Build Back Better e debt ceiling: negli Usa si vota sul futuro

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
19.11.2021
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I mercati osservano: dopo il passaggio del pacchetto infrastrutturale, il Congresso americano dovrà decidere circa il pacchetto social&green "Build Back Better" voluto da Biden e, per scongiurare il default, sull'innalzamento del debito

La Camera ha rinviato il tanto atteso voto sul pacchetto fiscale Build Back Better voluto da Joe Biden alla mattina del 19 novembre, dopo che il discorso del leader della minoranza Kevin McCarthy

La stima del CBO prevede che il pacchetto da quasi 1,7 mila miliardi di dollari aggiungerebbe 160 miliardi di dollari netti al deficit nel prossimo decennio,

Janet Yellen ha annunciato al Congresso che la "data X" per l'innalzamento del debito è il 15 dicembre, quasi due settimane dopo la previsione iniziale del 3 dicembre. Se un accordo non sarà trovato gli Usa saranno costretto a dichiarare default

Negli Stati Uniti in queste settimane il Congresso è chiamato a votare su due questioni di primaria importanza: un nuovo pacchetto fiscale e l'innalzamento del debito. Due temi - legati tra loro - che hanno delle dirette conseguenze rispettivamente per i mercati azionari e obbligazionari statunitensi. Se da una parte maggiore denaro immesso nell'economia vorrebbe dire maggiore sostegno ai mercati, dall'altra un mancato innalzamento del debito potrebbe portare a grandi deflussi dal Tesoro americano, un paradiso sicuro che potrebbe perdere presto il suo status se un accordo non sarà trovato.
Come riporta il Financial Times, quando ormai sembrava esserci le condizioni per il passaggio definitivo, i democratici hanno ritardato il voto sul progetto di legge di Joe Biden da 1,75 mila miliardi di dollari "Build Back Better". La causa è stata un lungo discorso durato più di quattro ore di Kevin McCarthy, il principale rappresentante repubblicano alla Camera, che ha ostacolato di fatto gli sforzi per farlo passare. Alcuni democratici moderati hanno infatti sollevato preoccupazioni sul fatto che il pacchetto si aggiungerebbe al deficit in un momento in cui molti americani sono preoccupati per l'aumento dell'inflazione, nonostante la Casa Bianca avesse insistito sul fatto che il disegno di legge sarà completamente pagato. A sostenerlo in una dichiarazione è stato la stessa Janet Yellen, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti. La combinazione dei punteggi del Congressional Budget Office rilasciati nell'ultima settimana, le stime del Joint Committee on Taxation, e l'analisi del Tesoro, rendono chiaro che il Build Back Better sarà completamente pagato".

Il CBO ha detto che il disegno di legge, che riguarda investimenti radicali nell'educazione della prima infanzia, nella sanità pubblica per i pensionati e nei programmi per combattere il cambiamento climatico, "risulterebbe in un aumento netto del deficit per un totale di 367 miliardi di dollari nel periodo 2022-31". Di contro l'aumento delle tasse porterebbero nelle casse della Casa Bianca, secondo Yellen, 400 miliardi di dollari. Venerdì mattina (19 novembre), dovrebbe arrivare l'assenso finale da parte della camera.
Passato questo disegno di legge il Congresso dovrà affrontare, un'altra volta, il tema dell'innalzamento del debito. Secondo il Peterson Institute fo International Economics, la soluzione migliore sarebbe quella di cancellare questa fattispecie. Per farlo servirebbero 60 voti al Senato. Tuttavia, I democratici ne hanno solo 50 (supponendo che l'unanimità intrapartitica possa essere raggiunta su questo tema), e i Repubblicani non sono in vena di fornire gli altri 10. Per fortuna esiste un piano b, che permetterebbe ai democratici di raggiungere un risultato altrettanto buono, senza tra l'altro dover fare i conti con i repubblicani. Ovvero alzare il tetto del debito a un livello talmente alto, che il tema non si riproporrebbe per molte generazioni a venire. In alternativa, arriverà il giorno in cui il Congresso non riuscirà ad alzare il tetto del debito in modo tempestivo e il Tesoro degli Stati Uniti sarà costretto a fare default. A quel punto il  governo federale non sarà più in grado di prendere in prestito ai tassi più economici del mondo, un risultato che non farebbe certamente gli interessi degli americani.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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