Guerra ucraina: l’Ue vieta la consulenza fiscale alle società russe

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Nicola Dimitri
6.6.2022
Tempo di lettura: 3'
È vietata la prestazione, diretta o indiretta, di determinati servizi alle imprese, quali servizi contabili, di auditing, compresa la revisione legale dei conti, e di consulenza fiscale

Le sanzioni consentono di aumentare la pressione economica sulla Russia e minarne la capacità di condurre la guerra contro l'Ucraina

L’Ue prosegue nella strategia di contrasto all’aggressione Russa in Ucraina, adottando il sesto pacchetto di sanzioni

Come conseguenza del conflitto in Ucraina, l’Unione europea ha recentemente adottato il sesto pacchetto di sanzioni, con l’intento di indebolire il tessuto economico-politico della Russia.

Le misure sanzionatorie introdotte in quest’ultimo round coinvolgono anche la Bielorussia, in considerazione del suo coinvolgimento politico e militare a supporto delle attività belliche del Cremlino.

Restrizioni all’esportazione e importazione

Le sanzioni adottate con il sesto pacchetto, si legge nel comunicato della Commissione europea, che vanno ad aggiungersi ai cinque pacchetti già in vigore, in virtù delle loro caratteristiche sono senza precedenti: per quanto riguarda l’importazione, il sesto pacchetto, prevede il divieto totale di importazione del petrolio greggio e dei prodotti petroliferi russi trasportati per via marittima e copre il 90 % delle attuali importazioni europee di petrolio dalla Russia. Sul punto, tuttavia, occorre considerare che detto divieto è soggetto a determinati periodi di transizione, per consentire al settore e ai mercati mondiali di adattarsi e per garantire che il petrolio russo sia eliminato gradualmente in modo ordinato. Più nel dettaglio, è previsto che gli Stati membri particolarmente dipendenti dagli oleodotti russi potranno beneficiare di un'esenzione temporanea e continuare a ricevere petrolio greggio fornito tramite oleodotto, fino a nuovo specifico divieto. Allo stesso tempo, è fatto assoluto divieto a questi Stati membri di rivendere il petrolio greggio e i prodotti petroliferi importati dalla Russia ad altri Stati membri o paesi terzi.

Si consideri che nel 2021 l'Ue ha importato dalla Russia 48 miliardi di euro di petrolio greggio e 23 miliardi di euro di prodotti petroliferi raffinati.

Per quanto riguarda le restrizioni all’esportazione, il pacchetto odierno comprende vincoli sull’uscita dal territorio Ue di sostanze chimiche che potrebbero essere utilizzate per la fabbricazione di armi chimiche.

Il sesto pacchetto, inoltre, amplia l’elenco delle persone fisiche, delle persone giuridiche o delle entità associate al complesso militare-industriale della Russia. Si tratta di persone fisiche, persone giuridiche o entità coinvolte in vari settori (quali l'elettronica, le comunicazioni, le armi, la cantieristica navale, l'ingegneria e la ricerca scientifica), e le restrizioni vertono sulle autorizzazioni alla vendita, alla fornitura, al trasferimento o all'esportazione dei beni e delle tecnologie a duplice uso, e di beni e tecnologie che possano contribuire al rafforzamento militare e tecnologico o allo sviluppo del settore della difesa e della sicurezza della Bielorussia.

Misure relative ai servizi finanziari e ai servizi alle imprese

Tra le novità più rilevanti relative al sesto pacchetto di sanzioni vi sono le misure adottate dall’Ue per indebolire il sistema finanziario russo e isolare il settore bancario della Federazione dal sistema globale.

Come è dato leggere nel comunicato rilasciato dalla Commissione, infatti, è ora vietata la prestazione, diretta o indiretta, di determinati servizi alle imprese, quali servizi contabili, di auditing, compresa la revisione legale dei conti, e di consulenza fiscale nonché i servizi di consulenza amministrativo-gestionale e di pubbliche relazioni al governo russo nonché alle persone giuridiche e alle entità o organismi stabiliti in Russia. 

E' evidente, pertanto, che intrattenere rapporti di qualunque genere con individui, entità o istituzioni russe diviene sempre più difficile. La strategia dell'Ue si è spinta fino a sanzionare le attività che anche indirettamente possono consentire alle società russe o agli oligarchi di mettere al riparo i loro patrimoni e le loro ricchezze.

Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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