Come combattere le diseguaglianze tassando i 10 più ricchi al mondo

Rita Annunziata
17.1.2022
Tempo di lettura: 5'
Una tassa una tantum del 99% sui guadagni dei 10 uomini più ricchi del pianeta potrebbe consentire di produrre abbastanza vaccini per il mondo intero, finanziare l'adattamento al climate change e ridurre la violenza di genere in più di 80 paesi

Gabriela Bucher, Oxfam International: “Se perdessero il 99,999% della loro ricchezza domani, sarebbero comunque più ricchi del 99% di tutte le persone su questo pianeta”

La pandemia ha riportato indietro il countdown della parità di genere da 99 a 135 anni: le donne hanno perso complessivamente 800 miliardi di dollari solo nel 2020

I dieci uomini più ricchi al mondo, nei primi 21 mesi della pandemia, hanno più che raddoppiato in termini reali i loro patrimoni: si parla di una crescita al ritmo di 15mila dollari al secondo per un totale di 1.500 miliardi (dai 700 di appena due anni fa). Una cifra consistente se si considera che, nello stesso periodo, la crisi ha eroso i redditi del 99% dell'umanità. E che, nelle stime prodotte dall'Oxfam in un nuovo rapporto pubblicato in occasione dell'apertura dei lavori del World economic forum di Davos, potrebbe contribuire a combattere le diseguaglianze. Almeno se questo surplus record di ricchezza miliardaria venisse tassato una tantum.
Come ricorda Gabriela Bucher, direttore esecutivo di Oxfam International, se il panel di super ricchi considerato dovesse perdere il 99,999% della propria ricchezza domani, sarebbe comunque più ricco del 99% di tutte le persone sul pianeta. Oggi, spiega, posseggono una ricchezza sei volte superiore a quella dei 3,1 miliardi di persone più povere. E i gap stanno contribuendo alla morte di 21mila cittadini ogni giorno, uno ogni quattro secondi. “Non è mai stato così importante iniziare a correggere i torti violenti di questa oscena diseguaglianza”, aggiunge Bucher, “recuperando il potere e la ricchezza estrema delle élite, anche attraverso la tassazione, e riportando quei soldi nell'economia reale. Oltre a salvare vite umane”.
Secondo l'analisi dell'Oxfam, una tassa una tantum del 99% sui “guadagni inaspettati” dei 10 uomini più ricchi del pianeta nell'era del covid-19 potrebbe consentire di produrre abbastanza vaccini per il mondo intero, fornire assistenza sanitaria e protezione sociale universali, finanziare l'adattamento al cambiamento climatico e ridurre la violenza di genere in più di 80 paesi. Il tutto lasciando nelle loro tasche otto miliardi in più rispetto ai livelli pre-pandemici. Inoltre, un'imposta annuale sul patrimonio di miliardari e multimiliardari dell'Unione europea e del Regno Unito consentirebbe di raccogliere 424 miliardi di euro che equivale a cinque volte il budget settennale dell'Ue per la cooperazione allo sviluppo, 140 volte il contributo dell'Ue e degli Stati membri al “Covax” (il programma internazionale che punta all'accesso equo ai vaccini anti covid-19) e al 50% del Next Generation Eu.

Senza dimenticare che la crisi epidemiologica ha riportato indietro il countdown della parità di genere da 99 a 135 anni. Le donne hanno perso complessivamente 800 miliardi di dollari di guadagni solo nel 2020, con 13 milioni di posti di lavoro in meno rispetto al 2019. Al contrario, appena 252 uomini posseggono un patrimonio superiore al miliardo di donne sparse tra Africa, Caraibi e America Latina. Inoltre, stando all'Oxfam, la diseguaglianza tra paesi rischia di acuirsi per la prima volta di una generazione. E i paesi in via di sviluppo, cui è stato negato l'accesso a un sufficiente numero di vaccini a causa del “monopolio delle società farmaceutiche” da parte dei governi più ricchi, sono stati costretti a “tagliare drasticamente la spesa sociale mentre i loro livelli di debito continuavano a crescere”, scrive la confederazione.

Ci sono dunque cinque azioni che i governi di tutto il mondo dovrebbero mettere in pratica con urgenza, secondo l'Oxfam:

  • recuperare i guadagni realizzati dai miliardari tassando questa ingente mole di nuova ricchezza con imposte permanenti sul loro patrimonio;

  • investire i trilioni che potrebbero essere raccolti in tal modo nell'assistenza sanitaria universale, nell'adattamento ai cambiamenti climatici e nella prevenzione della violenza di genere;

  • affrontare le leggi sessiste e razziste che discriminano le donne ed emanare nuove leggi per la parità di genere;

  • porre fine alle leggi che minano il diritto allo sciopero e i diritti sindacali, stabilendo standard legali più rigorosi per difenderli;

  • rinunciare immediatamente ai diritti sulla proprietà intellettuale sui vaccini anti covid-19 per consentire a più paesi di produrli in maniera efficace e inaugurare la fine della pandemia.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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