top lot italiano dell’anno.

Il mercato è fortemente trainato da Finarte, che da sola rappresenta oltre il 77% del fatturato. Interessante notare che la maggior parte delle vendite avviene in aste miste di arte moderna e contemporanea, anche se le aste dedicate registrano tassi di aggiudicazione più alti.

Le fotografe più quotate

È tuttavia interessante rilevare, in linea con un trend internazionale di crescente consolidamento dei nomi di artiste donne, una maggiore presenza di nomi di autrici donne nelle aste nazionali ed internazionali. Tra i nomi nostrani, Vanessa Beecroft si conferma la figura più solida, con una presenza diffusa nei principali mercati globali. Lisetta Carmi, con la serie I Travestiti (1965–1971), mostra una crescita significativa, segno di un rinnovato interesse per la fotografia documentaria. Più complesso il caso di Letizia Battaglia: nonostante la forte rilevanza istituzionale, i risultati di mercato restano contenuti.

Guardando al futuro, è plausibile attendersi un costante consolidamento della presenza di fotografia nelle scelte dei collezionisti internazionali, grazie alla sua capacità di tenere insieme due dimensioni: accessibilità e valore. È un mercato in cui si può entrare con budget contenuti, ma che offre anche l’accesso ad opere di altissimo livello museale.

Nel prossimo decennio, il passaggio generazionale della ricchezza e l’evoluzione dei gusti collezionistici potrebbero rafforzare ulteriormente questo comparto. Le nuove generazioni cercano opere che riflettano identità, sostenibilità e contemporaneità, caratteristiche intrinseche al linguaggio fotografico.

In questo scenario, la fotografia non è più una nicchia, ma uno dei linguaggi centrali dell’arte del nostro tempo.

Domande frequenti su Il mercato della fotografia oggi non sceglie vie di mezzo

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Il mercato della fotografia oggi non sceglie vie di mezzo?

Quando si investe in Il mercato della fotografia oggi non sceglie vie di mezzo, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in Il mercato della fotografia oggi non sceglie vie di mezzo con un capitale limitato?

Iniziare a investire in Il mercato della fotografia oggi non sceglie vie di mezzo con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a Il mercato della fotografia oggi non sceglie vie di mezzo?

I rischi associati a Il mercato della fotografia oggi non sceglie vie di mezzo sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per Il mercato della fotografia oggi non sceglie vie di mezzo?

Le prospettive future per Il mercato della fotografia oggi non sceglie vie di mezzo sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in Il mercato della fotografia oggi non sceglie vie di mezzo?

La valutazione della performance degli investimenti in Il mercato della fotografia oggi non sceglie vie di mezzo richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Roberta Ghilardi

Laureata con lode in Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo, Roberta Ghilardi ha condotto un progetto di tesi presso il Museo del Novecento di Milano. Dopo un’esperienza di tirocinio presso Intesa Sanpaolo, è entrata in Deloitte nel 2017, dove oggi è manager nell’area Sustainability e membro della Service Line Offering Art & Finance di Deloitte Private. In Deloitte collabora a progetti in ambito di sostenibilità, anche connessi al mondo dell’arte e della cultura, e alla redazione dei Report Art&Finance a livello italiano ed internazionale.
È inoltre Cultore della Materia del corso Teorie del Mercato dell’Arte dell’Università IULM e ha contribuito a diverse pubblicazioni nel campo dell’arte e dei beni da collezione, oltre ad aver partecipato come Lecturer a lezioni presso l’Università IULM, l’Università Cattolica e l’Università di Pavia.

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