Si scrive inflazione, si legge occasione: investitori in fiducia

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
11.2.2022
Tempo di lettura: 2'
Nonostante un gennaio in profondo rosso, gli investitori rimangono ottimisti: tassi e inflazione fanno paura, ma è il momento migliore per entrare sui mercati

Ubs ha pubblicato l'Ubs Investor Sentiment, survey condotta tra investitori e imprenditori, che ha evidenziato come nonostante il lieve calo dell’ottimismo economico, gli investitori sono ancora fiduciosi sul mercato azionario

Due terzi degli investitori detengono più del 10% del proprio portafoglio in liquidità e di questi, quasi la metà dichiara di “aspettare l’opportunità giusta” per investire

Nonostante un'inflazione che galoppa e gli aumenti dei tassi d'interesse ormai in vista, gli investitori non si fanno prendere da facili sconforti. Dopo un anno di grandi guadagni, il 2022 è infatti iniziato come peggio non poteva, con gli indici azionari di tutto il mondo in forte contrazione. Tuttavia, stando a quanto riportato dall'ultimo Ubs Investor Sentiment, indagine che misura la temperatura dei mercati, sebbene la paura rimanga forte, a prevalere tra gli investitori è l'ottimismo: molti vedono questo periodo come un'opportunità̀ per contrarre prestiti, investire in settori come sanità e tecnologia, e modificare il portafoglio.
La ricerca, frutto dell'intervista di 3.000 investitori e 1.200 imprenditori su 15 mercati a livello globale, ha evidenziato che l'aumento dei prezzi di beni, benzina ed energia ha destato preoccupazione negli investitori, i quali ormai sono convinti all'idea che l'inflazione rimarrà̀ elevata per oltre 12 mesi. Ciò nonostante, gli investitori sono ancora fiduciosi sul mercato azionario dei prossimi sei mesi. Due terzi degli investitori detengono più̀ del 10% del proprio portafoglio in liquidità e di questi, quasi la metà dichiara di “aspettare l'opportunità̀ giusta” per investire. Se poi scelgono effettivamente di investire, sei investitori su dieci reputano molto interessanti i settori della tecnologia (63%) e della sanità (59%).

“Si prevede che gli effetti del Covid-19 incideranno sul settore sanitario per diversi anni a venire e il mondo diventerà sempre più digitalizzato; gli investitori cercano dunque ulteriori opportunità in questi settori” ha affermato Iqbal Khan, Presidente di UBS Europa, Medio Oriente e Africa e Co-Presidente di UBS Global Wealth Management. “Tuttavia, considerati i livelli elevati dell'inflazione e i l'aumento dei tassi di interesse all'orizzonte, gli investitori attendono il momento giusto per mettere a frutto il loro denaro.”

Paolo Federici, Market Head di UBS Global Wealth Management in Italia: “Nonostante i timori relativi all'inflazione in ripresa e ad una pandemia che ancora non ci siamo lasciati alle spalle, l'ottimismo della maggior parte degli investitori italiani sulla tenuta della nostra economia è alto. Oggi più che mai gli investitori sono interessati alla costruzione di un portafoglio sempre più diversificato e solido di fronte ai possibili cambiamenti del mercato. Questa propensione conferma ancora di più che la strada che abbiamo intrapreso in UBS GWM è quella giusta, infatti già da tempo offriamo soluzioni come i Private Markets e gli investimenti sostenibili, che non solo consentono di investire in settori vincenti come quello della transizione energetica, del tech e del healthcare, ma che danno vita ad un portafoglio a prova di futuro.”

Lato imprese, gli imprenditori rimangono fiduciosi sull'andamento delle proprie attività nei prossimi 12 mesi, nonostante ritengano ancora una fonte di preoccupazione il covid-19, l'aumento dei costi dei materiali e i rialzi delle imposte sulle imprese. Il 40% degli imprenditori pensa anche di assumere e quasi la metà è interessata a investire di più nella propria attività. Inoltre, le imprese stanno cambiando i loro modelli operativi tradizionali per andare incontro alle richieste dei dipendenti. Il 69% percento delle aziende infatti offre maggiore flessibilità nell'orario di lavoro e il 67% più flessibilità sul luogo in cui i dipendenti possono lavorare.

“La pandemia e il conseguente aumento delle dimissioni hanno spinto gli imprenditori ad adattarsi all'attuale contesto e a guardare alla flessibilità sul posto di lavoro da un'altra prospettiva” ha dichiarato Tom Naratil, Presidente di UBS Americas e Co-Presidente di UBS Global Wealth Management. “Attraverso i nostri consulenti, siamo in grado di mettere a frutto gli approfondimenti dei nostri Chief Investment Office e Business Owners Client Segment per aiutare gli imprenditori a navigare in questi tempi di cambiamento.”
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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