Cos'è Swift e perché potrebbe mettere in ginocchio Putin

Teresa Scarale
Teresa Scarale
25.2.2022
Tempo di lettura: 2'
Esiste un'unica sanzione in grado di far davvero paura alla Russia: quella che colpisce il sistema finanziario nella sua quotidianità, rendendo impossibili i bonifici, per esempio. È davvero realizzabile?

La società per le telecomunicazioni finanziarie interbancarie mondiali nasce nel 1973. Ha sede vicino a Bruxelles

Ne fanno parte oltre 200 stati e territori e più di 11.000 istituzioni finanziarie

La messaggistica di Swift ha contato lo scorso anno in media 42 milioni di interazioni giornaliere

La sanzione regina che la finanza internazionale teme di adottare è l'estromissione della Russia di Putin da Swift, la società per le telecomunicazioni finanziarie interbancarie mondiali (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication), avente sede appena fuori Bruxelles. Si tratta del protocollo che permette al denaro – ai normali bonifici su tutto – di muoversi da un paese all'altro del mondo tramite scambio di messaggi telematici. Fondata nel 1973, ne fanno parte oltre 200 stati e territori e più di 11.000 istituzioni finanziarie. La messaggistica di Swift ha contato nel 2021 in media 42 milioni di interazioni giornaliere.
Estromettere il paese di Putin da Swift potrebbe costare al suo sistema economico il 5% di pil annuo (lo stimò nel 2014 Alexei Kudrin, allora ministro delle finanze del Cremlino). Si è allora di fronte all'arma perfetta per far desistere Mosca dagli atti bellici? Mica tanto. I motivi sono di ordini diversi.

Nell'immediato, bisogna considerare che la Russia è uno dei nostri principali fornitori di energia: se non fosse parte Swift, non potremmo pagarla, con la conseguenza di vederci interrotte le forniture. L'Europa paga le forniture di gas naturale russo via Swift. Viceversa, i nostri imprenditori con clienti in quella nazione non potrebbero ricevere alcun pagamento. Esistono poi ragioni di ordine sistemico. L'occidente non è propenso ad adottare questa misura punitiva nei confronti di alcun paese (benché lo abbia fatto per l'Iran nel 2012) perché costituirebbe un incentivo allo sviluppo di sistemi di messaggistica alternativi per i pagamenti internazionali. Che, al momento, non esistono.

O meglio, la Russia ne ha implementato uno fin dal 2014; ne fanno parte attualmente 400 utenti. La Cina dal canto suo nel 2021 ha annunciato proprio una joint venture con Swift, mossa da molti osservatori vista come un atto di tutela contro eventuali future sanzioni. Un altro sistema alternativo potrebbe essere quello delle criptovalute, guardate con interesse dagli oligarchi russi: nel paese i crypto asset sono molto diffusi. Tuttavia non sono ancora così massicciamente adottati a livello globale.

Non essendo una banca, ma solo una sorta di cooperativa fra associati che non vi detengono nessun deposito, Swift non sottostà alle stesse regole degli istituti di credito. E' supervisionata dalla Banca Nazionale del Belgio, Bce, rappresentanti della Fed, Bank of England, Banca del Giappone e altre banche centrali.
Caporedattore della sezione Pleasure Asset di We Wealth. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline economiche e sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia e mercati dell’arte. È in We Wealth dalla sua fondazione

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