Wall Street in ripresa: è una falsa ripartenza?

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
7.6.2022
Tempo di lettura: 2'
Il rialzo di Wall Street delle ultime settimane fa sperare che il peggio sia ormai alle spalle. Ma è davvero così?

Wall Street e le borse europee dopo settimane di chiusure in rosso sono tornate a salire. Per alcuni analisti potrebbe essere il momento di rientrare sul mercato

“È poco probabile osservare un rally sostenibile dei mercati, almeno finché l'inflazione non darà segno di una reale discesa" ha commentato Gabriel Devbach

In chiave tattica, secondo Bofa, small cap negli Stati Uniti e finanziari e discrezionali in Europa sono i comparti da tenere sott'occhio

Dopo mesi di profondo rosso, Wall Street si è tinta di verde speranza, recuperando parte delle perdite subite da inizio anno. L’S&P 500 che il 20 maggio ha toccato quota 3900 punti è tornato a inizio giugno sopra i 4100, guadagnando più del 5%. Ma si tratta davvero di una ripresa o è piuttosto un rialzo destinato ad avere vita breve?

We Wealth lo ha chiesto a Gabriel Debach, market analyst di eToro, per il quale l’invito resta alla prudenza, nonostante la tentazione di entrare sul mercato sia forte. “Il prolungato periodo di perdite settimanali ha evidenziato come un ritorno ai precedenti massimi sull'S&P 500 di inizio di gennaio possa implicare un rendimento di quasi il 25%: un ottimo risk/reward sul quale tentare un ingresso” ha osservato Debach che tuttavia ammonisce: è ancora prematuro scommettere su un possibile bottom dei listini azionari. Nonostante le notizie positive provenienti dall'inflazione statunitense, dalla tenuta energetica dell'Europa e dalla riapertura della Cina abbiano rischiarato per il momento l’orizzonte, c’è da aspettarsi volatilità sui mercati. 


“Il mercato resta uno yo-yo, con le buone notizie che sono lette come un semaforo verde per la Fed per un maggiore inasprimento monetario, mentre le cattive notizie spingono al rialzo i titoli tecnologici e, al contempo, spaventano sulla stabilità della crescita in un percorso di rialzi dei tassi” ha continuato Debach, secondo cui la variabile critica rimane l’inflazione. “È poco probabile osservare un rally sostenibile dei mercati, almeno finché l'inflazione non darà segno di una reale discesa, lasciando una crescita non eccessivamente compromessa. Resta, tuttavia, l’ottimismo su una possibile ripresa ad U sui mercati nonostante gli allarmi annunciati dal numero uno di JP Morgan, Jamie Dimon”.


Ad ogni modo, in questo contesto ancora molto incerto circa la direzione che prenderanno i mercati nei prossimi mesi, non mancano le opportunità. “Più che temere la volatilità è utile sfruttarla, approfittando dei rimbalzi dei settori per rivedere le esposizioni complessive dei portafogli e adattarli alle mutate condizioni”. 


Quali potrebbero essere le opportunità in questa fase di mercato? Secondo Bofa, negli Stati Uniti da tenere monitorato è il Rusell 2000, l’indice azionario che traccia le performance delle small cap, giù del 25% rispetto ai massimi storici: i fondamentali sono solidi e rispetto ai titoli tech proteggono maggiormente dall’inflazione e dai rischi di recessione. In Europa, la volatilità può essere cavalcata invece con una maggiore esposizione ai titoli finanziari e discrezionali, sensibili a driver macro sempre più rilevanti come le preoccupazioni per la crescita globale e la volatilità dei tassi.

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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