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Private equity e calcio: via all'accordo Liga-Cvc | WeWealth

Private equity e calcio: via all'accordo Liga-Cvc

Rita Annunziata
12.8.2021
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Si illumina la green light dell'assemblea generale della Liga all'accordo con Cvc Capital Partners. L'operazione conta sull'appoggio di 38 club. Fuori Barcellona e Real Madrid

L’accordo ha potuto contare sull’appoggio di 38 club (dei 32 su 42 necessari) che riceveranno oltre 2,6 miliardi di euro

Le squadre si impegneranno a destinare il 70% delle risorse in investimenti legati al loro sviluppo sia sul fronte delle infrastrutture che dell’innovazione tecnologica

Tebas: “È un accordo strategico che darà maggiori capacità ai nostri club, trasformerà il loro modello di gestione e aumenterà l’appeal della nostra competizione”

A nulla sono valse la feroce opposizione del Barcellona e le minacce legali del Real Madrid: dopo la green light del comitato esecutivo illuminatasi la scorsa settimana, anche l'assemblea generale della Liga ha confermato il proprio sostegno a “Boost LaLiga”. Cvc, il fondo d'investimento britannico che aveva visto eclissare l'accordo con la Serie A dopo il dietrofront di sette club (Juventus, Inter, Lazio, Napoli, Atalanta, Fiorentina e Verona), stringe così una nuova partnership con il massimo campionato spagnolo che consentirà alla Liga di mettere a terra un piano strategico d'investimenti a lungo termine.
L'accordo ha potuto contare sull'appoggio di 38 club (dei 32 su 42 necessari) che riceveranno oltre 2,6 miliardi di euro. Come spiega la Liga in una nota ufficiale, si impegneranno a destinare il 70% delle risorse in investimenti legati al loro sviluppo sia sul fronte delle infrastrutture che dell'innovazione tecnologica, con la possibilità di un ulteriore 15% per l'iscrizione di giocatori e un 15% per ripianare la propria situazione finanziaria. Il 90% del capitale investito in Boost LaLiga andrà infatti ai club, mentre una percentuale sarà destinata ad altri settori dello sport e del calcio spagnolo, “rendendo questo accordo inclusivo, equo e democratico”, si legge nella nota.
“Siamo convinti che Boost LaLiga sia la risposta alle sfide che dobbiamo affrontare nel medio e lungo termine. È un accordo strategico che darà maggiori capacità ai nostri club, trasformerà il loro modello di gestione e aumenterà l'appeal della nostra competizione”, osserva Javier Tebas, presidente della Serie A iberica, definendolo anche come “la spinta di cui abbiamo bisogno per trasformare LaLiga in una società di intrattenimento digitale globale con la competizione calcistica più attraente al mondo”.

Stando a quanto riportato da Marca, il quotidiano spagnolo d'informazione sportiva a maggior tiratura, Cvc non negozierà nel suo 10% i diritti dei club che hanno votato contro l'accordo. Questo significa che, per esempio, Real Madrid e Barcellona non incasseranno nulla degli oltre 2,6 miliardi previsti; e i 300 milioni che sarebbero stati loro corrisposti resteranno congelati per tre anni, nel caso in cui intendessero accettarli in qualsiasi momento.

A entrare a far parte dell'operazione, come rivela El confidencial, anche Goldman Sachs. La banca d'affari statunitense presterà 1 miliardo di euro al fondo d'investimento britannico, dopo aver salvato il Barcellona dall'insolvenza per ben due volte. La prima nell'estate del 2020, quando il Barça ha dovuto restituire 90 milioni prestati dalla banca d'affari statunitense per il progetto di ristrutturazione del Camp Nou, valutato 815 milioni (poi utilizzati per costruire lo stadio Johan Cruyff). A questi si sono aggiunti altri 550 milioni di euro per far fronte ai pagamenti più urgenti, come i debiti con Liverpool e Borussia Dortmund per gli acquisti di Coutinho e Dembélé.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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