Mediobanca amplia con Kkr il menu dei fondi private market aperti

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Dopo l’accordo con Apollo, Mediobanca stringe un altro deal con uno dei colossi del private equity, aprendo ai suoi clienti professionali nuove opportunità

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L’avanzata del private equity compie un nuovo passo nell’offerta del private banking: la clientela professionale ad elevato patrimonio di Mediobanca, infatti, potrà accedere al fondo K-PRIME Feeder-I, un prodotto istituito dalla Sicav lussemburghese del colosso americano Kkr. Lo ha reso noto la società guidata da Alberto Nagel, che prosegue il potenziamento dell’offerta sui mercati privati, sulla stessa scia dell’accordo annunciato nel giugno 2023 con Apollo, un altro grande nome del private equity globale.

K-PRIME è un fondo aperto illiquido, una forma di investimento più flessibile che sta diventando una modalità sempre più diffusa per offrire agli investitori individuali l’esposizione ai mercati non quotati, ma con finestre di liquidabilità del capitale investito.

K-PRIME è un fondo semiliquido e la maggiore flessibilità è dovuta sia alla possibilità di sottoscrivere il fondo su base continua”, a differenza dei classici fondi chiusi di private equity, “sia alla possibilità, tipica dei fondi semiliquidi, di prevedere il rimborso di tutto o parte delle proprie quote”, ha dichiarato Mediobanca a We Wealth. “Fermo restando il periodo di detenzione raccomandato, le richieste di rimborso sono limitate al 5% del NAV per trimestre del fondo”, ha proseguito la banca.

Come testimoniato da episodi di tensione nel recente passato, con i rimborsi bloccati per il trust quotato immobiliare di Blackstone, è bene notare che la liquidità dei fondi di questa tipologia resta soggetta a precisi vincoli, che dovrebbero incoraggiare i clienti a pianificare in modo adeguato la propria posizione. “Nel caso in cui le richieste di rimborso dovessero superare tale limite, verrà effettuato un riparto proporzionale tra tutte le richieste di rimborso pervenute e la quota parte di riscatto non soddisfatto sarà trasferita automaticamente al trimestre successivo”, si precisa in merito al fondo K-PRIME.

Un private equity più flessibile

In qualità di fondo feeder, ossia di strumento per la raccolta di capitali da “dirottare” su altri prodotti e target di investimenti, K-PRIME condurrà i clienti a “un’esposizione immediata agli investimenti alternativi gestiti da Kkr attraverso un co-investimento diretto nelle società presenti anche nei fondi di private equity chiusi gestiti” dalla stessa società americana. Dal momento che è possibile acquisire quest’esposizione anche più avanti nel processo di investimento, e non solo nella fase di raccolta iniziale dei fondi chiusi “è possibile gli effetti della J-Curve tipici di un fondo tradizionale” – che impiega più anni prima di generare rendimento. Nello specifico l’adesione a K-PRIME è possibile con cadenza mensile, “riducendo il tempo necessario per l’impiego iniziale del capitale rispetto ad un fondo chiuso, che prevede richiami di capitale graduali, tipicamente in un orizzonte temporale di 4/5 anni”.

Gli investitori individuali HNWI e UHNWI potranno accedere agli investimenti che Kkr, uno dei big del private equity globale con 183 miliardi di dollari di asset in gestione, tipicamente rivolge alla clientela istituzionale. Mediobanca non è sola su operazioni di questo tipo: anche Unicredit, ad esempio, ha stretto partnership con Blackstone per distribuire fondi semi-liquidi alla sua clientela di alto profilo.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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